FRANCESCO FERRUCCI FU PODESTÀ DI LARCIANO?

Una targa commemorativa, inaugurata domenica 10 novembre, per ricordare l’eroe fiorentino podestà nel 1519. Ma le fonti storiche sono contrastanti
Il Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani a Larciano

GAVINANA – LARCIANO. Una targa per ricordare Francesco Ferrucci è stata apposta dal Comune di Larciano, domenica 10 novembre, nella piazza del Castello in occasione della sua riapertura e di quella del Museo Civico Archeologico e della Torre, danneggiati lo scorso anno durante un violento temporale.

Una delegazione del Comune di San Marcello guidata dall’Assessore alla Cultura Alice Sobrero insieme ad alcuni rappresentanti dell’Associazione Achilli di Gavinana, hanno partecipato alla cerimonia. Tra le autorità intervenute, Luca Marmo, in veste di Presidente della Provincia – è anche Sindaco di San Marcello – e Eugenio Giani Presidente del Consiglio Regionale della Toscana.

Alcune foto della cerimonia sono pubblicate sul pagina Facebook personale di Luca Marmo.

Francesco Ferrucci

LARCIANO E FERRUCCI

Ma cosa c’entra Larciano con Francesco Ferrucci?

L’eroe di Gavinana è celebrato annualmente sulla Montagna Pistoiese il 3 di agosto per la ricorrenza della battaglia combattutasi nel 1530.

Fu l’ultimo atto della Repubblica di Firenze. Qui Ferrucci trovò il pugnale di Fabrizio Maramaldo, capitano al soldo delle truppe imperiali di Carlo V, che da mesi assediavano la città del giglio.

Ma Ferrucci prima di diventare Commissario Generale per la Repubblica fiorentina ricopri in vari centri del contado toscano la carica di podestà.

Una di questi fu appunto Larciano, dove nel 1519 all’età di trent’anni, espletò, così alcune fonti, l’ufficio di podestà.

Ricorrendo i 500 anni dall’insediamento il Comune ha inteso onorare la figura del condottiero fiorentino con una targa ricordo.

LA TARGA

La targa posizionata nella piazza-terrazza panoramica di Larciano Catello, indica un periodo di svolgimento della carica di podestà da parte del Ferrucci di quattro anni: dal 1519 al 1523, recita:

TERRAZZA PANORAMICA

FRANCESCO FERRUCCI

Firenze 14 agosto 1489 Gavinana 3 agosto 1530

Podestà di questa Fortificazione Militare

per la Repubblica Fiorentina

per quattro anni dal 1519 al 1523

Nell’anniversario dei 500 anni dall’insediamento

il Popolo di Larciano POSE

10 novembre 2019

Targa ricordo Francesco Ferrucci a Larciano

LE FONTI STORICHE

Tuttavia gli storici parlano di un periodo molto più breve se non addirittura nullo, come Francesco Domenico Guerrazzi riporta in Vita di Francesco Ferruccio dove si legge che:

«Pertanto il Ferruccio nel 1519 fu tratto podestà di Larciano, ma non vi poté andare per essere a specchio, e specchio era, secondo ché ci fa sapere il Varchi, un libro sul quale scrivevano quartiere per quartiere, e gonfalone per gonfalone i nomi di tutti i cittadini, i quali, o per non avere pagato le gravezze, o per qualunque altra cagione andavano debitori del Comune: e niuno, che fosse scritto a specchio, poteva pigliare ufficio di sorte; anzi chiunque fosse stato tratto od eletto ad un magistrato, dove occorresse su cotesto libro come debitore, s’intendeva averlo perduto. Nel 1523 tenne la potesteria di Campi; nel 26 di Radda e del Chianti»1

Singolare che Filippo Sassetti, mercante e scrittore del ‘500 nella biografia che fa del Ferrucci non menzioni l’incarico di Larciano:

«coloro che hanno memoria delle azioni del Ferruccio dicono egli essere stato Podestà prima di Campi e poi di Greve»2

Anche Donato Giannotti, scrittore coevo al Ferrucci, non menziona le cariche di podestà da lui ricoperte limitandosi a riportare il soggiorno in Casentino fino al 1527:

«Visse addunque il Ferruccio, nel modo che abbiamo detto, standosi il più tempo in Casentino, dove aveva le sue possessioni, e conversando con le persone che ho dette, in sino all’anno 1527»3

Coinciso, forse troppo, Ettore Allodoli, che menziona l’incarico di Larciano del 1519 senza però indicarne il periodo di permanenza:

«Fu a Larciano nel ‘19: e per 6 mesi nel ‘23 a Campi: più tardi, quasi ormai sui trentotto, verso l’increscevole quaranta ormai, a Radda, dal febbraio all’agosto del ‘27»4

Interessante e forse chiarificatrice per la precisione delle date riportate, risulta essere la nota n.6 a corredo del testo scritto dal già menzionato Sassetti riportato nella raccolta Vite di Uomini d’arme e d’affari del secolo XVI pubblicata nel 1866. Alle pagine 484 e 485 si legge:

«Il chiarissimo cav. Passerini annota […] così: “Francesco Ferrucci fu tratto podestà di Larciano nel 1519; ma non poté risedervi per essere a specchio. Tenne, per altro, la potesteria di Campi dal 1 giugno al 1 dicembre 1523; dipoi quella di Radda e del Chianti dal 14 febbraio 1526 a tutto il mese di agosto del 1527»5

Anche nei testi degli autori contemporanei si ritrovano le stesse stringate notizie che indicando Ferrucci come Podestà di Larciano nel 1519 pur tuttavia senza indicarne il periodo effettivo di permanenza.

