FILANO (POCO) E FONDONO (FORSE)

Tre anni di progetti di fusioni e referendum mancati. E la Regione abbassa il numero delle firme per poter indire i referendum di iniziativa popolare, ma solo per chi si vuole fondersi
Fusione dei 4 Comuni in Montagna
Fusione a 4 in Montagna

MONTAGNA. Il Comitato per la fusione dei Comuni di Abetone, Cutigliano, San Marcello e Piteglio ha diramato, nella giornata di ieri, 9 settembre, un comunicato con cui viene dato il via alla raccolta firme per la presentazione della proposta di legge di fusione dei quatto comuni montani.

Dal comunicato si apprende che l’obiettivo è quello di raggiungere 1.500 firme necessarie per poter esercitare l’iniziativa popolare riconosciuta dall’art.74 dello Statuto della Regione Toscana.

Al summenzionato art. 74 è stato infatti aggiunto recentemente uno specifico comma che abbassa il limite di firme necessarie per l’indizione dei referendum il cui oggetto è la fusione dei Comuni. Originariamente, non vi era infatti nessun tipo di distinzione e il limite da raggiungere per poter indire un referendum di iniziativa popolare era fissato in 5 mila firme – ma si vede che ora fa più comodo così.

La modifica, approvata dal Consiglio Regionale il 28 marzo scorso e pubblicata sul Burt n. 20 del 10 aprile, dispone quanto segue:

“Nel caso di proposte di legge riguardanti l’istituzione di nuovi comuni, di fusione di comuni, di modificazione delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali, l’iniziativa popolare può essere esercitata da un numero di elettori pari almeno al 10 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali di ciascun comune interessato e, comunque, pari ad almeno il 15 per cento complessivo degli elettori iscritti nelle liste elettorali di tutti i comuni interessati nonché dal consiglio o dai consigli comunali interessati”.

Tabella
Tabella

Da ciò consegue che, per chiedere l’indizione del referendum di fusione, basta raggiungere o il 10% di firme degli elettori in ciascun comune, pari a circa 919 o il 15% totale sui quattro comuni pari a 1.488 elettori.

Del tema fusioni in Montagna se ne parla da tre anni, allorquando il 20 luglio del 2012 si costituì a San Marcello l’apposito Comitato per la fusione dei 4 comuni. Tra i fondatori si ricordano i tre ex-Presidenti della defunta Comunità Montana, Carluccio Ceccarelli, Carla Strufaldi e Valerio Sichi e l’attuale Sindaco di Piteglio Luca Marmo. Il Comitato dopo la reggenza di Roberto Orlandini, uomo-Dynamo, è ora passata a Giuliano Tonarelli di Cutigliano.

La raccolta di 5mila firme in un territorio di 10 mila votanti, venne scartata a priori e il comitato si orientò nella ricerca di Consiglieri Regionali disposti a farsi carico della presentazione in Regione della proposta di legge di fusione.

A inizio-2013, l’allora Consigliere Regionale Gambetta Vianna, Capogruppo di “Più Toscana”, insieme a Benedetti del Nuovo Centro Destra, e Venturi e Morelli del Pd, presentarono la proposta di legge. Dopo una serie interminabili di stop and go e di polemiche varie sul progetto ribattezzato Comunone-Dynamone, la proposta naufragò sul finire dello stesso anno (per chi fosse interessato: veda Quarrata/news alla voce fusione). S’era fatto tardi e i tempi per andare a referendum ormai non c’erano più. E così il Consiglio Regionale, con i voti contrari delle opposizioni e dei due Pd firmatari della legge, Venturi e Morelli, decise di rimandare qualsiasi decisioni a dopo le elezioni del maggio 2015.

Uno scorcio di San Marcello Pistoiese
Uno scorcio di San Marcello Pistoiese

A maggio del 2014, vengono nel frattempo rinnovati i Consigli Comunali di Abetone e Cutigliano, e sono proprio questi due Comuni che, in accordo, approvano a ottobre un ordine del giorno per la presentazione di un progetto di legge di fusione a due dei rispettivi Comuni. Contestualmente anche i Comuni di Piteglio e San Marcello votano una mozione congiunta per ribadire la necessità di una fusione a quattro (vedi Fusione a quattro perché tanta fretta?).

In soccorso della causa del Comunone si rifanno sotto i Consiglieri a scadenza, Venturi, Morelli, Benedetti e Gambetta Vianna; e il 29 ottobre del 2014 ripresentano una nuova proposta di legge per la fusione di tutta la Montagna (vedi qui).

Ma non basta. Il Consiglio Regionale, all’inizio di quest’anno, pensa bene di modificare lo Statuto della Regione Toscana e introduce la modifica al referendum di cui si è detto in apertura, in modo da agevolare eventuali proposte di legge di iniziativa popolare rivolte alla fusione dei comuni.

È cronaca recente: a inizio-giugno si insedia il nuovo Consiglio Regionale e i neoeletti nelle file del Pd, Baldi e Niccolai, presentano anche loro una proposta di legge per la fusione, limitandosi però ai soli Comuni di Piteglio e San Marcello. La proposta, salvo che nel numero dei Comuni coinvolti, è un copia e incolla di quella fatta dai loro predecessori Venturi-Morelli (vedi San Marcello e Piteglio spinti verso il Comune Unico).

Piteglio
Piteglio

Ricapitolando, in Regione ci sono già tre proposte di legge di fusione:

  • a quattro tra Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello – presentata da Venturi, Morelli, Benedetti e Gambetta Vianna
  • a due tra Abetone e Cutigliano – votata a maggioranza dai rispettivi Consigli Comunali
  • a due tra Piteglio e San Marcello – presentata da Baldi e Niccolai

Una quarta – ancora tra Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello – probabilmente sarà quella di iniziativa popolare.

Fra i proponenti si nota l’assenza dei Comuni di Piteglio e San Marcello che evidentemente, per non bruciarsi e bruciare le opzioni a quattro o a due, stanno alla finestra.

AAA. Per completare il panorama delle possibili fusioni della Montagna Pistoiese, si cercano consiglieri Regionali per presentare le seguenti proposte di legge:

  • fusione a tre, tra Abetone, Cutigliano e San Marcello
  • fusione a tre, tra Abetone, Cutigliano e Piteglio
  • fusione a tre, tra Piteglio e San Marcello e Cutigliano
  • fusione a due, tra Cutigliano e Piteglio
  • fusione a due, tra Cutigliano e San Marcello

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