fusioni. «ABETONE, IL CASO PIÙ ANOMALO D’ITALIA»

no fusione AbetoneABETONE. Sabato 30 aprile, a partire dalle 15, sulla piazza delle piramidi di Abetone, si terrà l’incontro dei Sindaci toscani e di altre Regioni, e dei rappresentanti delle associazioni e delle organizzazioni che sono in prima linea per la lotta contro le “fusioni” dei Comuni.

L’Abetone, nella circostanza, rappresenta il caso più anomalo d’Italia, in quanto è stato il Sindaco con delibera di Consiglio comunale adottata nell’ottobre del 2014, senza nessuna informazione né consultazione preventiva della cittadinanza, a richiedere alla Regione Toscana di procedere, prima della indizione del referendum, alla fusione con il Comune di Cutigliano.

Dopo un anno di assoluto silenzio la Regione indice per il 30 novembre 2015 il referendum consultivo che è preceduto dalla costituzione del comitato per il sì, sempre su iniziativa dello stesso Sindaco che, forte della percentuale “bulgara” del 92 per cento con cui è stato eletto, ritiene la consultazione solamente un adempimento di mera burocrazia.

L’esito del referendum, invece, smentisce clamorosamente il Sindaco Danti assegnando ai “no” alla fusione oltre il 64 per cento del complessivo 80 per cento degli elettori votanti. Il Sindaco invece di proporre una nuova delibera con cui prende atto della volontà espressa dai suoi cittadini, fa qualche piagnisteo inutile sulla stampa locale, e tira diritto per la strada intrapresa, finché la Regione il 25 gennaio 2016, promulga la legge n. 1 che istituisce “il Comune di Abetone-Cutigliano, per fusione dei Comuni di Abetone e di Cutigliano”.

La successiva richiesta di abrogazione della legge, chiesta dal gruppo consiliare in Regione della Lega Nord, viene respinta nella seduta del 5 aprile scorso, a maggioranza Pd, nonostante la proposta sia votata anche da tutti gli altri gruppi regionali di minoranza compreso quello di estrema sinistra che chiedono il rispetto dell’esito del referendum.

E, in buona sostanza, ciò che il Comitato costituito il 28 febbraio scorso con Paride Milianti primo firmatario, chiede con forza.

Abbiamo raccolto ad oggi oltre 250 firme di abetonesi che in maniera spontanea e volontaria hanno anche finanziato le nostre iniziative compreso quella legale in atto e che rappresentano ancora una volta la maggioranza degli elettori, se si considera che dai 513 iscritti nelle liste elettorali, vanno detratti una ottantina di residenti che definiremo di comodo, senza offesa per nessuno.

Chiediamo di non essere privati della nostra identità, storica e culturale, quella storia che in ottanta anni di vita ha trasformato l’economia di un piccolo borgo di “confinati” sin dall’epoca del Granduca Leopoldo, a tagliare boschi e a spalare la neve per mantenere aperta la via di comunicazione con il nord, in una delle stazioni turistiche, soprattutto invernali, più famose d’Italia, nonostante l’attuale degrado.

Avremo sicuramente servizi peggiori, a partire da quello idrico con Gaia che aspetta solamente la fusione per mettere mano sull’acquedotto, e raddoppiare i costi (Cutigliano ha dovuto ricorrere a un decreto ingiuntivo per riscuotere e solamente in parte, le utenze incassate dalla Società di gestione), sarà abolita l’unica scuola esistente, quella elementare, e potremmo continuare all’infinito. Diciamo solamente basta, a questo oltraggio alla democrazia.

Comitato “Abetone Vuole Vivere”

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