gavinana. LA “CENERENTOLA” DELLA MONTAGNA

Una volta considerata la reginetta della Montagna, è ora rimasta anche senza scarpe...
Gavinana
Gavinana. È una Cenerentola?

GAVINANA. [m.f.] Un villeggiante di Gavinana ieri, 23 agosto, ha distribuito per il paese lo scritto seguente, mettendo il dito nella piaga nella situazione di abbandono in cui il borgo, una volta considerato la “reginetta della montagna”, versa attualmente.

Lo paragona a Cenerentola, ma qui il Principe Azzurro e la Fata Smemorina non arrivano, forse perché troppo distratti da Facebook, moderno Specchio delle mie brame, a cui chiedere chi è il più bravo del reame (vedi qui e qui):

Conosco il paese da molti anni per averci trascorso piacevoli e indimenticabili vacanze estive in adolescenza e in gioventù; poi ultimamente lo sto frequentando più assiduamente nel tempo libero.

Dimenticati e sepolti gli anni d’oro (fino agli inizi degli anni 80), quando era una località rinomata con attive 5-6 pensioni (ora ridotte a 2), 5-6 bar (di cui solo 2 sopravvissuti).

Il Cinema-Teatro (per anni ridotto a rudere e finalmente demolito), la pista di ballo-pattittaggio ed il rifugio Pratorsi (entrambi abbandonati al degrado), che richiamavano numerose frequentazioni anche da fuori, lo sventurato villeggiante-turista trova un paese decadente, abbandonato a se stesso, privo di attrattive, senza strutture e iniziative adeguate (non ha neppure un’edicola), adatto solo a un soggiorno di anziani autosufficienti, tanto da dubitare di essere un ospite scomodo.

Demolizione del Teatro di Gavinana- FB
Demolizione del Teatro di Gavinana

Per non parlare di coloro che hanno avuto la malaugurata idea, per affettività o sperata convenienza, di acquistare casa: ora si trovano tartassati dai costi (manutenzioni, utenze maggiorate, Imu, ecc.) per beneficiare solo un po’ di “aria buona” (con parsimonia e in maniera sommessa, altrimenti dall’avidità comunale potrebbe scaturire un nuovo balzello).

Una volta c’era anche l’acqua buona, ma ora lo è solo per Gaia, che l’ha fatta diventare più salata di quella di città, con tariffe esose applicate arbitrariamente e in maniera retroattiva, sempre a scapito degli utenti, ma con il placet delle amministrazioni locali.

A proposito di amministrazioni locali, il Comune di San Marcello non è stato in grado di completare, la rete del metano, sbandierata come importante opera di pubblica utilità protrattasi per oltre un decennio, ma attuata solo a macchia di leopardo, privilegiando zone periferiche, con costi di allacciamento imprevedibili e sensibilmente variabili caso per caso.

A nulla sono servite petizioni, raccolte di firme e riunioni; anziché “darci una mano” secondo lo slogan, l’autorevole interpretazione comunale è stata più prosaica: meta-no! Infatti, oltre la metà del paese è rimasta esclusa da ogni possibilità di usufruire di tale servizio.

Nell’ultima riunione di alcuni anni fa il sindaco (volutamente in carattere minuscolo) azzardò la proposta che il completamento della rete sarebbe stato a esclusivo e totale carico degli abitanti, da suddividersi solo tra i pochi che avessero eseguito contestualmente l’allacciamento, accentuando ancor di più il trattamento disomogeneo e discriminante, rispetto a coloro che invece si sono trovati la colonnina gratis alla porta di casa.

Il Parco delle Stelle
Il Parco delle Stelle

È evidente che, a differenza di quanto realizzato nelle altre località dello stesso comune (sempre minuscolo), buona parte degli abitanti di Gavinana (residenti e non) risultano ingiustamente penalizzati.

Del resto, cosa vuoi sperare da un’amministrazione comunale (immancabilmente minuscola) che subisce il “tanto peggio, tanto meglio” e che in tutti questi anni non è riuscita a trovare valide soluzioni per migliorare le strade e la viabilità del centro storico riducendone la pericolosità, non stata capace di eliminare la sosta selvaggia dalla piazza principale e neppure di segnalare adeguatamente i pochi parcheggi esistenti, ma dedica risorse e tollera la realizzazione di una serie di “spaventapasseri” di dubbio gusto, che deturpano il paesaggio di Pian dei Termini?

Un esempio della latitanza del comune: nei due giorni di Manifestazioni Ferrcciane, nel paese non si è visto neppure un vigile urbano, pardon un signor poliziotto municipale.

In conclusione, questa Cenerentola è rimasta senza scarpe, il Principe Azzurro si è reso irreperibile e la bacchetta magica della Fata Smemorina ha creato solo nuovi oneri (Gaia, Tari, Imu ecc.); così è invecchia zitella, piena di acciacchi e delusa, proprio come lo sono io… e purtroppo questa non è una favola.

Un fedele villeggiante

Scarica: La Cenerentola del Comune di San Marcello

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