In Ferrucci e Gavinana, numero unico pubblicato dall’Azienda di Soggiorno di San Marcello Pistoiese nel 1962, Quinto Santoli riporta:

«Messosi pertanto al servizio della Repubblica, Francesco fu nel 1519 Podestà a Larciano, nel 1523 a Campi Bisenzio e nel 1527 a Radda»6

Anche Ugo Mazzoni nel 1930 evidenzia che sì il Ferrucci ha ricoperto incarichi di podestà ma come questi fossero di poco conto:

«Francesco Ferrucci esercitò l’ufficio di Podestà nei piccoli centri del Dominio Fiorentino. Ma allora tale carica aveva poca importanza. Era a Campi (1526) quando accaddero i primi moti contro la dominazione medicea»7

Giovanni Rizzo e Daniela Zanni nel 2011, narrando le gesta dei Capitani di Ventura, riprendono la tesi “negazionista” del Guerrazzi e del Passerini e nel descrivere Ferrucci dicono che:

«Nel 1519 si propose come podestà di Larciano, ma vi dovette rinunciare a causa dei debiti che aveva con il fisco fiorentino. Qualche anno dopo ci riprovò, questa volta con successo, diventando nel 1523 podestà di Campi e nel 1526 di Greve»8

Alessandro Monti sintetizza:

«Non gli mancava esperienza amministrativa, essendo stato podestà di Larciano nel 1519, di Campi nel 1523 e di Radda in Chianti nel 1527»9

Una descrizione più ampia e completa è di Chiara Ferrara che attingendo da più fonti descrive così il periodo casentinese del Ferrucci:

«Secondo la tradizione familiare anche il giovane Ferrucci, all’età di trent’anni, incominciò a ricoprire cariche pubbliche. Fu podestà di Larciano nel 1519, per poco tempo, poiché dovette rinunciare all’incarico in quanto, per debiti, il suo nome era scritto nel “libro dei divieti”. Risolti i problemi economici poté ricoprire a Campi, nel 1523, il ruolo di podestà e poi lo stesso incarico a Radda in Chianti dal febbraio all’agosto del 1527; queste cariche non erano molto importanti poiché, prive di potere giudiziario, si riducevano per lo più alla riscossione delle tasse»10

Anche Ferrara evidenzia come l’incarico ricoperto da Ferrucci a Larciano fu assai breve e presto abbandonato per debiti.

Da quanto raccolto il dato saliente che emerge è che le notizie sulla vita di Francesco Ferrucci nel periodo definibile “casentinese” fino alla primavera del 1528 alla vigilia della spedizione di Napoli, sono frammentarie.

Di certo c’è che:

  • La carica di podestà era una carica di poca importanza, prettamente amministrativa e priva delle giurisdizione sugli affari penali, una sorta di esattore delle tasse
  • Nel 1519 il Ferrucci risultava iscritto a “specchio” come debitore e perciò inompatibile con la carica di podestà
  • Fu nominato o si propose per la carica di podestà di Larciano
  • Non è chiaro se a Larciano prese servizio e per quanto tempo vi rimase
  • Nessuna fonte, tra quelle controllate, riporta il periodo di quattro anni indicati nella targa apposta dal Comune
  • La nomina successiva a quella di Larciano fu quella di Campi nel 1523

Nella vita del Ferrucci sembra esserci quindi un “buco” di quattro anni in cui non è chiaro se ricoprì o meno e per quanto la carica di Podestà a Larciano.

Visto l’interessamento che sta fiorendo intorno alla figura del Ferrucci sarebbero auspicabili ricerche dei e sui documenti prodotti dal Ferrucci tra il 1519 e il 1527 periodo in cui ricoprì in varie località la carica di podestà.

Forse il Comune di Larciano ha già trovato qualcosa.

Marco Ferrari
[marcoferrari@linealibera.info]

1 Francesco Domenico Guerrazzi, Vita di Francesco Ferruccio, Guigoni, Milano, 1865, vol. I p.124

2 Filippo Sassetti, Vita di Francesco Ferrucci, in Francesco Ferrucci nel racconto dei Contemporanei, a cura di Guido Mazzoni, Rinascimento del Libro, Firenze,1938, p.20

3 Donato Giannotti, in Francesco Ferrucci nel racconto dei Contemporanei, a cura di Guido Mazzoni, Rinascimento del Libro, Firenze,1938, p.178

4 Ettore Allodoli, Ferruccio, Alpes, Milano, 1928, p.68

5 AA. VV., Vite di Uomini d’arme e d’affari del secolo XVI narrate dai contemporanei, Barbera, Firenze, 1866, pp. 485-486

6 Quinto Santoli, Francesco Ferrucci, in Ferrucci e Gavinana, a cura dell’Ente Provinciale per il turismo di Pistoia e dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di San Marcello Pistoiese, numero unico, San Marcello P.se, 1962, p.10

7 Ugo Mazzoni, Francesco Ferrucci, Isvici, Firenze, 1930, p.12

8 Giovanni Rizzo, Daniela Zani, Capitani di Ventura, Mediapoint, Firenze, 2011, p.104

9 Alessandro Monti, L’assedio di Firenze (1529 – 1530 ), Università di Pisa, 2015, p.113

10 Chiara Ferrara, Il signore del vento, tesi di laurea in Storia Moderna, Università di Verona, 2006-2007, pp. 34-35

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