FONDAZIONE CARIPT. DE MATTEIS A PACI: «CEDANT ARMA TOGAE…»

Ivano Paci-ciceronePISTOIA. Egregio Presidente,
tralascio il Suo da me condiviso preambolo (dall’alto dei miei “super-sopraggiunti limiti di età”) e senza vedere “quanto partito preso e pregiudizio si annida in molte (mie – n.d.r.) affermazioni”, Le debbo subito una premessa: non sono un giornalista ma solamente un cittadino comune che trova spazio in questo quotidiano sulla base di un articolo della Sua Costituzione Repubblicana fino a quando il direttore vorrà e fino a quando, per mia parte, non mi sarò stancato.

Inoltre vorrei dirLe che dovrei, io, essere ringraziato se solo si chiedesse quanti, spiriti liberi come me, si siano mai permessi di rivolgersi a Lei con i toni talvolta aspri che io ho usato.

Ci pensi bene e mi ringrazi, perché anche nella mia prosa aggressiva mai ho inteso colpire l’Uomo Paci ma solo ciò che Lei civilmente e politicamente rappresenta e ha rappresentato in questa città di ruffiani e di baciapiedi.

Ciò detto, Lei non può chiedermi di provare comportamenti e fatti che attengono al normale, purtroppo, aggiungo io, atteggiamento di chi ineccepibilmente e formalmente “dà” ma che produce un “avere”, magari non richiesto, non sottinteso se non nel beneficio immediato, quanto nel futuro percorribile.

Scuserà l’ermetismo del mio parlare, ma ho scoperto in età super matura, che qualche vecchia ciabatta di regime ci lucra sopra e quindi sono circospetto e non, però, timoroso.

La Nazione, 11 ottobre 2015-Luigi Bardelli
La Nazione, 11 ottobre 2015-Luigi Bardelli

Le debbo il merito, pur non sapendo resistere “al diavoletto malevolo e sospettoso che ogni tanto mi possiede”, che Lei almeno controbatte e addirittura attacca, perché io conosco abbastanza la prosa curiale e il politichese di stampo democristiano, e mi invita a una “maggiore cautela”, al contrario di qualche Suo amico di partito, o ex, foraggiato lautamente dalla Sua Fondazione, il quale, dimenticandosi di essere cauto, dimentica, o fa finta, che la responsabilità penale è personale e che il dichiarare la propria colpevolezza, senza al momento nessun reato avere commesso, è pura demagogia (vedi l’immagine Bardelli-Nazione); è democristianesimo alla De Mita, per intenderci.

Presidente, fra le innumerevoli “operazioni”, l’operazione Uniser mi ha fatto riflettere al pari dell’operazione Misericordia, al pari dell’operazione Palazzo Sozzifanti (quello acquisito perché Palazzo de’ Rossi non aveva adeguati locali di rappresentanza; lo ha detto Lei, non io), insomma, roba da milioni di euro. Per non parlare dei dieci milioni di euro di titoli spazzatura [*] che non Le fanno onore: d’altronde, come diceva un Suo superiore politico, di nome Andreotti, a pensare male si fa peccato, ma talvolta “ci si azzecca”.

Giulio Andreotti
Giulio Andreotti

Presidente, ho conosciuto la solitudine di chi ha il dovere di comandare; l’ho conosciuta non direttamente, ma familiarmente sì. Non morirò per il tradimento di persone che pensavo amiche e del mio stesso sentire; ecco perché non morirò democristiano!

Beato Lei che mi addebita, naturalmente sbagliando, una sfiducia nell’essere umano che non ho: Lei evidentemente non riesce a concepire un rapporto fondato sulla stima, sulla fiducia, e sulla lealtà, rapporto che può diventare nel tempo una sincera amicizia perché verificato e consolidato ogni giorno nel comune impegno al servizio di una istituzione e delle sue finalità.

Le due soluzioni che Le avevo proposto, mancanza di numero legale per la nomina del successore e/o elezione alla carica di Presidente ad honorem, sono meno peregrine di quanto Lei possa pensare.

Nemmeno faccia finta di credere che l’istituzione, che Lei sta governando, non possa influire sui destini amministrativi e quindi politici della Città di Pistoia e della Provincia in generale. Se qualcuno mai l’avesse aiutata a mettere giù queste frasi, lo butti fuori immediatamente, perché lei rischia il ridicolo.

Io non alludo (e qui il malizioso è Lei) a “rapporti e condizionamenti” e La sfido a dimostrarmi il contrario.

La sede della Fondazione Caripit
La sede della Fondazione Caripit. Mercurio

La vera verità è che Lei rappresenta la sola istituzione territoriale che può dare senza ricevere; che può sistemare certe malefatte politico-amministrative (vedi ex Breda) depurandole con il buon nome della Fondazione senza rischiare il fallimento e senza essere coinvolto; ciononostante, e nonostante quello che agli occhi di tutti appare, Lei mi invita a “canna posata” a stare attento a ciò che scrivo: quasi, ed io la intendo così, una garbata minaccia che nasconde in sé un’excusatio non petita.

