GERI-PACI TÊTE À TÊTE: «SOLO SFARZOSO MECENATISMO AUTOREFERENZIALE E SPRECONE»

Per via degli Armeni (nemmeno 1 ettaro) la Fondazione Caripit ha speso di più del ‘Parco de la Tête d’Or’ di Lione (117 ettari e 8mila piante). Vogliamo parlare anche della cementificazione della zona della Vergine?
Ivano Paci
Ivano Paci

PISTOIA. Rispondo pubblicamente al signor Ivano Paci, che dalle colonne de Il Tirreno aveva accusato il sottoscritto di nutrire pregiudizi verso la Fondazione Cassa di Risparmio.

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Fabrizio Geri

Nei mesi scorsi ebbi a criticare fortemente la spesa di 700mila euro, sostenuta dalla Fondazione, per la presunta riqualificazione del giardino dell’asilo Villa Capecchi in via degli Armeni. Faccio notare al signor Paci che una cifra simile è paragonabile solo alle spese ordinarie e straordinarie del parco de la Tête d’Or di Lione, il più grande parco urbano d’Europa. Mentre il giardino di via degli Armeni è decisamente più piccolo di un ettaro; là, sulle rive del Rodano, si estende per 117 ettari uno spazio verde con più di 8mila alberi, un lago su cui andare in barca, un giardino botanico e uno delle rose.

Ben venga quindi la possibilità di aprire ai pistoiesi il giardino dell’asilo: ma, visto il buono stato della vegetazione, del suolo e le ridotte dimensioni, bastava tranquillamente inserire due scivoli, panchine, tavolini, qualche altalena e una fontana.

Invece la Fondazione si è permessa serenamente di assecondare il proprio mecenatismo andando sostanzialmente a finanziare delle belle statuine a firma di nomi roboanti nel panorama dell’arte contemporanea, magari per potersi poi autocelebrare a dispetto di tante altre opere che avrebbero più realisticamente giovato alla città.

Rispetto poi all’arte contemporanea, ci sarebbe inoltre da denunciare un fatto che fino ad ora si è fatto passare sotto silenzio. Una decina d’anni fa era in progetto l’allestimento di un polo unico cittadino della modernità, che ospitasse tutte le opere pistoiesi moderne e contemporanee e che fosse così attrattivo e di altissimo livello.

Invece ha prevalso la logica dell’autoreferenzialità e dell’orticello, col risultato che collezioni e opere si trovano oggi divise in tanti spazi espositivi (palazzo Fabroni, Fondazione, privati etc.) che da soli non dicono niente e sono del tutto inutili a qualificare l’offerta culturale e a creare un brand di forte richiamo.

Chi ci ha perso è Pistoia e mentre altrove le Fondazioni si muovono per fare sinergia coi vari enti e attivare, con mentalità anche imprenditoriale, iniziative con ritorni d’immagine ed economici, da noi, sul settore della cultura, permane il più totale immobilismo e si continua a vedere tante risorse fumate in episodi fine a se stessi e avulsi da un contesto di utilità sociale e collettiva: padiglione di emodialisi – una vera cattedrale nel deserto –, fontana di Buren, aula liturgica di Valdibrana…

Per non parlare dei 10 milioni di titoli Fresh-spazzatura del Monte dei Paschi o della vergognosa cementificazione dell’ex polmone verde presso la Vergine, regalato da Martino Bianchi ai pistoiesi perché vi potessero godere la natura e dove tanti anni fa si svolgeva la festa dell’amicizia, che già da un pezzo sta ospitando delle abominevoli palazzine di edilizia sociale, realizzate manco a dirlo proprio dalla Fondazione, che si professa così sensibile all’ambiente e ai parchi.

Ma in tutti questi passaggi dove sono stati i cosiddetti intellettuali, l’intellighenzia locale che alla minima occasione sfoggia erudizione in gran pompa? Perché non hanno fiatato minimamente per arginare una deriva tutt’altro che virtuosa degli investimenti in cultura, rivelatisi assai improduttivi alla luce delle attuali sofferenza del settore? Ha forse ragione Noam Chomsky quando dice che gli intellettuali servono il potere e proprio per questo vengono rispettati?

Non ho pregiudizi verso nessuno, ho semplicemente argomentato le mie critiche con valutazioni oggettive e di merito: si apra un serio dibattito nell’interesse di tutti e non si abbia paura a rispondere.

[*] – Cittadino del mondo

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2 thoughts on “GERI-PACI TÊTE À TÊTE: «SOLO SFARZOSO MECENATISMO AUTOREFERENZIALE E SPRECONE»

  1. Per concordare con le parole di Geri sulla gestione della fondazione capitanata dall’intramontabile Paci, non importa essere cittadini del mondo, basta essere dei sinceri cittadini di Pistoia! Lopppa

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