FUSIONE ABETONE-CUTIGLIANO. FERRARI (PSI): «BRACCESI-DANTI, DUE SINDACI PRAGMATICI»

Davide Ferrari
Davide Ferrari

SAN MARCELLO. Ho deciso di intervenire sulla questione della fusione fra i comuni di Abetone e Cutigliano perché ritengo eccessive ed ingenerose le critiche rivolte da più parti ai due sindaci Danti e Braccesi.

A chi rimprovera loro di allontanare nel tempo la creazione di un Comune Unico per tutta la Montagna Pistoiese, vorrei ricordare che appena un anno fa eravamo arrivati ad un passo dalla convocazione del referendum. Con tre amministrazioni su quattro, cioè tutte tranne San Marcello, a fine mandato e con tre amministrazioni su quattro, cioè tutte tranne Abetone, favorevoli al progetto, quello era il momento per tentare la carta del referendum.

Quell’attimo fuggente non è stato colto a causa dei tentennamenti di San Marcello e della divisione del gruppo Pd in consiglio regionale.

La recente presa di posizione dei Sindaci di Abetone e Cutigliano in favore della fusione dei due comuni dell’alta Montagna Pistoiese rappresenta una svolta di grande importanza per il dibattito politico e per il futuro assetto del nostro territorio.

Per quanto possa essere comprensibile il disappunto di Luca Marmo, Presidente dell’Unione dei Comuni Appennino Pistoiese, e degli altri amministratori della Montagna per il fatto che questa idea non sia stata anticipatamente condivisa e dibattuta, è comunque da riconoscere ai Sindaci Danti e Braccesi una rapidità decisionale ed un pragmatismo che sono solitamente sconosciuti nella nostra politica locale.

Personalmente ho appoggiato e continuo a considerare la soluzione migliore, per la Montagna nel suo complesso, il progetto di Comune Unico “a quattro”, che includa anche Piteglio e San Marcello. In questo modo il nuovo ente raggiungerebbe una dimensione ottimale per potersi rapportare con l’area metropolitana fiorentina e con la Regione, visto il futuro incerto della nostra e di tutte le altre Province, ma soprattutto per trarre i maggiori benefici dalla riorganizzazione delle risorse umane e da un migliore impiego di quelle finanziarie, in termini di riduzione dei costi e miglioramento dei servizi ai cittadini.

Il progetto di Comune Unico della Montagna Pistoiese si scontra però, fin dall’inizio, con la freddezza e l’diffidenza degli abitanti dei due comuni della cosiddetta alta Montagna che, invece, sembrano non temere il ritorno al passato, cioè a quando, prima della creazione del Comune di Abetone a metà degli anni 30, le due località turistiche erano già amministrate dal medesimo Sindaco.

In questo senso il progetto annunciato da Danti e Braccesi, più che dall’egoismo loro imputato da alcuni, appare caratterizzato da realismo e sano pragmatismo. Arrivare ad una fusione “a due” rappresenterebbe un risultato comunque migliore rispetto alla situazione attuale, in termini di efficientamento della macchina amministrativa e della possibilità di assicurarsi le risorse previste dalle leggi nazionali e regionali per questo genere di operazioni, senza dimenticare che al momento stentano ad arrivare ed appaiono sempre incerti i benefici attesi dalla nostra Unione dei Comuni, nata zoppa rispetto alle Unioni Speciali che nel resto della Toscana hanno ereditato le deleghe ed i patrimoni delle Comunità Montane.

In conclusione, ritengo che il progetto di fusione dei comuni di Abetone e Cutigliano sia un passo importante che va nella direzione giusta, quella della riduzione del numero degli enti territoriali e del loro consolidamento. Credo che anche le amministrazioni di San Marcello e Piteglio dovrebbero trarre spunto da questa accelerazione e mettersi al lavoro immediatamente per valutare i costi ed i benefici di una fusione fra i due Comuni della Montagna “verde”.

Auspico, inoltre, che il lavoro svolto finora all’interno dell’Unione dei Comuni non vada perso. Questo contenitore più ampio può continuare a rappresentare la dimensione ideale per la gestione di alcune funzioni a livello sovracomunale, diventare un luogo di confronto e coordinamento fra le amministrazioni montane nonché l’embrione dell’eventuale Comune Unico della Montagna Pistoiese, nel caso che anche le fusioni “a due” dovessero rivelarsi insufficienti a garantire i risultati sperati.

Davide Ferrari
Consigliere Provinciale Psi

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