Arriviamo all’Ei fu che Lei mi addebita come mancanza di rispetto. Se così l’ha interpretata, mi scuso sinceramente.

Presidente, ci piaccia o meno, questo Ei fu è ciò che ci aspetta e su questo inderogabile “appuntamento” spero si possa concordare. Niente di più per noi due, qualcosa in più per Lei.

Se non trova qualche meccanismo che Le consenta di restare al timone della Fondazione, l’Ei fu dirigenziale ci divide ancora una volta. Io attendo il mio turno, Lei, nell’attesa, ha il dovere di passare la mano a persone “capaci, competenti e specchiate”. Noi tutti speriamo che nell’ultimo Consiglio della Fondazione di alcuni giorni or sono, Lei si sia già adoperato in tal senso, magari proponendo di cambiare lo Statuto: se ritiene opportuno aggiornarci, ci faccia sapere.

Non sorrida se Le formulo i miei più sinceri auguri, perché il Suo compito è gravoso. Qui non si tratta di apporre il proprio “niet” alla carica di Presidente di Banca, magari arrivata o portata sul limite del disastro, cosa che Lei “mai” ha fatto. Qui si tratta di mettere in mano, pecuniarmente, i destini di questo territorio a persone che siano come Lei preannuncia: come la moglie di Cesare, non solo devono essere oneste, ma lo debbono anche sembrare.

L’inaugurazione della... coltura battèrica di Buren alla Màgia di Quarrata
L’inaugurazione della Fontana di Buren a Quarrata

Se deciderà di “passare la mano”, ma dipende solo da Lei, non perda tempo con il Poliziano e le sue ballate. Lei potrà sempiternamente “godere” della Fontana di Buren o del Giardino volante, dove, vedi mai, potremmo ritrovarci assieme su uno scivolo artistico, però funzionante, e magari scambiarci amichevoli espressioni, quando saremo diventati vecchi!

Un appuntamento ineludibile, però, La pressa: la Sua successione.

Le consiglio, se non si offende, la lettura del Pro Quinto Ligario di Marco Tullio Cicerone e dunque stia attento che fra le persone “capaci, competenti e specchiate” non ci sia un Quinto Ligario pronto a rinverdire le Idi di marzo!

Auguri e grazie per il gradevole (per me) scambio di opinioni.

Glielo debbo perché Ponte Sospeso, che la Fondazione, tramite Lei, ha rigenerato, me lo impone chiedendomi un’amichevole tregua verbale perché Lei è uno Scout e io sono stato, nella Parrocchia della S.S. Annunziata, Fiamma Bianca, Fiamma Verde e, dovendo divenire, Fiamma Rossa, Lei capirà… Riparliamone, semmai, dopo il “ruit hora”.

Cordiali saluti.

Felice De Matteis

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Fresh MPS
Fresh MPS

[*] – Ci è parso di intravedere – pur se non ne abbiamo fatto sin qui cenno –, salvo errori e omissioni, che, anche sull’ultimo bilancio della Fondazione, Paci non ha provveduto a sanarne la storia/valore e ha preferito lasciarne un buon 30% sospeso come le anime sante del Purgatorio: ma – domanda – questo escamotage non finisce con il falsare il bilancio…?

Non avrebbe dovuto avvisare tutti, pubblicamente, che l’80% di riduzione del valore dei Fresh Mps, doveva portare a segnare 8 milioni in meno in cassa, anziché – se non abbiamo sbagliato a leggere – far finta di estrapolarne 3, di milioni, per considerarli come se fossero buoni e pieni al 100%?

Se abbiamo sbagliato a leggere (non tutti possono essere professori e tecnici delle banche…), pregando di ottenere un autorevole cenno di chiarimento in termini ragionieristici, chiediamo umilmente perdono e ci scusiamo in partenza…

[nota redazionale di Linee Future]

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2 thoughts on “FONDAZIONE CARIPT. DE MATTEIS A PACI: «CEDANT ARMA TOGAE…»

  1. Mi permetto sommessamente di inserire un commentino in questa “tenzone” tra titani:
    – Sig.Paci, lei ai miei occhi semplici ha il grandissimo merito di aver dato a Pistoia una stagione sinfonica che è un lusso per una piccola città come questa. Spero che questo venga preservato e ampliato. Grazie.
    – Ma non posso sottacere, visto che De Matteis ne accenna, che il Giardino Volante è una grande occasione sprecata….un milione di euro e i disabili che non possono usufruirne perchè progettato senza tenerne conto. .
    Cordialmente
    Massimo Scalas
    PS. occhio che la BCE sta estendendo ed estenderà sempre di più la sorveglianza bancaria….e le ispezioni vengono fatte da funzionari stranieri…..che nulla sanno e ai quali nulla importa delle dinamiche di una piccola città di provincia…a Vicenza ne sanno qualcosa.

  2. Sig.Massimo

    La stagione sinfonica è di lusso e posso garantirlo, Ma non è una scoperta della Fondazione Caripit ma solo l’adempimento che don Mario Lapini ha lasciato alla Cassa di Risparmio nel suo lascito. Quindi è palese che la fondazione “deve” fare certe cose e se poi le fa bene tanto meglio.

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