gavinana. HOSPICE, DUE POSTI LETTO IN MONTAGNA

Il 18 novembre l’attivazione di due posti letto hospice alla Fondazione Turati di Gavinana (PT). In vista del servizio anche un corso di formazione ad hoc per il personale

GAVINANA. Saranno attivati a breve presso la Fondazione Turati di Gavinana due posti letto di hospice per la cura e l’assistenza delle persone della Montagna pistoiese affette da malattie oncologiche e croniche in stadio avanzato.

L’apertura del servizio, prevista per il prossimo 18 novembre, è stata annunciata oggi in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Sabrina Pientini, direttrice dell’unità funzionale di Cure palliative e hospice di Empoli, Prato e Pistoia per l’Ausl Toscana Centro, e Piero Morino, direttore struttura organizzativa complessa di Cure palliative dell’Ausl Toscana Centro, insieme a Nicola Cariglia, presidente della Fondazione Turati. «La Montagna pistoiese ha necessità di cure palliative e questo è solo l’inizio – dice Pientini – di un progetto più ampio che comprenderà anche la formazione per gli infermieri del distretto e i medici di medicina generale.

Non solo: si tratta di formare anche la cittadinanza circa il concetto di cure palliative, anche alla luce della legge 219/2017 e delle disposizioni anticipate di trattamento, il tutto in un’ottica di stretta collaborazione tra l’ospedale e il territorio».

I posti letto di Gavinana vanno ad aggiungersi ai 13 (12 + 1 day hospice) presenti in provincia a Spicchio. Le stanze singole destinate a tale scopo comprendono due letti, uno per il malato e uno a disposizione per i familiari, che così possono restare vicini.

Questo tipo di struttura può accogliere non solo pazienti nella fase finale, ma anche persone che necessitano di un aggiustamento delle terapie o che soffrono per criticità temporanee: «L’hospice è pensato per chi, per scelta o condizioni cliniche, non può essere seguito a casa – spiega Morino – con l’idea, però, di consentire alla persona di restare vicino alla propria abitazione, ricostruendone le caratteristiche in un ambiente protetto».

«Questo servizio è importante perché consentirà a chi vive in montagna di non dover andare in hospice più lontani – nota Cariglia – e adotterà la stessa filosofia presente in Rsa: l’idea è infatti mantenere la vicinanza con la famiglia evitando, come spesso accade, che il malato sia ricoverato impropriamente in ospedale per mancanza di alternative».

L’iniziativa si colloca in un’ottica di una generale riorganizzazione della rete delle cure palliative in zona e di una maggiore attenzione alla rete domiciliare: un progetto più ampio dunque, per il quale al Pistoiese è stato assegnato un medico e che sarà sostenuto da programmi di formazione continua e on the job.

In previsione dell’attivazione, oggi mercoledì 23 ottobre presso il Centro socio-sanitario della Turati di Gavinana si è svolto un apposito corso di formazione per il personale interno, intitolato «Le cure palliative, un diritto del malato.

Aspetti clinico assistenziali nel tempo di fine vita». Insieme a Pientini e Morino sono intervenuti psicologi e operatori già impegnati in hospice. «Tra gli argomenti affrontati, di grande importanza sia per l’Oss che per il medico o l’infermiere, vi sono ad esempio la gestione di sintomi e la sedazione – racconta Pientini – ma anche la distanza esistente tra suicidio assistito ed eutanasia. Un tavola rotonda consente inoltre ai partecipanti lo scambio con figure che lavorano in strutture di questo tipo e costituisce un momento fondamentale della giornata».

[fondazione turati]

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