gente d’appennino. LA MONTAGNA SI RIBELLA: BENVENUTI, CALCI IN CULO!

Per oltre sessant’anni la politica di sinistra ha dissanguato e smunto tutto quello che era possibile: ora il deriso “populismo” viene avanti a grandi passi perché i cittadini sono stufi di essere presi in giro
La politica all’ospedale Pacini: l’assessore Marroni, Abati & C. Ammazzarono l’ospedale, ma la velineria di azienda disse che lo stavano potenziando!

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Allora, per chi non lo sapesse, il Comune “fuso” di Abetone-Cutigliano, fino all’odierna gestione Petrucci, era un paradiso in terra.

Chi lo governava? Naturalmente i cattocomunisti, che gestivano egregiamente il territorio e favorivano il commercio, il turismo, la pulizia delle strade strade, l’apertura garantita delle banche e delle poste: insomma, essendo più che comunisti, “catto”, era un Paradiso in terra.

Era talmente paradisiaco, il territorio, che i cittadini hanno scelto bene di cambiare con un più modesto Purgatorio (politico) e male gliene incolse. Improvvisamente le banche chiusero, le strade franarono, la sporcizia regnò sovrana e i ragli degli asini provarono ad arrivare al cielo.

Oh perbacco! Anche l’asfalto, i conti correnti e i Bim, il fu Ospedale assieme alla Comunità Montana hanno deciso di ribellarsi ai novelli barbari che stanno disgregando le buone opere dei predecessori con la Croce e la falce e martello?

Sic transit gloria mundi.

Possiamo solo fare della facile ironia sulla “eutanasia” di un territorio che più correttamente possiamo chiamare Montagna Pistoiese, perché altro non ci è concesso fare.

Vorremmo solo domandare, ai “soloni” del dissenso a prescindere, se si ricordano chi sono stati i padroni del vapore negli ultimi sessanta anni.

Dc+Pci e appendici varie non possono adesso, solo perché hanno cambiato sigle, rivendicare verginità che hanno perso ancora prima di nascere.

Perché, piaccia o no, si nasce già figli di bonne femme, con buona pace della Boldrini e di Vladimiro (Luxuria).

I conti che adesso la Montagna sta pagando, specialmente dal 1990 in poi, sono il frutto delle loro scellerate politiche del “giorno dopo giorno” senza prospettive e progetti che si sarebbero dovuti porre in essere e mai lo sono stati.

Lo sgombero del Pacini dopo il ‘potenziamento’

Sono stati criminosamente fusi quattro comuni, con le loro storie, in due, sbandierando benefici e migliorie che non vediamo; quando parliamo di servizi al territorio i due comuni che erano quattro contano – a livello di voti – come una frazione di Pistoia che pure è un “paesotto” che in sinergia con la Piana può produrre elettoralmente un paio di deputati. Una miserabile guerra fra poveri che continua a produrre miseria, instabilità e frustrazione per il futuro.

Disillusa dalla politica, miserabile negli obiettivi personali, la popolazione si sta svegliando; lo chiamano populismo, i fessacchiotti con tessera, senza comprendere che questo fiume carsico non è più controllabile neppure nelle vergognose tubazioni che stanno seccando i nostri torrenti per produrre energia a vantaggio economico di pochi ed a detrimento dei più…

Cominciarono in pochi, derisi e svillaneggiati, a scassare la minchia denunciando le ruberie in Comunità Montana che hanno ben altri colpevoli che non il fessacchiotto di turno sul quale la magistratura “libera e indipendente” ha messo il solo occhio di Polifemo trovando un colpevole di nome Odisseo, che si faceva chiamare Nessuno, e salvando il culo ai politici che lì hanno svernato per decine di anni, per continuare, poi, a denunciare lo smantellamento dell’Ospedale Pacini, che la velineria dell’Asl chiamava “potenziamento” anche quando i camion portavano via le apparecchiature, zitti zitti e quatti quatti, nel generale silenzio.

Nonostante questo sconquasso, magari non voluto ma certamente figlio di assoluta incapacità politica, presunzione e, in molti casi, personale furbizia per personali benefici, avvertiamo segnali di rifiuto ad arrendersi e a delegare “sine iudicio” il proprio futuro ai furbetti del quartierino che la vecchia politica è in grado di offrire.

Segnali semplici ma al contempo potenti, lanciati da giovani che aprono attività e rischiando in proprio, “offrono” un’ipotesi di Montagna migliore, più appetibile più “vera”: a partire dal recupero di certi locali che hanno fatto la storia della Montagna e che affermano che si ha diritto a vivere dove si vuole e che si ha la giusta pretesa di volere il dovuto che è dovuto: strade, sanità, produzione, commercio, cioè vita.

E se per ottenere il tutto bisogna dare calci nel culo a chi ancora vorrebbe insegnare a vivere, ma è già nato morto.

Benvenuti, calci!

Felice De Matteis
Diritto di critica


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