FU UNA “MALIZIA” INTERMINABILE…

Laura Antonelli
Laura Antonelli

NON ERA proprio una teen ager, Laura Antonelli – morta stamattina all’età di 74 anni nella sua casa di Ladispoli, vicino Roma –, quando il cinema la elesse, con le altre tre quasi coetanee Femi Benussi, Alida Valli e Sylva Koscina, le bellissime quattro dalmato-istriane.

Fu merito di Salvatore Samperi infatti, nel 1973, cucire addosso a Laura Antonaz, al secolo cinematografico, Antonelli, allora già trentaduenne, la pellicola Malizia. Da quel momento in poi, fino all’inizio degli anni 90, la giovane professoressa di educazione fisica di Pola divenne, automaticamente, una delle più ambite e desiderate icone sexy del cinema e dell’adolescenza maschile, interpretando una serie di films che altro non dovevano fare che esaltarne la sua innata sensualità.

Senza che lei se ne potesse capacitare, tra l’altro, visto e considerato che non riusciva a capire come mai piacesse così tanto, visto che sono bassina, un po’ tondetta e ho le gambe piuttosto corte. La macchina infernale del cinema non le dette piacevolmente scampo e da Malizia in poi, tutti i registi la vollero accanto in processione, anche i più impegnati, da Visconti a Bolognini.

Nel 1991, quella inspiegabile meravigliosa parabola, si interrompe bruscamente: nella sua abitazione di Cerveteri, sempre nei paraggi della metropoli capitolina, la polizia rinviene 36 grammi di cocaina; Laura Antonelli viene tratta in arresto e condotta nel carcere di Regina Coeli, dove resterà solo alcuni giorni. Per esser definitivamente scagionata dall’accusa di spaccio e venir considerata solo consumatrice, Laura Antonelli dovrà aspettare nove anni. Questo contrattempo giudiziario coincide, o forse ne è causa scatenante, con l’improvvisa discesa verso gli inferi dell’anonimato, perché da quel momento in poi il cinema, la commedia, la televisione si dimenticano del tutto di lei.

Le cose peggiorano ulteriormente quando sempre Salvatore Samperi prova a resuscitarla rielaborando il suo grande successo, Malizia 2000: il flop ai botteghini è l’ultimo colpo di grazia, al quale si aggiunge l’allergia al collagene usato per provare a ringiovanirla un po’ e che le deturpa il viso. Anche questa vicenda giudiziaria si trascina per molti anni, risolvendosi solo recentemente, quando Laura Antonelli è però ormai dimenticata e abbandonata da tutti e da tutto.

Nel 2010, Lino Banfi, dalle pagine del Corriere della Sera, chiede al Presidente del Consiglio Berlusconi e al Ministro della Cultura Bondi il sussidio di assistenza per la sua amica Laura Antonelli caduta in disgrazia: alla garanzia delle parole, non segue nulla, fino a stamattina, quando a trovarla senza vita, nella propria abitazione, la domestica, una delle poche persone che aveva, con la conturbante cameriera che mandò in estasi un’intera generazione di adolescenti per poi venire del tutto dimenticata, ancora un rapporto dall’umana parvenza.

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