funghi. A CUTIGLIANO CERCATRICE TROVA L’OVOLO BUONO, IL “CIBO DEGLI DEI”

Rinvenuta una “covata” di 11 esemplari per quasi 2 kg di peso della Amanita caesarea, prelibata varietà apprezzata fin dai tempi dell’antica Roma
La signora Mariella con gli Ovoli Buoni

CUTIGLIANO. Per i funghi il mese di settembre si sta rilevando un mese eccezionale e i raccolti si caratterizzano per quantità, qualità e per rarità delle specie rinvenute.

Non solo ed esclusivamente porcini ma anche Amanita caesarea, volgarmente conosciute come Ovoli buoni.

Circa 2 kg del raro fungo, apprezzato dagli antichi romani, che per la sua prelibatezza lo definirono “Cibo degli dei”, sono stati trovati oggi, sabato 21 settembre, nella Comune di Cutigliano.

A trovarli una esperta cercatrice della zona Mariella, classe 1938, che nel volgere di appena un’ora ha rinvenuto con soddisfazione nel bosco vicino casa il ricercato e delicato fungo.

Non è comunque la prima volta che la fungaiola si imbatte nell’ovolo buono, così chiamato per la sua iniziale forma ad uovo, anzi periodicamente va a visitare il “cesto”, che ci ha confidato essere una vecchia ceppa di castagno, dove oltre ai porcini, trova, anche se non frequentemente, il fungo dalla caratteristica cappella di colore arancione acceso.

E questa volta ne ha trovato, è proprio il caso di dirlo, una “covata” di ben 11 esemplari e tre ancora troppo piccoli lasciati da cogliere.

Gli Ovoli buoni di Cutigliano

“Ci farò una capatina in settimana a vedere a che punto sono, tanto lì non ci va nessuno, perché vanno tutti nei soliti posti e poi si lamentano che non riescono a posteggiare l’auto”.

“Attenzione però – ci mette in guardia – a non confonderlo con il pericoloso Ovolo falso, l’Amanita aureola, che come quello buono si caratterizza per lo stesso colore del cappello, da cui si differenza però per il gambo lungo di colore bianco, anziché giallo, con due o più anelli e per essere estremamente “fioccoso”.

Il fungo effettivamente cresce nei boschi ben soleggiati soprattutto di castagni, ad un’altitudine inferiore ai 1000 metri senza soffrire particolarmente la mancanza di umidità. Molto diffuso al sud diventa sempre più raro salendo la penisola.

Non va assolutamente colto – continua Mariella – quando è ancora chiuso perché potrebbe essere confuso con il velenoso Ovolo falso ma anche perché le spore non potrebbero disperdersi nel terreno e il prossimo anno niente funghi”.

Di venderli neanche a pensarci e domenica radunerà figli, generi, nuore e nipoti per deliziarli con un’insalata di funghi e un risotto al profumo di ovoli.

Marco Ferrari
[marcoferrari@linealibera.info]


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