FUNGHI. PADRONI DEI BOSCHI?

Pubblichiamo lo sfogo di Deborah che per lavoro gira la montagna: “una furia di gente così non l’avevo mai vista”
Una famiglia di porcini

MONTAGNA. Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di Deborah, montanina, che per lavoro gira la Montagna Pistoiese in lungo e in largo.

Ci descrive dei comportamenti eccessivi e da biasimare da parte di chi viene a cercare funghi.

Stamani mattina, 18 settembre, già dalle 5:30 sulla Statale 12 si è avuto un traffico assai sostenuto in direzione Abetone con, a tratti, lunghe code di auto incolonnate.

LA TESTIMONIANZA DI DEBORAH

“Ehi con questi funghi si rasenta la follia.

Vi racconto quello che mi è successo stamani. Per lavoro percorro ogni giorno tutta la montagna ormai da diversi anni, ma una furia di gente così nei boschi non l’avevo mai vista!

Stamani passando per la strada delle Torri, dove mia mamma ha un podere con casa semi abbandonata, noto tre uomini davanti a casa.

Pensando che fossero i miei parenti comproprietari scendo e vedo che invece erano degli sconosciuti e per di più con un bastone tiravano giù da un misero pero tre frutti, tra l’altro non più buoni, troncando i rami.

Li chiedo cosa stessero facendo e loro mi rispondono che dovevo continuare a lavorare!

Vi giuro veder trattare così quei frutti che per me anche se infruttiferi sono ricchi di ricordi mi ha fatto perdere la testa, ho cominciato ad inveire dicendo che era casa mia e minacciando di chiamare i carabinieri!

Loro mi hanno risposto che vedendo la casa in quelle condizioni pensavano fosse abbandonata, come se questo ti permettesse di prendere e soprattutto abbattere ciò che trovi!

Naturalmente erano accompagnati da tre bei cesti di funghi! Scusate lo sfogo”.

I funghi sono da alcuni anni un richiamo irresistibile per venire in montagna capace di incrementare l’economia locale.

Il movimento che si crea va strutturato e incanalato.

Da parte di chi viene in montagna, ma non solo, serve senz’altro buon senso e rispetto per i luoghi, attenzione alle formule di chiusura, poi chi sbaglia paga.

Marco Ferrari
[marcoferrari@linealibera.info]

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