florovivaismo. CONFAGRICOLTURA TOSCANA: «CHIEDIAMO AIUTO AL GOVERNO»

Oggi a Brescia la prima riunione nazionale del settore
Francesco Mati
Francesco Mati

FIRENZE. Anche Confagricoltura Toscana aderisce alla richiesta di aiuto del florovivaismo italiano al Governo per sostenere tutto il settore.

Oggi a Brescia presso la sede di Flormercati, in occasione dell’evento “porte aperte” è stato organizzato un incontro nazionale dal titolo “Florovivaismo, chiediamo aiuto al Governo. Il Florovivaismo Nazionale a confronto”.

Un evento unico nel suo genere che vede, forse per la prima volta riunito tutto il mondo florovivaistico. Distretti, associazioni di categoria, associazioni private, provenienti da tutta Italia si incontreranno con un obiettivo trasversale: far ripartire il mercato interno.

“Dagli esperti del settore – spiega Confagricoltura – sappiamo che dal punto di vista del verde pubblico siamo disallineati all’Europa con alberature stradali spesso esaurite o senescenti, con giardini e parchi pubblici carenti di infrastrutture e non sufficientemente curati, con problemi inerenti al verde nelle scuole, nelle zone industriali, nei quartieri popolari.

“Non tutti sono a conoscenza degli studi fatti sull’argomento sia dal Cnr di Bologna che dall’Università di Firenze, dagli Stati Uniti, dalla Germania e molti paesi europei dove viene dimostrato che il verde pubblico non è un costo ma un investimento. Per ogni euro investito in opere a verde pubblico se ne guadagnano due all’anno in risparmio energetico, diminuzione delle malattie a carico del sistema respiratorio, diminuzione dei costi sociali ecc.”

“Nella nostra regione il florovivasimo rappresenta un ruolo cruciale – spiega Francesco Mati, presidente nazionale Fnp Federazione nazionale prodotto florovivaistico e vicepresidente di Confagricoltura Pistoia.

“In Toscana e in particolare a Pistoia ci possiamo confrontare con aziende che superano i 150 anni di storia. Soltanto a Pistoia parliamo di un fatturato superiore ai 400 milioni di euro e 1.200 aziende in attività che rendono l’intera Toscana una regione fra le prime in Italia per storia e tradizione. In questo momento il settore sta stringendo i denti perché sta passando un momento sicuramente molto difficile.

“I tragici fatti di Parigi alimentano una crisi internazionale che impatta su un export che è sempre stato di vitale importanza per il florovivaismo. Ci sono tutta una serie di problematiche che saranno affrontate per cercare di dare valore a l’intero settore. Serve portare avanti il lavoro già avviato con il Ministero all’Agricoltura dando seguito a interventi volti a superare le difficoltà riscontrate.

“Dall’incontro – conclude Mati – uscirà un documento che conterrà questi ed altri punti volti per dimostrare come si potrà aumentare l’occupazione, riconoscere la professionalità del settore, aumentare il gettito fiscale, risparmiare su onerosi costi di manutenzione a carico di piante esaurite”.

Il florovivaismo rappresenta circa il 30% del Pil agricolo della Toscana. In Toscana risultano censite circa 3.600 aziende florovivaistiche che operano su una superficie di 7.240 ettari. Rappresentano il 3.4% delle aziende agricole totali, lo 0.9% della Sau Toscana.

A farla da padrona è l’attività vivaistica che, con oltre 2.700 aziende e una superficie di circa 6.200 ettari, rappresenta quasi l’87% del florovivaismo toscano. La produzione toscana è il 6% del totale europeo (Europa a 27 paesi).

Pistoia è la “capitale” del florovivaismo, con 4800 ettari coltivati, 1200 imprese, 5.000 addetti e 600 milioni di Plv (produzione lorda vendibile).

[l. galli torrini]

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