FUSIONE ABETONE-CUTIGLIANO: NO AL COMUNE UNICO

«Sostenere che le fusioni dei Comuni porteranno ad avere più possibilità per raccogliere i fondi europei è un delirio»
Carlo Vivarelli
Carlo Vivarelli

MARESCA. La popolazione di Abetone e Cutigliano ha votato, nello scorso fine settimana, riguardo al referendum concernente la proposta di fusione tra i Comuni di Cutigliano e Abetone.

Il sì prevale a Cutigliano, ma secca e netta è la bocciatura politica dell’ipotesi di fusione nel Comune di Abetone, con il 64% dei contrari, su circa il 50% dei votanti, percentuale inoltre davvero molto bassa.

Innanzi tutto è da rimarcare l’uso del referendum consultivo, che è da considerarsi un insulto contro la democrazia, nonché una sorta di mostro amministrativo, e non uno strumento democratico: le persone non sono insignificanti pedine i cui orientamenti sono soltanto da ascoltare ma che non contano in definitiva niente.

Se questo referendum avesse avuto valore reale, la fusione dei due Comuni in oggetto sarebbe naufragata definitivamente, così come la sciagurata ipotesi della fusione a quattro tra tutti i Comuni della Montagna Pistoiese.

Il Sindaco di Abetone Danti, che è persona per bene e stimata, ha dichiarato che “chi ha votato contro non ha capito niente”, sul “Tirreno” del 1° dicembre 2015. Io credo, invece, che tutti abbiano capito benissimo il ridicolo e violento tentativo di cancellare il principio stesso dell’autogoverno delle comunità locali, principio già in fase di distruzione avendo tolto ai Comuni la gestione dell’acqua, dei rifiuti ecc.

Lo Stato italiano toglie (sempre che il referendum da svolgersi lo permetterà) il Senato elettivo per sostituirlo con una sorta di davvero inconcepibile camera nominata dai partiti, fa finta di togliere le province e invece le mantiene e le trasforma in organismi non elettivi, il che è ai miei occhi di democratico una follia politica, e adesso vuole togliere la possibilità delle persone di eleggere i propri rappresentanti nei propri territori accorpando i Comuni per farne delle entità senza significato.

Non ci aspettavamo altro, dal governo italiano: governo non eletto da nessuno, e in carica grazie a un parlamento eletto con un sistema elettorale creato con una legge che lo stesso attuale Presidente della Repubblica ha dichiarato, quando era membro della Corte Costituzionale, illegittima, il che rappresenta davvero un’enormità giuridica.

La democrazia invece, si basa sulle forme reali di autogoverno, a partire da quella locale: senza esse forme di autogoverno locale la democrazia è una ridicola e triste pagliacciata.

Le fusioni dei Comuni porteranno ad una perdita di posti di lavoro, questo un altro dei loro dichiarati obiettivi che non saranno più rimpiazzati, e sostenere che le fusioni dei Comuni porteranno ad avere più possibilità per raccogliere i fondi europei è un delirio, se non una deliberata menzogna.

Io non capisco perché dobbiamo regalare i nostri soldi all’Unione Europea per andarli poi a rielemosinare come fossimo pezzenti: la soluzione vera è tenerci tutti i nostri soldi, e uscire da un’entità che a mio avviso toglie sovranità ai cittadini italici e alle sue istituzioni: un’Unione Europea che per legge ci impone di importare “olio di oliva”, che io chiamo con il suo nome: immangiabile sterco, con le cisterne dall’Africa e arance dalla Spagna e dal Marocco e che dunque fa chiudere le aziende italiche e toscane, un’Unione Europea che vuole imporre per legge di produrre il formaggio con le polverine delle multinazionali invece che con il latte, è una entità impazzita che a mio avviso non deve esistere, non almeno in questa forma e con queste intenzioni, e della quale contestiamo la stessa validità di esistere.

Noi vogliamo difendere i nostri Comuni toscani, le nostre produzioni toscane, i nostri posti di lavoro, la nostra libertà e la nostra civiltà che per noi, da secoli, ha un solo nome: Toscana.

Ed è per questo che rivendichiamo la nostra richiesta democratica e pacifica di indipendenza, ed è per questo che dalla giornata di oggi abbiamo iniziato il volantinaggio nel Comune di San Marcello per dire no all’ipotesi di fusione tra il Comune di San Marcello e Piteglio, e per lanciare la candidatura del sottoscritto a Sindaco del Comune di San Marcello nel 2017 (o del Comune che scaturirà dalla eventuale fusione dei due).

In ultimo, credo che il Sindaco Danti, anche se persona di sicuro voluta ancora fermamente a Sindaco da parte della popolazione di Abetone, dovrebbe dimettersi, o almeno passare, e credo che sia la cosa più realistica da fare, da una verifica di valore morale presso il proprio Consiglio Comunale, per farsi confermare la fiducia, che sicuramente otterrà: siamo sicuri che egli, da persona corretta, lo farà.

Carlo Vivarelli
Toscana Stato per l’indipendenza della Toscana

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