freud aveva scherzato. LA CULTURA DELL’ODIO E L’OSSESSIONE DI SALVINI

Quando è troppo significa che c’è qualcosa che non va

 IL TROPPO STROPPIA


Salvini può dormire tranquillo: la Madonna lo proteggerà

 

STUPEFACENTE il mondo che l’uomo post-moderno si è creato intorno, chiudendosi in un bozzolo come le antiche fasciature che ammazzavano i neonati – dicevano – perché gli crescessero le gambe diritte e non a 77.

L’ossessione di Salvini (il governo giallorosso è nato per questo) ha una radice antica una trentina d’anni, da quando i mononeurali di Mortadella & C. iniziarono a odiare il cavalier Berlusca, quell’ometto corto con i sovrattacchi alle scarpe per sembrare più alto.

Lui lo pigliavano per il culo, Nicolas Sarkozy no, perché era straniero, francesizzato e amico di una “culona inchiavabile” di nome Angela, padrona – con Sarkozy – dell’Europa che ci sta facendo morire.

Gli italiani hanno sempre avuto un grosso difetto: sono provinciali e svengono dinanzi agli stranieri. I post-comunisti ne hanno avuto e ne hanno, di difetti, uno peggiore.

Dopo aver scacazzato per anni sull’America imperialista come i piccioni di piazza San Marco, hanno scoperto di essere naturalmente portati per i giochi della finanza, per il mercato, per gli hot dog e gli hamburger – tutta roba che il famoso Marchese del Grillo avrebbe definito «merda, Olimpià; è proprio merda!».

Così si diceva per rivedicare una propria dimensione e una propria dignità

Un notevole colpo alla cultura dell’odio, oltre a quella detestabile usanza di voler fare il culo a Berlusconi per forza e con l’aiuto della magistratura “assinistrata” (imperante ed eterna come dio), lo dettero, fin dagli anni 70, i movimenti femministi di liberazione: una liberazione del cazzo, se oggi in tutto il mondo – e dunque anche in queste tv, di stato e non di stato – lo spettacolo è rappresentato da donnine ficose e insopportabili, intelligenti quanto uno scarabeo stercoraio, che hanno dimenticato la loro dignità umana e che si vendono a réclame di fasulle famigliole felici e contente;  che vanno in tv e ci raccontano le loro seghe, mentali e non, di cui a noi non interessa un bel nulla; che si vestono alla moda sdruciona dei pantaloni sfilacciati e sudici e che, oggi, hanno scoperto anche la bellezza del tatuaggio – altra merda tribale che (e ne sono particolarmente contento e soddisfatto!), quando inizieranno a raggrinzire per l’età, diventerà uno spettacolo estremo come i ghiacciai della Greta che si ritirano, la pelle della uàllera/uàddira che – in siciliano – «s’arrunchia come una vecchia arripuddùta minchia», o il fondale di un teatro dell’opera smesso e abbandonato da più di 100 anni. Insomma un arazzo (immaginatevi voi la rima) liso, sfilacciato, polveroso, stinto e, a dir poco, vomitevole.

Se vi piace il presepe – come direbbe papà Cupiello a Natale – godétevelo tutto! Solo che dovreste smettere tutti quanti (uomini, donne, bisex e lgbt) di scassare la minchia agli altri che non la pensano come voi e che dovrebbero essere tutelati proprio da quella Costituzione che tutti rammentano e nessuno rispetta.

Alla prossima faranno il governo bibbianico

Anche la guerra ai maschi – a cominciare dal famoso «tremate tremate le streghe son tornate!» – fino all’ossessione del sessismo (a cui si accodano, obbedienti come barboncini bene educati, i maschi/non-maschi ma filofemministi, per convenienza o «spallaggine», dipende (e anche la scuola ne è piena) – sta riproponendo, amplificata, la cultura dell’odio su tutti i fronti: e non può mancare l’odio per il colore della pelle, l’odio per chi ci ha palle e pène, l’odio per chi non la pensa come quei bravi signori che, pur avendo perso tutte le elezioni (e anche le erezioni), stanno a palazzo e governano con un Conte fra conti che non contano, ma sanno, per paradosso, contare molto bene i quattrini che rubano al popolo.

Non ho votato Salvini, non credo di aver voglia di votarlo, ma personalmente, cari signori & signore, non ho alcuna paura di lui: ho più paura di chi, dando in escandescenze, scrive sui social e se la piglia, a suon d’insulti, con chi (minoranza di cervello perché capaci di ragionare con i princìpi della logica) hanno un pensiero difforme da quello degli omogeneizzati al Plasmon che vengono e svengono a seconda di come parla (ad esempio) il nostro beneamato non-presidente della repubblica, ex giudice costituzionale e unto dal signore (dio vostro) Giorgio NapoliStalin.

Berlusconi, dopo averne tentate di tutti i colori, lo hanno fatto fuori per quattro puttane – e ora ci ritentano con la storia dell’attentato a Costanzo: ma non erano colleghi, iscritti entrambi alla P2? O sbaglio?

Dal vaffanculo al bacio

Salvini per cosa lo faranno fuori? Per i 47 milioni di euro della Lega o perché faceva mangiare le merendine dolcificate ai suoi rampolli? Grillo, invece? Salirà sul podio perché, per salvare il figlio dal carcere (come dice Sgarbi), dopo aver mandato tutti a fanculo ha finito con il dare il culo a tutti? Che uomo, cazzo! Che onore!

Guardate il mondo com’è stupido e infimo: 7 miliardi di affamati che hanno paura di 20 babbuini ricchi. Guardate come tutti si affannano a dire e fare il male a tutti i diversi da loro.

Guardate gli insulti di certe donnine ganze nei confronti di chi non è ganzo come loro; gli attacchi di certe lesbiche istituzionali che vogliono rieducare gli italiani alla famiglia necessariamente omosessuale; di certi Bibbiani che rapiscono i bimbi ai genitori per affidarli/affittarli ad altri che di genitoriale non hanno nemmen l’ombra di un’unghia (e attenti: rapiscono solo bambini bianchi, non anche neri o rom…).

Guardate, insomma, quanti «buchi di culo» ci sono in giro, pronti a vendersi a chi dà loro pappa e visibilità, un posto al sole e uno in comune, in provincia, in regione o – perfino – in… confessionale.

Ma poi ricordate anche, se a volte riuscite a pensare, un famoso proverbio delle montagne di Porretta e dintorni, dove peraltro sono nati grandi uomini della spregiata Prima Repubblica, come Enzo Biagi o il grande grecista, partigiano e Pci, Adelmo Barigazzi, che è stato anche mio professore, ai suoi tempi, e che pretendeva che gli studenti di greco il greco lo conoscessero davvero.

È un proverbio chiaro come la Bibbia. Dice: «Un culo caga, non può sonare il valzer!»

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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e, soprattutto, Viva Bakunin!


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