fratelli-coltelli. LA CONVERSIONE DI GIACOMO

Alla fine della corsa, il Sindaco apre gli occhi sul Partito che lo accusa e l’accoltella. Insieme a Nerozzi, rovesciano il banco e se ne vanno, sbattendo la porta
Estratto da Il Tirreno di oggi

AGLIANA. Il dettaglio più ganzo – almeno per noi cronisti – è quello del Buscioni che avrebbe spiegato a Paolo Magnanensi il senso dell’espressione Agliana agli aglianesi! pronunciata dal Nerozzi mentre stava abbandonando l’assemblea con Mangoni, disgustato. Il mite assessore – politico low profile, dell’ultim’ora – è stato irriverente nella spiegazione al colonnello pistoiese: Diceva a te! …un l’hai capito?

La notte del giovedì scorso 3 Gennaio, resterà negli annali dei demokrats aglianesi, vista la veemente polemica tra il Sindaco e il capogruppo Manetti: il primo si è ritrovato trasformato da cane da penna a candido leprotto, il secondo continuava a darsi il contegno del democratico di rango mentre in realtà, i poco commendevoli fatti successi, lo rappresentano come un prepotente despota, censore dei ripetuti niet che farebbero arrossire anche il più grande e impareggiato Josef, noto a tutti per i suoi baffoni.

Il segretario Matteo Manetti

Ridicola la presenza dell’inutile “garante dell’assemblea” Pier Luigi Galligani rimasto muto e assente e che non ha “visto o sentito” ancorché ci sarebbe stato ben da lavorare nella pretesa di far garantire il rispetto di elementari principi di trasparenza e statuto; as usual nel Pd.

L’assemblea ha rinnegato un documento del Sindaco (primo cittadino), bulgariamente rigettato con un atto d’imperio dell’irsuto segretario (a proposito, ma è vero quest’ultimo che c’ha un flirt con una collega anche Presidente di qualche commissione? C’è qualche conflitto di interessi poco democrats e molto denojantri?).

L’archivio di redazione, ci porta alla mente un’emblematica riunione tenuta al Bar Giulia di Pistoia dove – in tempi non sospetti – si riunirono Manetti, Magnanensi, Mangoni e Mazzetti (il bar del Comune in via Magnino è oggi rifuggito da tutti, grazie a Ryno, Andrew e Sonya).

Paolo Magnanensi, ex Sindaco di Agliana

Fu a Pistoia che la “lobby del cemento” avrebbe fatto le impronunciabili avances di carriera al Sindaco, rimasto candido, appunto, come un leprotto: al momento dovuto pubblicheremo l’Mp3 e qualche foglio reperito da una folata di Maestrale: …‘nachiavica direbbe Totò!

Altro personaggio notevole della serata è stato il Presidente del Consiglio Fabrizio Nerozzi che – ritrovando finalmente voce, udito e vista – si è duramente rivolto al (già) potente sindaco Magna-nensi: l’abbandono dell’assemblea segue alla lunga crisi dovuta alle vessazioni e criticità del Rinocommissario, niente affatto esaurite come vedrete presto su questi schermi.

Sia chiaro che Ryno, nella giunta, non ce l’ha messo lo Spirito-santo, ma Magna-nensi & Co. che così hanno commissariato il Comune, rimanendo stabili al controllo da Pistoia, il professore, dalla sua casetta di Candeglia. Magna-nensi sembra abbia previsto un piano strutturale davvero originale, con lo spostamento del gioiellino (l’impianto di incenerimento di via Tobagi ora a Montale) nella sua Candeglia e il Rynocommissario, direttore d’impianto, quale buonuscita dopo la sua prevedibile trombatura, pronosticata da tutti nella prossima tornata elettorale.

Nerozzi rovescia il banco e sbatte la porta.

Nerozzi, con il suo atto d’orgoglio bene ha fatto a contestare ai politici extra-territoriali che le teste pensanti e le personalità non mancano alla cittadina d’Agliana: del resto i risultati di questa consiliatura sono eloquenti per le numerose criticità dell’Amministrazione, fatte senza scrupoli sulle tasche degli aglianesi.

Agliana non ha bisogno di personaggetti, quali sono l’immobiliarista montalese Mazzett(e), il pistoiese Fr(e)gai o l’altro pistoiese riesumato, Magna-nensi, probabile alla “nuova oldentry” (l’ossimoro è nei fatti) come vicesindaco laico.

Gli iscritti presenti sono rimasti attoniti e hanno avuto l’accrescimento di mal di pancia, con le perplessità che si sono consolidate nello scisma piddìno.

Come faranno a sostenere il Vannuccini con la pressante emersione della “lobby del cemento” parodia circostanziata del vecchio-che-ritorna?

Vannuccini, quindi conferma nel confessorio titolo de Il Tirreno di oggi, la sua natura, dichiarando “Stop a nuove aree edificabili”: precisazione ridondante per qualunque politico.

Perché l’ha fatta?

Anche Guercini se la ride con tutta l’opposizione e ci manda a dire – ecco la tragicomica catarsi, con la più diffusa ricerca al consenso denojantri – che l’Eleanna sarebbe stata contattata dall’irsuto demokrats per sostenere la cordata del Vannuccini.

È vero Matteo? Cosa ci puoi dire di più?

[Alessandro Romiti]

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