gesù vs salvini. ANCHE DON PAOLO HA SCOPERTO I SOCIAL?

In attesa di conoscere l’esito del “decreto sicurezza bis” previsto per questa sera, prendiamo atto della mutazione subìta da don Tofani che sembra finalmente essersi aperto ai social, da sempre detestati nelle sue omelie
Don Paolo Tofani lancia i social direttamente dall’altare

SANTOMATO. Il “D.l. Sicurezza bis” è in via di discussione e, probabilmente, questa sera verrà approvato, ma la comunità progressista che sostiene le attività delle navi spoletta delle o.n.g. che permettono a spregiudicati criminali di lucrare in modo drammatico sui migranti, non si è persa d’animo.

Infatti, grazie alle attività di propaganda di “Libera” di Don Luigi Ciotti, ha promosso una campagna di sensibilizzazione per la bocciatura del detestato “D.l.”.

Una campagna che trova la sua giustificazione grazie ai social network e dunque a Facebook, il primo di questi strumenti, da molti detestati e da altri adorati.

Che Facebook sia un luogo da non frequentare lo diciamo da tempo, ma don Luigi Ciotti non poteva che fare uso di strumenti telematici così potenti e diffusi, per raggiungere la più ampia platea di cittadini da informare delle sue iniziative di opposizione alla politica del governo e nel più breve tempo possibile.

Questa mamma, così buona, brava e progressista, lo sa che deve “proteggere” il volto del figlio minore oscurandolo?

Anche don Paolo Tofani, sembra essere – mutatis mutandis – finalmente salpato nel “mare aperto” dei social network: nel 2013, quando tramite il nostro proto-quotidiano Quarrata/news, avevamo aperto l’inchiesta sulla Misericordia di Agliana (della quale lui era, ma solo di nome, il correttore morale e membro, sempre assente, del Cd) formulando delle domande aperte a lui, Artioli e al Consiglio di Magistrato: allora non voleva affatto che i fedeli consultassero i “social”.

Ci pronunciò un’apposita omelia – nel successsivo ottobre – richiamando appunto, e per ben quattro volte, il fatto oggettivo che la Madonna, non aveva il blog: per cui i parrocchiani non dovevano consultare le pagine che avevano scoperchiato un buco di mezzo milione dei misericordiosi di Artioli.

Oggi mobilitazione social,promossa da don Tofani e da Libera di don Ciotti

Ma non è stato questo l’unico evento: don Paolo (e chi scrive lo sa bene, perché quale parrocchiano partecipa alle sue celebrazioni ogni domenica) frequentemente lancia i suoi strali contro Facebook e il resto del mondo dei social: e come dargli torto, vista l’alta frequenza di scemi che vi sparlano e vaneggiano?

Oggi, però, sembra essersi risvegliato con l’idea e la consapevolezza che, oltre alla SS Trinità, è cosa buona e giusta usare anche la “rete” (non quella gettata nel lago  per la pesca miracolosa, ma quella informatica) come ha insegnato lo stesso Francesco vescovo di Roma.

Don Luigi Ciotti è a favore delle ong che aiutano i “mercanti di uomini”?

Il comunicato di ieri, 4 agosto, precisa che: «Alla chiesa di Santomato don Paolo Tofani ha mostrato il cartello direttamente dall’altare al termine della celebrazione eucaristica e la foto è stata pubblicata sul gruppo facebook di Libera Pistoia».

La conversione di don Tofani sulla via di Santomato è certamente “cosa buona e giusta”; anzi diciamo pure miracolosa, trattandosi di una conversione del già correttore morale (dimessosi all’indomani dell’inchiesta Misericordia-Mangoni) alla comunicazione diffusa, libera e incondizionata e perciò consapevole e autonoma, non controllata dal consiglio parrocchiale e nemmeno dal consiglio “Pdfc”.

Così il libero cittadino (se gli piace “Libera”, non potrà che essere libero, non siete d’accordo?) potrà attingere delle notizie – certamente uncorrect – ma anche vere e genuine, non convenzionali, ovvero controcorrente, anche dal nostro quotidiano Linea Libera (che fa anche rima con la “Libera” di don Ciotti).

Benvenuto, don Paolo, nello spirito di libera critica e informazione sancito dall’articolo 21 della Costituzione e anche dalla collega Gabanelli. Ti aspettavamo, sapendo che non avresti potuto sottrarti a un altro “mistero della fede”, questa volta profana, ma che sempre fede è.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealinea.info]


LA MADONNA NON AVEVA UN BLOG 

La Madonna non aveva un blog

«Lascio al fu-compagno di scuola Paolo Tofani – oggi lontano migliaia di anni luce – tutta la libertà possibile e immaginabile e qualsiasi forma o modo di ragionare, pensare ed agire», ma…

 

AGLIANA. In questi giorni fervet opus, ci si dà un sacco da fare. Il mondo è in subbuglio perché don Ciotti, con la sua Libera (per modo di dire), ha lanciato la campagna anti-Salvini-bis.

