FUSIONE-COMUNI, L’ASSESSORE S.S.G. E LA POLITICA DEI “VECCHI TROMBONI”

Fontane e steli
Fontane e steli

SAN MARCELLO. Sembrava ce lo sentissimo quando, a proposito della probabile fusione Cutigliano-Abetone, dicevamo che il compito più impervio sarebbe toccato al Sindaco di San Marcello, Silvia Cormio.

La politica vecchia (o perfino decrepita), infatti, si è subito riaffacciata nella figura di un Assessore, già Sindaco per niente rimpianto di Quarrata, che si chiama Sabrina Sergio Gori (vedi).

Sarà opportuno ricordare che questo Assessore è stato posizionato e imposto a San Marcello perché, altrimenti, avrebbe dovuto lasciare incarichi in Anci e sarebbe dovuta tornare a fare la casalinga, attività questa che alle femministe new age piace poco assai. Ma non divaghiamo.

La S.S. Gori dicevano essere esperta nell’intercettare fondi pubblici, regionali e/o europei in funzione di una ripresa economico-turistica del territorio: non lo ha fatto a suo tempo a Quarrata e non si comprende come avrebbe potuto farlo a San Marcello, che non è certo mai stata casa sua.

Mistero della fede (Pd)! D’altro canto, all’epoca delle elezioni sapevamo della grande necessità del Pd di dover presentare personaggi non compromessi con la ex Comunità Montana (che ancora non finirà di stupire, siatene certi…) pur mantenendo dietro le linee i “vecchi tromboni” a menare le danze.

Siamo così arrivati al punto di nominare Assessore un candidato che non raggiungeva in preferenze le dita di una mano (Alice Sobrero), penalizzando chi aveva invece fatto incetta di consensi (Gabrio Fini). Naturalmente tutto ciò per amore della Montagna!

Dunque, dinanzi alla riproposizione del Comunone/Dynamone e all’eterno quesito sul sesso degli angeli, sarebbe opportuno che i Sindaci di Piteglio e San Marcello prendessero veramente il toro per le corna e si adoperassero per un’analoga fusione fra i due Comuni, in accordo con Braccesi e Danti, per creare due realtà comunali diverse nelle modalità gestionali per i differenti “prodotti” da offrire, ma uniti fra loro per quanto riguarda comuni interessi. A partire dal ripristino di una sanità decorosa e da conseguenti servizi. Come si diceva una volta: colpire divisi ma progettare insieme.

La Nazione, 21 ottobre 2014
La Nazione, 21 ottobre 2014

Il Sindaco Cormio è politicamente persona disagiata perché i suoi peggiori avversari politici li ha all’interno della sua maggioranza e in casa sua, non fuori.

È arrivato il momento di scegliere: o con la gente o con il partito, ricordando che quando sarà il momento di riabbuffarsi su ciò che resta del magna-magna politico, sarà tranquillamente sacrificata sull’altare dell’interesse personale di qualche furbastro di lungo corso.

Se solamente si leggerà il comunicato dei due responsabili di zona del suo partito a Piteglio e San Marcello e la “proposta trappola” che questi due politici (!) vorrebbero proporre alla cittadinanza della Montagna, comprenderà quanto gli ultimi colpi di coda dei fautori del Comunone/Dynamone non rispettino per niente l’intelligenza dei cittadini elettori.

C’è spazio mentale per porsi una semplice domanda: Braccesi e Danti, forse, sparigliando il tavolo di una politica condotta fuori dalle sedi naturali e elaborata al chiuso di interessi personali e niente affatto generali, stanno dando una scossa al futuro della Montagna.

Starnazzare per un’interposta persona che probabilmente neppure sa che Crespole e Lanciole niente hanno da spartire con il Serchio, mentre molto avrebbero con San Marcello, significa dimostrare ancora una volta come il particolare prevalga sul generale.

Ecco la politica non più indirizzo ma solo ragioneristico calcolo di somma e sottrazione. Per il momento solo sottrazione (di deleghe sul territorio, di servizi, di viabilità almeno semidecorosa e via dicendo) in amorevole sinergia con un altro disastrato Comune che si chiama Quarrata e che potrebbe innalzare, accanto alla famosa fontana di Buren, anche una stele più modesta all’ex Sindaco S.S. Gori con l’epigrafe: “Da qui | fortunatamente | se ne andò | accolta come i profughi migranti | dalla generosa popolazione | della Montagna Pistoiese”.

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