fusioni. SUL FUTURO ASSETTO AMMINISTRATIVO DELLA MONTAGNA PISTOIESE

«Apprendiamo dalla stampa che il Pd, Partito di Governo di Regione Toscana, avrebbe intenzione di modificare i criteri per la fusione dei comuni fin qui radicati in una prassi fortemente consolidata»
Giulio Baldassarri
Giulio Baldassarri

PITEGLIO. A firma del gruppo consiliare di maggioranza, Uniti per Piteglio, ho mandato la lettera in allegato al Presidente del Consiglio Regionale, al Presidente della Prima Commissione ed ai Capigruppo del Consiglio Regionale toscano.

Nel documento esprimiamo la nostra posizione a proposito delle prospettive riguardanti la fusione del Comune di Abetone con il Comune di Cutigliano, da porre in urgente lettura per attivare una riflessione attenta e ponderata da parte dell’ente predisposto, Regione Toscana.

Entriamo nel dibattito, coinvolti sia per la vicinanza territoriale che per le analogie che potrebbero manifestarsi nell’ambito del “nostro” referendum.

Infatti, i prossimi 16 e 17 di aprile, i cittadini di Piteglio e San Marcello Pistoiese andranno ad esprimersi su un quesito simile a quello degli altri due comuni. I nuovi scenari che stanno introducendo il dibattito in proposito, ci preoccupano e rendono vane le nostre certezze in merito alla normativa, così come alla sovranità in materia da parte dei cittadini.

In data 12 gennaio p.v., la prima commissione del Consiglio Regionale Toscano, discuterà e si pronuncerà in merito al referendum consultivo, svoltosi lo scorso 30 novembre, nei comuni di Abetone e Cutigliano. Questa discussione andrà a decidere l’esito del progetto di fusione dei nostri “vicini di casa”, i comuni sopracitati.

Non si è trattato del primo referendum in materia (il diciassettesimo) svoltosi nella nostra Regione. Parliamo di un tema di strettissima attualità che nella montagna pistoiese viene dibattuto ormai da tempo, alla luce delle diverse sensibilità, allo scopo di adeguare il nostro sistema delle istituzioni alla luce delle modificazioni in atto. Dapprima sono state proposte fusioni più ampie e, a nostro giudizio, strategiche per il futuro del nostro territorio, dirette alla creazione di un ente unico per l’intero comprensorio della montagna, un comune entro gli attuali confini di Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello Pistoiese.

Logo Uniti per PiteglioIl nostro consiglio comunale ha avuto modo di esprimersi, anche recentemente, in maniera favorevole rispetto a questa ipotesi. Legittimamente, altri comuni non hanno condiviso questa prospettiva, orientandoci verso un’altra ipotesi: la creazione di due enti. Il primo comprendente i comuni di Abetone e Cutigliano ed un altro, distinto ente, da costituirsi entro i confini di San Marcello Pistoiese e Piteglio. I cittadini di Abetone, nell’esercizio degli strumenti democratici loro concessi, si sono espressi contro la fusione loro proposta con il Comune di Cutigliano.

Apprendiamo dalla stampa che il Pd, Partito di Governo di Regione Toscana, avrebbe intenzione di modificare i criteri per la fusione dei comuni fin qui radicati in una prassi fortemente consolidata. Si legge, dagli orientamenti emersi in sede di Direzione Regionale, della possibilità di procedere con la formazione del nuovo comune prescindendo dal risultato referendario, o meglio, rimettendo di fatto all’espressione del comune di dimensione maggiore la facoltà di decidere.

Si sappia che, in vista del referendum che si celebrerà a Piteglio e San Marcello la prossima primavera, siamo fortemente preoccupati rispetto agli scenari che potrebbero palesarsi, nonostante il nostro parere, radicalmente favorevole, rispetto alle fusioni.

Le nostre preoccupazioni sono destate da alcune questioni che vorremmo porre alla vostra attenzione nella forma di altrettanti quesiti:

  1. Per la prima volta l’espressione democratica diretta, manifestata con chiarezza da una autonomia, non verrà rispettata. Questo andrà ad incidere sulla legislazione in materia?
  2. Negli otto comprensori ove si sono manifestate situazioni analoghe, verranno presi provvedimenti retroattivi?
  3. Nei sei comuni dove i cittadini saranno chiamati alle urne che tipo di atteggiamento sarà mantenuto da parte del Consiglio Regionale?
  4. I cittadini di Piteglio e San Marcello Pistoiese (confinanti con Abetone e Cutigliano) dovranno esprimersi su di un quesito analogo il prossimo aprile. Godendo delle influenze del provvedimento sui comuni vicini, non si teme una scarsa affluenza alle urne se non il manifestarsi di una tendenziale sfiducia ed ostilità nei confronti delle istituzioni, radicata in modo particolare nei comuni di dimensioni minori?

Questi interrogativi ci portano a giudicare negativamente la creazione del Comune di Abetone-Cutigliano con un provvedimento calibrato sulla singola espressione del Comune di Cutigliano. Difatti, nell’alveo di una volontà riformatrice, tale provvedimento non porterebbe ad una discussione complessiva e ad una possibile riforma strutturale dei piccoli comuni italiani, ma andrebbe a congelare la discussione sul singolo caso, andando a modificare la prassi in modo forzoso, senza adeguare la legislazione.

Dal momento che il voto dei cittadini, seppur consultivo, è ancora contemplato dal legislatore, questo deve aver egual rilievo a prescindere dalla dimensione della comunità che è chiamata ad esprimersi. Almeno fino a che un impianto normativo di diversa natura non vada a modificare le “regole del gioco”. Vieppiù, le “regole del gioco” non possono essere modificate “in corsa”. L’assunzione di atteggiamenti maggiormente stringenti da parte di Regione Toscana in materia di fusioni è legittima, ancorché auspicabile, ma l’introduzione di nuovi orientamenti non può prescindere né dalla conclusione dei processi in atto, né da un percorso di condivisione con i territori interessati.

Conseguentemente, se il Consiglio Regionale decidesse di procedere con la fusione dei comuni a noi contigui, l’imbarazzo, per noi, sarebbe tangibile. In queste ore, di fronte alla prospettiva evocata, lo scrivente gruppo ha avviato una riflessione al suo interno sugli eventuali atteggiamenti da tenersi, sia nei confronti dei cittadini durante la campagna referendaria, sia verso Regione Toscana a consuntivo del referendum in caso di diniego alla fusione da parte dei cittadini stessi. E comunque, negli scenari evocati, l’esito del voto sarebbe sicuramente dubbio, tale da compromettere anche la legittimazione dell’amministrazione comunale che stiamo guidando.

Chiediamo dunque una attenta riflessione da parte di tutte le componenti politiche del Consiglio, urgente ed importante per il futuro del nostro assetto istituzionale.

Ringraziando della cortese attenzione invio un saluto cordiale.

Il capogruppo Giulio Baldassarri
per il Gruppo Uniti per Piteglio
maggioranza consiliare del Comune di Piteglio

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2 thoughts on “fusioni. SUL FUTURO ASSETTO AMMINISTRATIVO DELLA MONTAGNA PISTOIESE

  1. in riassunto siete contrari a una decisione che vada contro il risultato scaturito dal referendum, la sposa ha detto no al matrimoni, il comune di Abetone non vuole fondersi con il comune di Cutigliano, eanche perche se ciò avvenissa sparirebbe la democrazia, e visto che vantate di essere un partito DEMOCRATICO dovreste dare le dimissioni e rimettere il mandato, altrimenti vi sareste trasformati in una partito dittatoriale, e voi avete sempre combattuto i dittatori giusto?

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