Lo fa con tutti i diritti del semplice cittadino qualsiasi e l’istessa cosa (Totò) fa il proposto di Agliana che, nel suo buen retiro di Santomato (par di vedere un angolo di Bolivia nel Mont-Ana), dall’altare ripresenta e reclamizza lo spot donciott[ol]iano.

Ho scritto volutamente donciott[ol]iano perché volevo richiamare alla memoria un altro proposto storico, quello di Quarrata, don Aldo Ciottoli, parente dell’assessore Maurizio Ciottoli di Agliana, e parroco comune sia per me che per don Paolo Tofani: gli facevamo da chierichetti servendogli la messa e gli uffizi negli anni 50-60, quando avevamo come giovane cappellano don Enzo Benesperi, ora attempato parroco di Stazione.

A quell’epoca era normale che la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana facesse propaganda politica per la Democrazia Cristiana dei giganti disprezzati della Prima Repubblica – De Gasperi, Fanfani, Andreotti, quel Montini che sarebbe stato Paolo VI e altri –, ma la norma aveva pur sempre, come nelle caserme dei carabinieri, un «limite invalicabile»: la propaganda, a specchio con quella delle allora Case del Popolo, andava in onda la domenica pomeriggio e rigorosamente dopo il Vespro, cioè fuori (per così dire) dell’orario d’ufficio del prete.

La lettera di don Tofani

Oggi, evidentemente, i limiti invalicabili non ci sono più e gli spot politico-elettorali vanno in onda – come sui canali tv – anche in mezzo alle trasmissioni serie, ammesso che la messa sia ancora una trasmissione seria, visto che, con questi stacchetti, pare proprio che essa sia meno importante dei “consigli per gli acquisti”.

Non sono un fervente lefevriano tradizionalista, e delle sorti della chiesa non ho particolari interesse e cura: lascio, a chi crede in questo dio, la libertà di credere e anche quel residuo di “libero arbitrio” che si incarna nella possibilità di decidere non la nostra vita, ma quelli che, in filosofia, si chiamano gli “accidenti”, cioè i particolari più o meno inutili come quello di tenere acceso o spento il telefonino in chiesa durante una messa, un matrimonio o un funerale. O lo scegliersi una cravatta da vomito come Carlo Calenda e Antonio Caprarica.

Lascio al fu-compagno di scuola Paolo Tofani – oggi lontano migliaia di anni luce – tutta la libertà possibile e immaginabile e qualsiasi forma o modo di ragionare, pensare ed agire. Vorrei però, dal prete don Tofani, un pizzico di coerenza che non riesco a vedere:

Quarrata, 1953. Prima elementare

a – era correttore morale della Misericordia di Artioli & C., ma dichiarò per iscritto (come Martin Lutero) che non credeva nella funzione di correzione (non diversamente dai suoi colleghi di Capo Rizzuto, che non corressero la voglia di quella Misericordia di rubare 30-40 milioni di €)
b – era critico nei confronti del propagandismo politico all’ombra del campanile, ma, seguendo la via donciott[ol]iana, più che in canonica ha trasmesso spot ad hoc proprio durante la messa, cosa mai vista con don Aldo, nostro parroco quarratino a cui facevamo da chierichetti

Don Aldo Ciottoli, proposto di Quarrata

c – invita a non essere disumani, ma, in prima persona, non ha saputo essere cristiano nel senso totale della parola da quando cancellò dalle letture del Vangelo quell’essere irritante (perché obiettivamente lo è) di Alessandro Romiti, che non poche volte sono costretto a richiamare all’ordine; ma che è, pur sempre, nella sua piccolezza autistico-manichea, un credente, un praticante e un membro della parrocchia di Agliana: il quale Romiti, pur se peccatore, non sarebbe certo stato emarginato da Cristo, accusato più volte di frequentare i peccatori e le prostitute
d – segue ed esalta un don Ciotti che, con tutte le sue Libere, non ha mai voluto sapere della storia della Misericordia di Agliana o di quella di Oste, se non ricordo male.

Allora, don Paolo: se sei davvero convinto di non sbagliare mai, tieni pure le penne ritte mostrando tutte le tue verità indiscutibili e così sia.

Ma non pensi proprio mai, con i tuoi 72 anni suonati come i miei, di dover decidere che cosa fare da grande?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera. info]
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