fusioni, sanità & balle. LE MILLE SORPRESE DELLA MONTAGNA

Stefania Saccardi
Stefania Saccardi

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Il periodo invernale regala nebbie in pianura e cielo terso e temperatura “tosta”, soprattutto in Montagna. Il freddo poi schiarisce le idee o dovrebbe contribuire a chiarirle.

Ma tutto ciò non riguarda i vertici “incurabili” della cosiddetta “area [de]vasta[ta]” della Sanità Toscana (creatura giuridica legalmente inesistente), che cambia i propri attori sul palcoscenico e al posto dell’uomo che parlava ai trattori (Fiat), certo Marroni, fa debuttare la donna che parla alla Cgil, tale Sacca(r)di (balle?): entrambi Assessori alla sanità regionale, entrambi devoti del distruttore della Sanità Toscana, il rosso-Rossi, capo di un manipolo di individui che obbediscono ai poteri forti della politica economica nazionale e sovranazionale; che taglieggiano i servizi tagliandoli e che si fanno beffa della volontà popolare chiamata a esprimersi con l’istituto del referendum, come recentemente accaduto per i Comuni di Cutigliano e Abetone. Ma in questo certi democratici sono maestri…

Sì, questa possiamo chiamarla democrazia, cioè l’appellativo che diamo al popolo quando abbiamo bisogno di esso.

Hanno bisogno di usare questo termine, cioè democrazia, questi cialtroni che campano con i nostri soldi, per poter sfiancare le persone facendole discutere, logorarsi, magari accapigliarsi, al fine di poter (loro) continuare a governare nell’equivoco, assoldando il cliente-politico di turno che faccia la sua bella parte in commedia.

Monarca RossiUn esempio lampante di ciò che andiamo affermando è la “manfrina” che si sta mettendo in atto, soprattutto e principalmente da parte del P[artito] D[isarticolato], in relazione al referendum effettuato nei Comuni di Cutigliano e Abetone sulla loro ipotetica fusione.

La popolazione è andata al voto, si è espressa, ma è come se non lo avesse fatto, perché in Regione già era stato deciso che fusione aveva da essere e fusione sarà. Dunque, il referendum a cosa è servito? Il Consigliere regionale Pd, Baldi, al momento l’unico del suo partito, ha affermato ufficialmente che darà il suo voto favorevole alla fusione (vedi).

Sembra che anche il Sindaco Danti abbia dichiarato che, in caso di “fusione dall’alto”, avendo i suoi concittadini votato a maggioranza contro questa ipotesi, si dimetterà.

Sono due posizioni, per il momento uniche, chiare e conclamate.

In mezzo a queste due posizioni, opinabili, discutibili ma chiare, si pone l’intervento (vedi), apparentemente pilotato, del giovane capogruppo Pd di Piteglio, Comune che nella prossima primavera sarà chiamato al voto referendario sulla fusione con San Marcello. Visto che la Regione considera il voto dei suoi sudditi come “una mancia” non vincolante, siamo curiosi di vedere quanti andranno a farsi prendere per il culo.

Giulio Baldassarri
Giulio Baldassarri

La posizione espressa dal giovane Baldassarri, però, ci fa comprendere che il “partito” della fusione a quattro (San Marcello-Piteglio-Cutigliano-Abetone) ancora non vuole prendere atto che il grande disegno di un Comunone-Dynamone (e i suoi interessi) sta miseramente fallendo: probabilmente Manes, l’uomo del terzo settore del bomba-Renzi, l’uomo che, per continuare la metafora, parlava ai pomodori, ha scoperto che la produzione di tali verdure a Fornaci di Barga è assai più redditizia e che non i carciofi della Montagna Pistoiese, che possono aspettare perché lui non ha fretta e come un buon capital-comunista-catto-ambientalista, attenderà il momento opportuno per sferrare l’attacco finale.

Anche i più dementi riescono a comprendere che una fusione Cutigliano- Abetone, quale che possa essere il risultato del referendum primaverile degli altri due comuni San Marcello-Piteglio, rappresenta la fine del progetto Comunone-Dynamone, nato già acefalo ed evidentemente non corrispondente ai nuovi indirizzi regionali e ai privati interessi.

pomodori al rame - manesHanno tolto, i manutengoli di via Cavour in Firenze, la Sanità che adesso di chiama Piot, i servizi postali che adesso si chiamano “Ecco fatto!”, le strade che adesso si chiamano, secondo il famoso film di Tognazzi, buca con sasso, buca con acqua e via discorrendo, e dovrebbero unire quattro comuni in uno solo?

Gente, com’è possibile che il capo banda rosso-Rossi – che ha come impellente necessità politica, dettata da altri, l’obiettivo di disgregare e togliere – possa anche lontanamente concepire il concetto di unire?

Vadano a chiedere conto di tutto ciò coloro che questa banda pulciosa hanno portato al governo, senza lamentarsi se una Sacca(r)di (balle?) può tranquillamente affermare che 600mila voti dati dal popolo al suo partito sono molti di più delle 55mila firme raccolte per il referendum abrogativo della legge di riforma sanitaria.

Che ci volete fare? Questa è la democrazia. O, come diceva Jacques Maritain, “la tragedia delle democrazie moderne è che non sono ancora riuscite a realizzare la democrazia”.

In compenso ci stanno provando gli Americani, che ne hanno da “vendere” ad “esportare” la democrazia…

[Felice De Matteis]

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