GIORGIO TESI, COME LA BENEDIZIONE DEL CAVALLO: «VA’… E TORNA VINCITRICE!»

Tesi Group [foto Elisa Maestripieri]
Tesi Group [foto Elisa Maestripieri]
PISTOIA. Ho voluto aspettare qualche ora prima di scrivere di basket per smaltire la sbornia da trentello contro Pesaro. Fu vera gloria? A Varese, si potrebbe dire, l’ardua sentenza!

Ripensando all’ultima sfida interna, infatti, è difficile riuscire a capire dove si fermino i demeriti di una squadra ospite oggettivamente imbarazzante e dove invece inizino i meriti della banda Moretti. Sono sincero, a me Pesaro ha fatto davvero tenerezza: saranno pure venuti a Pistoia in emergenza, per carità, ma davvero non ci si capacita su come sia stato possibile, per questa autentica armata brancaleone, riuscire a collezionare tre vittorie in stagione.

Dal canto suo Pistoia ha dato comunque qualche buona indicazione. La prima è quella rappresentata da Valerio Amoroso. I soprannomi per l’ex giocatore di Torino già si sprecano, l’accostamento forse più riuscito è quello che lo paragona al mitico Matteo Lanza. Carattere, voglia di giocare e di diventare subito un idolo di curva, Valerione si è sicuramente presentato bene. Anche per lui la trasferta di Varese rappresenta il test vero per far capire quanto può essere utile alla causa: non sarà banale fare a sportellate con Ed Daniel, certamente sarà più complicato della battaglia senza storia contro i lunghi abulici di Pesaro. ù

Quanto mi piaci, però, Valerione! Se è vero, infatti, che il nuovo americano arriverà appena rescisso il contratto con Johnson, se fosse confermato che, contrariamente all’ipotesi originaria, Amoroso è stato preso non al posto di Magro, ma piuttosto per infoltire il reparto lunghi, vorrà dire che avevamo ragione noi, cioè tutti quelli che fin da settembre hanno raccontato di un gioco troppo sbilanciato sul perimetro e di una squadra a cui mancava qualcosa. Ci fu detto che non eravamo alieni, oggi invece scopriamo che siamo stati, come dire, sperimentali? Avveniristici? Forse, banalmente, incomprensibili?

Valerio Amoroso [foto Elisa Maestripieri]
Valerio Amoroso [foto Elisa Maestripieri]
Ma andiamo oltre. La seconda bella indicazione è l’atteggiamento di squadra. Al netto della pochezza di Pesaro, infatti, dice bene chi ha scritto che, allontanato il frutto marcio, anche gli altri frutti sembrano rifiorire. Clamorosa la cazzimma di Magro che, responsabilizzato dai noti eventi, ha tirato fuori minuti di qualità oggettivamente insospettabili fino alla scorsa partita. Ottimo CJ, molto buono anche l’apporto del Cincia, finalmente.

L’unica nota stonata in una giornata altrimenti perfetta è stata la scelta di Moretti di voler concedere, in una partita senza storia dopo appena dieci minuti di gioco, solo garbage time ai ragazzi dell’Accademy. Ha giocato minuti di qualità solo Davide Moretti, infatti, che quando si è trovato accoppiato col giovane Basile è riuscito anche a segnare il primo canestro della sua promettente carriera, mentre Severini, Mastellari e gli altri hanno goduto dell’applauso del pubblico solo gli ultimi secondi di partita.

Lecito domandarsi se sia effettiva la volontà di far maturare giovani talenti se poi questi non entrano in rotazione effettiva nemmeno in una partita come quella contro Pesaro, sarà un piacere essere confortati nella risposta fin dalla prossima partita.

Adesso, dunque, tutti a Varese. Un campo difficile, un avversario non imbattibile. Nessuno scandalo se non riusciremo a portarla a casa, la vera curiosità sarà nel verificare i progressi di un gruppo che, lo ricordiamo, deve ancora essere completato con un americano, Johnson permettendo.

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