GERI SFIDA I PD A UN CONFRONTO: «ACCETTATELO, SE SIETE IN BUONA FEDE». 1/2

Denis e voltagabbanaPISTOIA. [l.c.] Contattiamo l’ex consigliere Fabrizio Geri per qualche opinione in merito al “teatrino dell’ipocrisia”, il dibattito sulla sanità organizzato dal Pd alle Fornaci con l’assessore Saccardi la scorsa settimana. Estrapoliamo alcuni passaggi della lunga conversazione.

«No, ero fuori Pistoia, non ho fatto in tempo a illustrare alla Saccardi le forti difficoltà che vivono operatori e utenti toscani colpiti da misure partorite non da medici e addetti, ma dai cialtroni della politica. So però che Valerio Bobini del Crest gliele ha cantate (vedi video), anche se loro, i Pd, incassano e se ne fregano: tanto i tonni continuano a votarli!

«Io la Saccardi non la prenderei nemmeno in Comunità Montana a piantere recinzioni, che è una cosa importante e fondamentale, non fraintendiamo, loro l’hanno messa assessore e forse già proiettata a governatrice. Di sanità ne parlo spesso, il mantra è che vi girano un sacco di soldi e quindi è piena di sprechi: perciò bisogna tagliare. Peccato che non si tagli la struttura amministrativa e i super burocrati che negli anni sono aumentati, insieme a prebende e benefit ingiustificati. Infatti sobrietà e tagli andrebbero applicati prima alla spesa inutile e improduttiva, in generale e in ogni settore.

air-force-renzi«Penso, spostandomi altrove, al nuovo aereo presidenziale di rappresentanza, acquistato dalla Vanni Marchi di Rignano: qui i piddini non si indignano, spiegano che anche il prestigio è importante. Io rimango dell’opinione che la credibilità la fanno i contenuti, i politici seri, non i voltagabbana comprati in qualche modo per sostenere il Governo, gli Azzollini, qullo che “pisciava in bocca alle suore” e salvato dal Pd, i De Luca etc. In Italia non arrivano gli investimenti proprio perché andiamo avanti a nominati, collusi, appalti truccati e un’illegalità di fondo accettata da tutti che spesso sconfina nella criminalità. Guarda a Roma: la stampa nazionale dedica paginate quotidiane a Marino per delle cazzate, ma nessuno si stupisce che quartieri interi sono controllati dai Casamonica. Il prefetto e il questore di Roma cosa ci stanno a fare?

Fabrizio Geri
Fabrizio Geri

«La capitale ha quartieri che sono terra di nessuno, la sicurezza non esiste, estorsione, spaccio e raket la regola; interi uffici pubblici che hanno firmato appalti e affidamenti fuori norma e qualcuno pensa che l’aeroplano presidenziale possa risollevare la credibilità del paese?

«In ogni caso i Pd non mi hanno mai risposto, né su sanità né su altro. Allora li sfido pubblicamente ad un confronto pubblico, dove e quando vogliono loro, con chiunque di loro. A Santomato dissero, rivolti a me, che “è venuto a rompere le palle”, ma se davvero si definiscono democratici escano allo scoperto, hanno forse paura di un dibattito con Fabrizio Geri? Ai vecchi tempi ero invitato a Tvl a parlare con Luigi di animali e caccia; sentano Alberto (Vivarelli – n.d.r.) se mette in piedi un bel Canto al Balì: carta bianca, accetto tutti i temi, sanità, ecologia, lavoro, 80 € …. Pur senza l’appoggio di arciconfraternite, Arci, associazioni (cosiddette) di categoria, carrozzoni e bussolotti vari, sono solo orgoglioso di stare nei Verdi e sostenere idee e scelte di governo moderne, progressiste, la cui assoluta opportunità, ahimè solo a posteriori, è stata comprovata dai fatti.

Sotto la Galleria Nazionale
I soliti discorsi a vuoto e supercazzole… ?

«Ci bollavano come Cassandre ma avevamo sempre ragione, dai cambiamenti climatici e rischio idrogeologico alla politica delle opere utili e di manutenzione, innovazione, smart city, industria del riciclo e trasporti. Come forza politica siamo stati spazzati via perché qualcuno potesse “avere le mani libere” e gli abbiamo così aperto un’autostrada. Mi piace usare una metafora calcistica, che una volta condivisi con Marco Vettori, quando a margine del Consiglio Comunale ci scambiavamo reciprocamente perplessità, emozioni e visioni generali sulla politica e sulla società. Alcuni giocatori giocano perché comunque tesserati e ben pagati. Non toccano la palla, quasi fuori dal gioco: quando però la squadra perde sono responsabili. Ecco, io rispetto alla possibilità di stare all’interno di un gruppo, di una coalizione dove magari o non tocco palla o mi carico di scelte sbagliate non condivise preferisco “stare alla rete e urlare arbitro becco”.

«Ti racconto una curiosità, ogni tanto su facebook, dove i renzini proliferano come gramigna, ho avuto scambi di battute con alcuni di loro, dicendomi disposto a parlare anche telefonicamente: sono abituato ad essere umile e se mi convincono della bontà delle loro ragioni posso pure cambiare tranquillamente idea. Macché: alcuni mi hanno lasciato il numero ma poi non mi hanno nemmeno risposto…

[continua domani]

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