giornalisti e verità. «NON DONNA DI PROVINCIE, MA BORDELLO!»

Dopo quasi un secolo di antifascismo e di legalità si finisce ancora in galera per reati di opinione perché nessuno vuole davvero la libertà e la democrazia
Come un nuovo pianeta delle scimmie…

DA MANI PULITE in giù, di sudiciume ne abbiamo visto (e ingoiato) oltre ogni umano credere.

Da dopo la pulizia che avrebbe dovuto ridare dignità all’Italia corrotta, ci siamo trovati impantanati in una Italia corrottissima, un vero e proprio casino, come già aveva dovuto dire Dante.

Con le ghigliottine in piazza del giustizialismo comunista, mozzammo il capo ai ladri delle tangenti del 3-5% per aprire la porta a quelli del decuplo 30-50%. E se qualcuno ha da dire che non è vero, venga avanti e lo faccia.

La lotta al potere cominciò con il Berlusca che voleva arginare il «pericolo rosso» ed è andata avanti finora con il «pericolo rosso» che, messe le mani in pasta,  ha stravolto questo povero paese di Pulcinella fino a farlo diventare sanculotto a favore del dio denaro.

Lotte furibonde di potere nella sinistra con D’Alema e Marini che massacravano Prodi anche se non ai piedi della statua di Pompeo; e un governo D’Alema prono e succubo di Clinton, e pronto a far sganciare bombe sui fratelli rossi della ex Jugoslavia. Si partì da qui.

«Avete fatto male – dice il filosofo in Esopo – a sbarazzarvi del tiranno ladro: ormai era già ricco abbastanza e, come una zecca, non poteva succhiare altro sangue; non ce l’avrebbe mai fatta. Ora che lo avete fatto fuori, ne arriverà uno nuovo, asciutto e magro, che succhierà senza ritegno tutto il sangue che è rimasto». E non è forse stato così?

Al grido di “Roma ladrona!” pensate alla Lega degli imbrogli e al Di Pietro degli appartamenti romani, ma anche ai rubamenti nella Margherita e chissà a quant’altro. Poi riflettete sulla odiosa riforma Bassanini, l’inventore dei dirigenti da 100mila e passa euro all’anno creati perché si assumessero responsabilità che non si assumono, se non quelle (malefiche) di scaricare la spalle dei politici trafficogeni: e la spesa pubblica è schizzata alle stelle.

D’Alema aveva già il pugnale in mano…

Antonio Caprarica, che va spesso e volentieri a “polpettopoli”, la trasmissione fiacca di Barbara Palombelli, vuole per forza convincerci che la lira era la peste bubbonica perché eravamo costretti a svalutare ogni dieci anni, mentre ora con l’euro siamo fortunatissimi perché questa moneta-supercazzola non si svaluta mai: come tutti quelli che non hanno problemi di quattrini, se ne catafotte se l’Italia è tutta una recessione a singhiozzo, e pur con una bella faccina pulita e sorridente, non si chiede perché 250 milioni di giapponesi abbiano non un debito al 150%, ma addirittura al 260%, mentre lo Yen e l’economia giapponese tirano talmente tanto che il paese del Sol Levante compra anche la ex-comunistissima Breda di Pistoia.

È semplice: anche i giapponesi rubano, ma non quanto la politica italiana per emissari, corrotti e corruttori, burocrati e figli di baldracche – come ebbe a dire Enzo Biagi a Pistoia, in Sala Maggiore, nel 1988, definendo benissimo certe “puttane italiche” della politica. Anche i giapponesi spendono e si indebitano, ma non fanno comprare il loro debito ad avvoltoi stranieri: se lo dividono fra loro come facevamo noi prima di Mani Pulite. E non lo dico io, lo dice Edward Luttwak, che non è certo quello che, nella Pistoia dei ragionieri, si definirebbe un “cinci dell’Aiazzi”.

Ma la cosa peggiore è che questa Italia «non donna di provincie, ma bordello!» dai suoi primi albori repubblicani ad oggi non ha fatto altro che predicare antifascismo e legalità, pur essendo un depuratore guasto che non riesce a smaltire nulla e che affoga di se stesso: ha ancora leggi fascistissime come il carcere per i giornalisti; ha ancora magistrati illuminati che vogliono ardentemente l’Europa, ma che ne ignorano i princìpi fondamentali della libertà di pensiero e della funzione fondamentale della stampa per la democrazia. È un’Italia del silenzio coatto e della mafia del potere.

Ciechi, sordi e balbuzienti, ci fanno prediche su prediche, perché strombazzare è facile: il difficile è testimoniare le parole con i fatti. Altro che  Quarta Repubblica di Porro: requiem aeternam!

[Edoardo Bianchini]

Bibliografia:

  1. https://www.echr.coe.int/Documents/Convention_ITA.pdf – Articolo 10, Libertà di espressione
  2. https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=26055%20 – La libertà di critica
  3. http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20190225/snpen@s50@a2019@n08195@tS.clean.pdf – La sentenza della Cassazione
  4. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sallusti-ingiusta-detenzione-e-stasburgo-condanna-litalia-1658297.html – L’Italia della libertà, antifascista e legalitaria, condannata per la condanna a Sallusti…
  5. https://www.ossigeno.info/ – Il sito della “Resistenza”

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