fuori dal vaso. FERDINANDO E LE GAMBE STRETTE STRETTE

«Povero Betti. Ma ha studiato sotto la guida di Galardini (sùbito scaricato secondo la regola di Pilato: «vada a ramengo chi ha sbagliato»…) oppure soffre della cosiddetta «sindrome di Prostamol…?»
La sindrome di Prostamol

 

MONTALE. In questi giorni l’amministrazione montalese ha avuto qualche piccolo problema sia con le forze dell’ordine, che si sono sentite trascurate e sottovalutate dall’atteggiamento dei dem indisponibili a dedicare una via o una piazza ai loro caduti in servizio; sia, in più, per il pensiero (nascosto) dell’assessore Alessandro Galardini: «le forze dell’ordine sono fasciste». Tutti ricordano tutto e non è difficile, visto lo sconcio.

L’opposizione di Montale insiste e “tambura” ancora il sindaco Betti. Vannucci pubblica poche righe, a mo’ di frustata finale: «La bocciatura della nostra mozione per intitolare una via o piazza ai “caduti delle forze dell’ordine”, che ha visto il voto contrario della maggioranza e l’astensione di Insieme per Montale, è una grave ferita alla nostra bandiera e alla nostra comunità. Abbiamo proposto alla maggioranza di riparare a questa grave offesa, riportando la mozione al prossimo consiglio comunale e che venga votata a larga maggioranza» (vedi).

Quello che però ci ha colpito, è la motivazione che il sindaco Betti ha dato a supporto del diniego a concedere l’intitolazione richiesta: «Riteniamo in questo momento di non prendere impegni per l’intitolazione ai caduti delle forze dell’ordine».

È una argomentazione splendida, quasi quasi scritta con la perizia di letterato dell’assessore Alessandro Galardini. Permetteteci il commento al pari di una terzina dantesca:

Riteniamo: espressione di opinione pura; giudicare, stimare, ma a prescindere da qualsiasi logica. Situazione simile: una toga rossa “ritiene” di mandare a giudizio un poveraccio senza motivazioni adeguate. In Cassazione, ad esempio, è capitato a me personalmente di leggere questa motivazione «ci sono sufficienti motivi per compensare le spese» – senza dire quali, però. Spesso i comunisti ce l’hanno questa idea di superiorità di razza e di pensiero, favorita anche dalle idee delle loro toghe rosse in quota Patronaggio…

in questo momento: su due piedi, hic et nunc (= qui e ora), qui per qui. Il questo porterebbe a pensare a un quest’altro momento: come dire? Ora “un si pòle” perché è crollata la Smilea, ma “domani è un altro giorno” e si vedrà. Ma non si chiarisce una mazza…

di non prendere impegni per l’intitolazione: non è un sì all’altare, Betti. Una targa non comporta nessun impegno economico; non mancano una via, un giardino, un marciapiede, una stanza da intitolare in Comune (magari potrebbe essere la buvette dove si continua – pare – a somministrare e prendere caffè e pasticcini)…

ai caduti delle forze dell’ordine: crediamo sia stato detto che per loro «schiantare per via» sia come un infortunio o incidente sul lavoro, quindi non ci sono ragioni che chiamino a un impegno morale di riconoscere a questi lavoratori una loro dignità di caduti.

Cose di questo genere si verificano quando, per una viltà come quella che abbiamo contestato a Galardini, non si ha coraggio di dire “no, punto e basta” senza menare il classico can per l’aia. È l’ambiguità di chi pecca incornando la moglie “tanto poi don Firindelli assolve”. È l’ambiguità del ragioniere che sa di falsificare un bilancio, tanto è impossibile che qualcuno se ne accorga – e se se ne accorge chi se ne fotte…

Capiamo che, nell’immaginario collettivo della sinistra, con Trump impicciato e i casini del Medioriente, c’è il rischio che scoppi la terza guerra mondiale ed è meglio che Montale non abbia una via per le forze dell’ordine. Capiamo che con un pericoloso nazista come Salvini che gira, San Salvatore in Agna può essere minato e fatto saltare. Ma capiamo molto meno perché la sinistra si scandalizzi così tanto del fatto che se uno spara a un ladro in casa propria alle tre di notte, è un assassino, quando per il malvivente beccarsi una palla mortale altro non è – come in questo caso – che un infortunio sul lavoro: e quindi perché scaldarsi troppo?

Capiamo molto meno, anche, che in molte città d’Italia esista una strada intitolata ai “Caduti sul lavoro”: perché è possibile, se l’infortunio fa parte della vita dello schiavo fino a ieri tutelato e poi sfanculato da Renzi con l’abolizione del famigerato articolo 18?

Faccia una cosa il ragionier Betti: presenti un documento e si faccia promotore (almeno) di un movimento che proponga con forza la tutela Inail per i Vigili del Fuoco, anch’essi forze dell’ordine, ma non coperti se finiscono arrostiti come un pollo alla diavola.

Paola Nanni e Ferdinando Betti [da Report Pistoia – 10.5.2019]. Quando il sindaco prese tutti per il naso
Ferdinando non lo sa, ma i suoi dipendenti l’Inail ce l’hanno e i Vigili del Fuoco no. O va bene così solo perché chi va intorno al fuoco prima o poi si brucia?

Da quando, un anno fa, è tornato al potere, Betti non ha fatto altro che scazzare. Ha fatto vedere ai giornali (tutti tranne Linea Libera) un documento della procura che lo certificava non-indagato; ma non lo ha messo in mano a nessuno (magari lo ha messo altrove a tutti – tranne a noi, ovviamente…); sembra che non abbia preso alcun provvedimento riguardo alla buvette dei suoi fedelissimi di palazzo; ha modificato il piano edilizio di Fognano con gli occhi bendati senza sapere di chi fossero le “terre del Sacramento” che hanno ricevuto misericordiosi miracoli dal cielo. Eppure era assessore all’edilizia! Lui poteva non sapere, Craxi no.

Povero Betti. Ma ha studiato sotto la guida di Galardini (sùbito scaricato secondo la regola di Pilato: «vada a ramengo chi ha sbagliato»…) oppure soffre della cosiddetta «sindrome di Prostamol», nuovissima patologia scoperta di recente che dà lancinanti stimoli di minzione; fa stringere le gambe come fanno i bambini quando non vogliono far pipì, e improvvisamente fa pisciare fuori del vaso?

Cosa ne dicono le “micine” del Petting Club Montale?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca, critica e satira
Pisciare troppo spesso fuor del vaso,
credeteci, lettori, non è un caso…


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