fondazione caript & 2016. NON EPOCA DI CAMBIAMENTI, MA CAMBIAMENTO D’EPOCA

Il Prof. Ivano Paci, Presidente della Fondazione Caripit
Il Prof. Ivano Paci, Presidente della Fondazione Caripit

PISTOIA. A questo punto siamo dinanzi al fatidico 2016, momento in cui il “Professore delle banche” – come una volta veniva definito Ivano Paci – darà il suo (lo possiamo dire?) “addio al celibato”.

Paci ha rappresentato un’epoca e, con il suo avvicendamento al timone, un’altra ne segnerà: ma con diverso profilo.

Nella prima di queste epoche, Paci ci ha fatto vedere i cambiamenti nel suo spostarsi dalla Dc ortodossa verso l’attuale Pd. Con l’avvento/evento del 2016, ci farà invece vedere (o, forse, meglio, provocherà) un vero e proprio cambiamento d’epoca. Pericoloso. E vediamo perché.

Aldilà di tutto quello che possiamo dire di lui, in bene e in male (perché nessuno di noi piace a tutti, nemmen lui, il Professore, in tutta la sua potenza), una cosa è certa: Ivano Paci ha trainato questa provincia e ad essa ha rivolto la sua attenzione e la sua cura. E, con il potere della sua borsa, ne ha delineato forme e colori, skyline e territorio. Ma sempre della terra pistoiese, senza sbavature (o senza troppe sbavature) altrove. Anzi: non fosse stato lui al timore della “Regina d’Africa”, chissà in quali rivoli si sarebbero dispersi i quattrini dei pistoiesi e per i pistoiesi. Comuni e Provincia, enti e associazioni targate Pt, a lui si sono rivolti e, nella maggior parte dei casi – ancorché qualcosa sia andata male o a male, come la criticatissima, anche da noi, fontana di Buren – l’opera di salvataggio e di valorizzazione locale c’è stata. Onore, dunque, all’uomo.

Fin qui i cambiamenti epocali. Ma, dicevamo, a breve il cambiamento d’epoca. E lo cominciamo a intrasentire, a intravedere da sùbito al solo pensiero che in questi tempi stanno già andando in scadenza i 24 membri del Consiglio Generale della Fondazione, quel serbatoio donde scaturisce il Monarca, il Presidente. Di questi 24 grandi elettori, 10 almeno stanno per essere rinnovati. Dieci su 24 sono quasi la metà. Non uno scherzo.

La sede della Fondazione Caript
La sede della Fondazione Caript

Questi dieci di nomina esterna (Comune, diocesi e altri enti ancora, tipo Caritas e Anpi) dovranno essere scelti con assoluta oculata cura: saranno loro a determinare almeno l’inclinazione del vascello in corsa verso l’alto mare. Non potranno – ma soprattutto non dovranno – essere inviati in coperta, per le operazioni alle vele, ufficiali che non abbiano, per continuare la metafora marinara, neppure la predisposizione a fare un nodo piano, che riesce anche a chi scrive.

E qui siamo sul secondo versante del problema, quello su cui qualche piccola responsabilità la ha (e la ha avuta) anche il Professore, che mai, in questo pluridecennale suo giro del mondo in 80 giorni, ha provveduto a crearsi, e a lasciare dietro di sé, una generazione di capitani coraggiosi plasmati dalla costola del suo indubitabile capostipite.

Il rischio è grande, signori pistoiesi. È quello – se le forze pistoiesi non fanno squadra, come si ama dire, orrendamente, oggi – che sbocci un Presidente che niente abbia a che fare con Pistoia e la sua vita – ma perfino, anche, il suo fisiologico campanilismo, di cui non c’è da vergognarsi, perché tutti devono difendere il proprio.

Rischieremo di veder volare altrove i quattrini sudati e raccolti qua? Magari gettati a pizzichi in un deserto in cui ogni centesimo potremo considerarlo seminato nel nulla assurdo e improduttivo?

Pensateci, signori pistoiesi! Dipenderà anche dalle vostre scelte.

[Edoardo Bianchini]

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