giornalisti e verità. L’UFFICIO DELLE ENTRATE, IL PARTITO DEMOCRATICO E LA TRASPARENZA

«Alla maggior parte di noi è capitato di ricevere una busta verde dall’Agenzia…»
Perché non parli, disse Michelangelo al suo Mosè?

I FILOSOFI antichi – per la verità molto diversi da quelli moderni del Pd – insegnavano la saggezza e la vita per paradossi, cioè con esempi stridenti e in termini, ma solo apparenti, di netto contrasto.

Cosa c’entrano, fra loro, l’Ufficio delle Entrate, il Partito Democratico e la trasparenza? Sembra una stramberia degna di esseri mentecatti e cialtroni come noi giornalisti, eppure seguiteci e forse capirete.

Alla maggior parte di noi è capitato di ricevere una busta verde dall’Agenzia delle Entrate, una di quelle buste che fanno fermare il cuore, che raggèlano il sangue e ti mandano all’altro mondo.

Siamo sotto tiro e sotto accusa: non abbiamo pagato qualcosa oppure dobbiamo pagare qualcosa sotto pena di…, sotto la minaccia di perdere perfino il bene più grande che abbiamo, la nostra casa, il nostro rifugio.

Fra tensioni e pensieri d’ogni genere, raccogliamo l’ultimo rimasuglio delle nostre forze e cominciamo a svuotare cassetti, aprire armadi, frugare in borse e cartelle e,  finalmente, ecco una ricevuta. Ci precipitiamo allo sportello, prendiamo un numero e facciamo (magari) anche una fila di ore e poi…

E poi esibiamo, raggianti, la nostra «prova di innocenza», un pezzetto di carta che ci libera da tutto e che, accettato dall’ufficio, svolge la funzione della Calciparina per chi è sotto infarto: il sangue riprinìpia a circolare; sulle gote, prima pallide, “torna a fiorir la rosa che pur dianzi languìa” (dice il poeta). E la vita riprende e torna ad essere quasi gradevole.

È bastato un gesto di trasparenza (ti fo vedere che ho pagato) e tutto è tornato a posto.

Ecco. Ora facciamo un salto indietro di qualche giorno e torniamo sulle incasinatissime vicende dei Comuni di Agliana e di Montale: i «cinque della foglia di fico» di Agliana, pur chiamati a esibire i loro pezzettini di carta facenti fede delle loro mosse e dei loro comportamenti, non hanno risposto e non risponderanno mai.

Potevano esporre il lenzuolo con il sangue della rottura dell’imene alla finestra, come si faceva una volta nel Sud-Italia, e così uscire a testa alta per strada, certi e orgogliosi della loro verginità. Ma ad Agliana gli unici pezzettini di carta che si conoscono, sono quei due straccetti scarabocchiati che un avvocato scarabocchioso (petaloso?) consigliò al Comune di portare dinanzi al Tar della Toscana per salvare il concorso dell’ex-comandante Andrea Alessandro Nesti, l’ottimo tanto caro a Rino [nau]Fragai.

Paese che vai, usanze che trovi

La stessa cosa è avvenuta con don Ferdinando di Montale, con la dottoressa Paola Nanni e con la Trinità Montalese: chiamati in causa per una nostra notizia proveniente da fonte riservata, sono caduti dalle nuvole e hanno dato spiegazioni ad altri e non a noi; mentre logica e trasparenza – ecco il terzo elemento – avrebbero chiesto che il tutto fosse risolto con un gesto di una semplicità estrema. Non sarebbe forse bastato, senza farla troppo lunga, pubblicare, proprio per trasparenza (che tra l’altro è un obbligo di legge), tutti gli atti di ripartizione dei fondi per la protezione civile, spiegando anche i criteri di assegnazione? Ma no: si vede che per i Pd è troppo difficile ragionare in termini aritmetici di chiarezza e di logica.

Questa è la democrazia di tanti democratici sempre tirati a lustro, petto in fuori, pancia in dentro e testa alta per combattere il pericolo del ritorno nazi-fascista. Tutto vero, a tutto concedere. Ma cosa deve pensare la gente, quella comune, quella che viene presa per il culo ogni giorno, dinanzi a muri impenetrabili nei confronti dei quali la Muraglia Cinese è un debolissimo velo di cipolla?

E che democrazia è questa manfrina del taciuto? Perché l’Ufficio delle Entrate (il popolo) dovrebbe credere alla sola parola di politici che non tirano mai fuori nemmeno uno straccetto di prova a testimonianza che qualunque cosa abbiano fatto, l’hanno fatta come Dio (e soprattutto la legge) vuole?

In un recente processo a Pistoia, un’azione promossa contro Aldo Morelli, Pd, che aveva insolentito un cittadino – ci sembra di ricordare che gli avesse dato del fascista, tanto per cambiare – e gli aveva perfino messo le mani addosso strappandogli la maglietta, il Pubblico Ministero ebbe a dire, sostanzialmente, questo: «Voi del Pd avete una strana concezione della democrazia: se a chi non la pensa come voi, gli mettete le mani addosso e lo riempire di epiteti offensivi, c’è un problema, o mi sbaglio?». Verità, si ripete, sostanziale: il che non significa esatte parole, ma solo il senso complessivo del discorso. Che non è poco.

A questo punto il trinomio Entrate-Pd-Trasparenza, è illogico o è logicissimo e perfettamente efficace per riuscire a fotografare una realtà (miserrima) del nostro sciagurato paese?

Continuate pure a votare chi non vi risponde, chi non apre mai le porte di casa (la casa pubblica, il Comune), chi non vive a porte aperte, come dice il filosofo ma non del Pd.

A voi scegliere se siamo noi i cialtroni mentecatti o sono loro i reticenti e gli ambigui.

Poi, se volete piangere, ma piangete! Almeno dopo vi brillano le pupille!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

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