giorno del ricordo. “INACCETTABILI LE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE DI QUESTI GIORNI”

La celebrazione ufficiale a Pistoia in memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe
La deposizione della corona d’alloro al cippo in piazza Garibaldi

PISTOIA. Questa mattina si è svolta la celebrazione del “Giorno del Ricordo” dedicata a rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Dopo la deposizione di una corona di alloro al cippo commemorativo posto l’anno scorso dal Comune di Pistoia in piazza Garibaldi, la commemorazione è poi continuata presso il convento di San Domenico con gli interventi del Prefetto di Pistoia, del Sindaco di Pistoia, del rappresentante della Provincia di Pistoia e del Presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro di Pistoia.

La cerimonia si è poi conclusa con la consegna dell’onorificenza alla memoria conferita dal Presidente della Repubblica.

“Oggi – ha detto il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi – ricordiamo una tragedia immane, quella dei nostri fratelli italiani uccisi nelle foibe e costretti a scappare dalle proprie terre.

L’incontro pubblico in San Domenico

Il Giorno del Ricordo deve unire, deve unirci tutti nel ricordo del massacro delle foibe e delle sue vittime, colpevoli di essere italiane. Le strumentalizzazioni politiche a cui abbiamo dovuto assistere anche in questi giorni a livello nazionale mi rattristano profondamente e credo siano inaccettabili.

Solo dopo la legge del 2004 che ha istituito il Giorno del Ricordo è stato possibile metter fine a mezzo secolo di omissioni sulle foibe e di vergognoso silenzio”.

“Oggi — ha detto la senatrice Pd Caterina Bini, presente alla cerimonia assieme ai consiglieri regionali Massimo Baldi e Marco Niccolai — si celebra la giornata del ricordo per i migliaia di morti delle Foibe, trucidati soltanto per il fatto di essere italiani dai partigiani jugoslavi sotto il comando del maresciallo Tito. Per i sopravvissuti dalmati, giuliani e fiumani non restò che l’emigrazione: furono obbligati a lasciare le proprie abitazioni, i luoghi di un’intera vita e costretti ad andarsene in altri paesi del mondo e ripartire da zero. Ogni anno ricordiamo con dolore tutti i morti e gli esuli con la speranza che queste tragedie della storia non possano più ripetersi”.

Alla cerimonia erano presenti anche i senatori Barbara Masini e Patrizio La Pietra e l’onorevole Maurizio Carrara.

[andreaballi@linealibera.info] 

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