FUSIONE: E SPUNTANO I TRE (+1) MOSCHETTIERI

Benedetti, Gambetta Vianna, Morelli e Venturi: tutti per uno, un Comune Unico per tutti
I quattro dell’Ave Maria
I quattro dell’Ave Maria

MONTAGNA. Non stupiamoci: l’Italia produce sempre più disoccupati e giustamente chi ha un’occupazione tende a mantenerla.

Anche i “salariati” del Consiglio Regionale “tengono famiglia”. Ci fanno pena perché il loro desco è salato, talvolta indigeribile. Odora di compromesso, di compiacenza e di disponibilità: perché questa è la Politica Democratica e queste sono le regole, piaccia o meno.

Abbiamo appena letto (vedi) il comunicato per i tre moschettieri (che erano quattro anche ai tempi di Dumas, ma che risultano sempre tre, forse perché nessuno di loro era completo…), Benedetti, Gambetta Vianna, Morelli e Venturi. Semmai lo commenteremo nel contenuto, ammesso che ce lo abbia, in un secondo tempo: adesso vorremmo commentare gli uomini e il loro percorso di “vita politica”.

Lo porgiamo all’attenzione di tutti i giovani politici che pensano e credono ancora nella Politica, quella maiuscola, quella che dovrebbe dettare i tempi e i modi all’economia e dirigerla nel superiore interesse della collettività.

Costoro, i tre moschettieri, attraverso il loro comunicato congiunto a favore del Comunone/Dynamone, pur sapendo che i tempi tecnici sono esauriti, essendo alla canna del gas, tentano l’ultimo disperato tentativo per crearsi un’ultima riserva di caccia (di voti) per le prossime elezioni regionali. Pensate, forti di ben duecento firme (dicono, loro, duecento) vogliono proporre l’ennesima fregnaccia del Comunone.

A costo di ripeterci, poiché riteniamo ancora valido il principio secondo il quale le idee camminano con le gambe degli uomini, vi diamo alcune sommarie indicazioni su questi “prodotti” della democrazia. Lo facciamo in maniera sintetica per offrire un contributo disinteressato quando si andrà a votare e si sceglieranno i rappresentanti del popolo. Se qualcuno viene a controbattere che non si fa politica attaccando le persone, rispondiamo che la politica la fanno le persone e che se eleggo Dracula ministro della Sanità, poi non posso obbiettare alcunché se la gente muore per dissanguamento. Ci siamo?

ANTONIO GAMBETTA VIANNA “IL BRASILEIRO”. Lega Nord, Toscana più (o meno) o Più Toscana, è un galantuomo semplice prestato alla politica durante il business della Lega Nord. Mai visto in Montagna, non sappiamo chi siano i suoi “mentori”; sicuramente furbastri che non gli hanno detto che la Montagna non è molto produttiva per il suo manipolo. Comunque, salvo contrarie rettifiche, mai pervenuto in Montagna. Qualcuno lo conosce? Quindi, “non pervenuto”.

Si prepara la crociata fiorentina
Si prepara la crociata fiorentina

ALDO MORELLI. Comunista stalinista in quel di Lamporecchio – uno dei comuni con il più alto tasso di Ebola/Pci, negli anni 90 era al 92% – , Presidente della Provincia per dieci anni e Sindaco di Lamporecchio per altri dieci (fra l’altro, dobbiamo dirlo , anche ben visto), trovandosi politicamente disoccupato, ha pensato bene di “allocarsi” dall’Oreste Giurlani, presso Uncem, ed è il padrino del Mo.To.Re., fino a quando, passata Caterina Bini al Parlamento, ne ha preso il posto al Consiglio Regionale. Forse il Pd lo ricandiderà e passerà perché lui i voti li prende in Valdinievole e non in Montagna, dove, pubblicamente, non si è mai visto. Dunque, non “pervenuto”. È pervenuto, però, a quel disoccupato con il quale ha avuto uno “scambio di idee” al Circolo Garibaldi (vedi).

GIANFRANCO VENTURI. Si può definire uno che non ha mai fatto un corno in vita sua? Salvo il Consigliere comunale comunista a Pistoia dal 1975 al 1990 ed altri dieci anni come Presidente della Provincia, periodo nel quale “tanto” si è adoperato per la sua Montagna. I compagni lo hanno ringraziato eleggendolo Consigliere Regionale fino ad oggi ed i frutti si sono visti abbondantemente. Male lingue dicono che non “si vuole ripresentare” alle prossime regionali: i più informati dicono che “non ne possono più”. Comunque sia la Montagna tutta lo ringrazia per la sua opera di miglioramento dei servizi, a partire dall’Ospedale Pacini, dalle poste alle banche, alla viabilità. Ma, se non era per lui, dirà il compagno scampato al trattamento sanitario obbligatorio, saremmo ancora alle mulattiere. Perché, non ci siamo tornati? Dunque, “non pervenuto”.

ROBERTO BENEDETTI “IL CAVALLAIO”. Per chi ha rinnegato la sua storia politica, per chi era politicamente intransigente, rautiano di ferro, uomo di fede e di principi, vederlo collocato nel nuovo centro destra (Ncd) del democristiano Alfano, produce un senso di disorientamento e di incapacità di parlare o scrivere. Come diceva il suo mentore primigenio, un secolo fa, Giorgio Almirante, chi ha tradito una volta è pronto a tradire sempre.

Qualche residuo di questo concetto, al nostro amico ex camerata, deve essere rimasto. In Montagna, infatti, nessuno lo ha mai visto o sentito. L’unico che potrebbe avere mantenuto contatti con questo “prototipo” di coerenza e affidabilità potrebbe essere Carluccio Ceccarelli che al Comunone/Dynamone non vuole rinunciare. Do ut des?

In questa personalissima “galleria degli e/orrori”, l’unico da scegliere nel meno peggio è – a livello umano – Gambetta Vianna.

Pensate a com’è ridotta la Montagna!

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