FIALS-PISTOIA: «PSICHIATRIA? AL COLLASSO NELL’INERZIA DELL’ASL»

La direzione aziendale dell’Asl 3 Pistoia: Luca Cei, Roberto Abati, Lucia Turco
L’Asl 3 Pistoia: Luca Cei, Roberto Abati, Lucia Turco

PISTOIA. Negli anni 60-70 Franco Basaglia ha condotto la sua battaglia antistituzionale, nella consapevolezza che le degenerazioni della psichiatria non potevano essere intese semplicemente come accidentali e tragici errori di percorso, ma erano da considerare prodotto di un sistema iniquo, emarginante e vessatorio nei confronti delle minoranze e dei soggetti deboli.

Per questo, nelle sue analisi, non mancava di collegare le battaglie da lui condotte, con quelle a favore di tutti i soggetti discriminati di quel tempo (gli operai, le donne, i popoli dei paesi sottosviluppati…).

Basaglia, docente in psichiatria, pagò per le sue idee innovative, venne confinato a Gorizia, dove iniziò a scrivere un capitolo fondamentale per la vita di tante persone e per la civiltà. Basaglia fu esiliato dal sistema.

Molti dei sedicenti “neobasagliani” dei giorni nostri, sono invece in perfetta sintonia con il “sistema”, ne hanno perfettamente acquisito alcuni vizietti e si muovono totalmente a loro agio nelle Asl dei “nominati” (i direttori generali delle Asl e i primari come è noto vengono nominati e la “politica” la fa da padrone).

Molte delle contraddizioni presenti nell’epoca basagliana, in forme diverse, più mistificate e subdole, sono presenti ancora oggi. Lo stesso pensiero basagliano, viene strumentalizzato e utilizzato a coprire le solite vecchie opache pratiche della politica, a giustificare avanzamenti di carriera, distribuzione di poltrone e privilegi. Tutt’oggi viene negato ai cittadini un loro diritto, quello di avere dirigenti selezionati con “sistemi concorrenziali di evidenza pubblica”, basati su criteri di competenza e professionalità.

La scarsa trasparenza nella gestione dei servizi, rimanda alla cattiva coscienza della politica; dimostra quanto poco siano introiettati i valori di solidarietà, inclusione, “liberazione”, lotta alle discriminazioni, così pomposamente enunciati, ma rapidamente abbandonati per lasciare il passo alle logiche spartitorie e lottizzatrici.

La sanità di Rossi prima e dopo la sua riforma toscana
La sanità di Rossi prima e dopo la sua riforma toscana

Così, anche la sanità dà il suo pesante contributo alla sfiducia delle persone nel sistema pubblico e nelle Istituzioni, allontanandole dalla partecipazione.

Nel frattempo la psichiatria pistoiese si è attestata agli ultimi posti secondo il sistema di valutazione della Regione Toscana. Aspetti critici sono emersi ripetutamente, senza una analisi seria da parte dell’Azienda e senza risposte concrete, nonostante le numerose segnalazioni effettuate dal personale sanitario e dai suoi rappresentanti. In questa cornice sono maturati episodi drammatici, alcuni dei quali saliti agli onori della cronaca e giunti nelle aule di tribunale.

L’unica parvenza di risposta viene affidata alla solita sciatta propaganda mediatica. Nonostante tutto si è continuato con gli stessi metodi. Ricoveri brevi, uso improprio delle “osservazioni” (periodi brevi di permanenza in reparto, non registrati come ricoveri), dimissioni affrettate, strategia di gestione del personale medico che di fatto si sostanzia in pressioni per ricoverare meno; espedienti messi in atto per stare dentro i parametri regionali, senza riuscirci.

Percorsi terapeutici di dubbia appropriatezza, pressappochismo e disservizi, finisco per alimentare pregiudizi e stigma nel tessuto sociale e nel territorio di appartenenza dei pazienti.

Ma non importa, andiamo avanti tranquillamente!

Fials Pistoia

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