forza nuova. LA LETTERA DI UN LETTORE CATTOLICO

In questo momento storico le argomentazioni del lettore sono di grande potenza pedagogica
Una immagine dell’Anpi durante la manifestazione

PRATO. Difficile immaginare un esordio migliore (o peggiore?) per chi crede ancora al Non Expedit di Pio IX, convinto che un cattolico di oggi sia più o meno nella stessa condizione di un cattolico del 1874.

Come negli anni post unitari viviamo un’epoca dove la “fede” cioè la ragione, è distrutta: la morale non è un tempio, ma una tana dove si nascondono i peggiori capricci. Mi tocca, però.

Con alcuni amici vandeani ho assistito in incognito, alle due manifestazioni che si sono tenute questo pomeriggio (ndr, ieri per chi legge) a Prato.

Quella di Forza Nuova, partito neofascista fondato da Roberto Fiore e quella degli antifascisti le cui sigle vanno dalla sinistra radicale del Pmli (partito marxista leninista italiano) al centro democratico passando per i 5 stelle.

In bicicletta e con il mio immancabile sigaro in bocca, rigorosamente non Garibaldi ho potuto constatare che l’Italia è ferma a 70 anni fa: nella forma e peggio ancora nella sostanza.

Gad Lerner, scende nell’arena di Forza Nuova

Atteggiamenti, slogan, insulti. Insomma una specie di cortocircuito pensato per alimentarsi a vicenda. Una spirale pericolosa dove sembra che gli uni non possano fare a meno degli altri.

Certi temi servono quasi esclusivamente a ricompattarsi, a ritrovare una strada comune conosciuta pur sapendo che, finita la festa, torneranno divisioni e rancori.

In piazza del Mercato non c’era quasi nessuno. L’accesso era riservato ai possessori del tesserino da giornalista o ai militanti del partito di estrema destra.

L’attesa è stata lunga e anche un pò snervante, poi all’improvviso sono spuntati gli attivisti con tanto di bandiere e stendardi. Saranno stati sì e no un centinaio a fronte di uno spiegamento di forze dell’ordine da finale di champions league.

Slogan contro l’immigrazione clandestina (la manifestazione si è conclusa di fronte al tempio buddista, caro alla comunità cinese) e contro il sindaco di Prato Biffoni e il Presidente della Regione Rossi.

L’altra manifestazione si è svolta in piazza delle Carceri dove tra balli e canti hanno preso la parola le autorità cittadine, il Presidente della regione e il giornalista Gad Lerner che poco prima si era intrufolato un poco provocatoriamente in piazza del Mercato prendendosi qualche insulto, alcuni anche pesanti.

Dura condanna dei rigurgiti fascisti in nome dei diritti e dell’accoglienza: “fischia il vento” e “bella ciao” conditi da critiche aspre a questo governo e soprattutto al partito di Salvini reo di soffocare le libertà (soprattutto degli stranieri) e di non aver aderito alla manifestazione (“Bossi almeno si dichiarava antifascista”)

Che c’azzecca, per dirla alla Di Pietro, un cattolico in mezzo a teste rasate o alle bandiere rosse? Niente. Cerca la Verità, anzi la grida. Poiché solo “la Verità rende liberi”.

Una manifestante intervenuta con offese ai manifestanti, viene bloccata dalla Polizia

Ai manifestanti di piazza del Mercato nuovo vorrei ricordare che il culto dell’uomo forte è pagano e che il fascismo, come tutti i nazionalismi, non è altro che l’esito di un processo nato con il risorgimento massonico.

A quelli di piazza delle Carceri invece suggerirei di memorizzare una data, il 7 settembre del 1944: giorno l’eccidio del castello dell’imperatore.

Proprio così, davanti al palco improvvisato di oggi pomeriggio furono trucidate 9 persone. Il Tribunale condannò Tofani Marcello, detto Tantana, e prosciolse in istruttoria 4 partigiani. Sentenza del 27/03/1953 della Corte di Assise di Primo Grado del Tribunale di Firenze.

Non expedit. Né eletti, né elettori.                              [bernestein — lettore]

Abbiamo accolto la lettera senza alcuna sollecitazione, osservando che le argomentazioni del lettore sono di grande potenza pedagogica in questo momento storico.

Ci permettiamo solo di aggiungere una citazione di George Orwell: Nell’ora dell’inganno universale, dire la Verità, è un atto rivoluzionario.

[alessandroromiti@linealibera.info]

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