FUSIONE COMUNI: ABETONE, MEGLIO SOLO

Noi piccoli comuni montani logoABETONE. In queste ultime settimane la stampa locale ha dato molto spazio alla questione della fusione dei Comuni di Abetone e Cutigliano.

Se dovessimo stilare una classifica delle posizioni apparse sugli organi di informazione, per la par condicio, vincerebbe la posizione a favore della fusione 90 a 10 fino e si è arrivati persino ad organizzare un incontro pubblico con una scaletta programmata di interventi tutti a favore della fusione. Tutti personaggi appartenenti alle truppe speciali del Pd.

Pezzi da “novanta” come si direbbe, dai promotori ai sindaci ai consiglieri regionali. Imbarazzante la dichiarazione di questi ultimi sul risultato. La somma delle persone che hanno votato Si è superiore. Ma il sacrosanto principio dell’autodeterminazione democratica non gliel’ha spiegata nessuno? Lo sanno che in democrazia il più grosso non può mangiare il più piccolo?

Il futuro di un Comune e dei suoi cittadini non può essere deciso dai cittadini di un’altro Comune se così fosse, e sembra che lo sia per il consigliere Baldi, ogni organizzazione più grande e più potente potrebbe annettersi una più piccola e più debole. Scuola Coop?

Sul piano regionale, nei prossimi giorni avremo un incontro con il nostro rappresentante in Regione Donzelli per analizzare insieme il risultato referendario, perché al di là delle posizioni iniziali oggi dobbiamo intraprendere una linea comune basata sul volere popolare.

Comunque tornando al risultato elettorale dell’Abetone sembra che il sindaco Danti sia passato dal 93% dei consensi ottenuto alle ultime elezioni, ad un ben più modesto consenso del 43% al referendum di alcune ore fa.

Forse, per molti, questi due risultati non sono compatibili perché relativi a due competizioni amministrativamente diverse, ma a nostro parere politicamente significative.

In questo referendum il sindaco Danti ci ha messo la faccia. Ha presentato una mozione in Consiglio. Ha promosso comitati e girato in lungo e in largo tutto il territorio comunale incontrando la maggior parte dei cittadini. Ha invitato politici di ogni rango a sostegno della sua tesi. Chiedendo di fatto una fiducia ai suoi cittadini. E ha perso. Ha perso con il 43% dei consensi.

Ma forse aveva già perso la sua maggioranza in Consiglio ancora prima del voto visto che nessuno del Consiglio si è mai visto alle manifestazioni pubbliche indette dal Sindaco.

Da parte nostra abbiamo sempre sostenuto che questo Comune avrebbe bisogno di una gestione più politica basata su un piano complessivo di rilancio e non gestito come se fosse un impianto di risalita.

L’Abetone è una perla nel centro Italia e merita molto di più, oltre al comparto sci, importantissimo per la località e motore principale di questa economia, esiste anche altro, dovrebbero esserci alternative per chi non scia, infrastrutture di accoglienza, centri benessere, piste di pattinaggio, locali di intrattenimento (cinema, sale da ballo, palestre ecc. ecc.) locali atti a far rimanere le persone in caso di avversità atmosferiche o dopo una giornata di buone sciate.

Per far questo il Sindaco dovrebbe essere sul pezzo 24 ore su 24 e se legittimamente deve pensare a far rendere le società da lui controllate, lo faccia ma non come Sindaco.

Chiederemo un Consiglio comunale specifico per discutere sul voto degli Abetonesi e per sancire con il voto consiliare di rispettare la loro volontà, quella di rimanere Comune di Abetone senza fusione.

La campana il 30 di novembre per qualcuno ha suonato, bisogna svegliarsi.

Giorgio Fabbri
AlessandroBelli
ManuelaBruni
Gruppo di minoranza
Lista Noi piccoli Comuni montani

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