GIOVANNI BATTISTA BASSI, UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE

Giovanni Battista Bassi
Giovanni Battista Bassi

PISTOIA. Se dovessi estrapolare un’immagine di Giovanni Battista Bassi, nei lunghi anni trascorsi nel suo studio di Porta San Marco 86, è quella di lui in piedi, di buon’ora, davanti al tavolo da disegno con l’immancabile riga a “T”.

Nella sua lunga e creativa attività professionale ha disegnato tanto e ad ogni scala: dalle grandi visioni ai dettagli scala 1:1. La mostra “Sospensioni” nel settembre del 1995, presso la sala delle esposizioni di Piazza San Marco a Firenze, organizzata dall’Accademia delle Arti del Disegno, è stata un prestigioso riconoscimento non solo al valore della sua architettura ma in particolare alla sua ricca e vasta produzione grafica.

Il Prof.Francesco Gurrieri, allora Preside della facoltà di Architettura di Firenze, nel catalogo della mostra scriveva:

“Ho avuto la fortuna di seguire la produzione di Bassi… E di vedere così, come e quanto il disegno – nel suo aspetto e significato totalizzante – sia lo strumento eccellente e determinante del suo fare architettura: quel disegno inteso nel senso dei trattatisti del Rinascimento a base delle arti, già in una stagione che rincorreva il primato fra l’architettura e la pittura.

“Del resto le tavole e i disegni di progetto che accompagnano l’esecuzione, sono essi stessi, nell’opera di Bassi, pezzi unici di grafica: pastellati, annotati, con imprevedibili sviluppi di dettagli, persino annotati con riflessioni o considerazioni o raccomandazioni subitanee per gli esecutori, restando appunto nella grande tradizione costruttiva”.

Anche la più recente mostra dedicata all’opera di Bassi – Il racconto di un’utopia vivibile – nell’aprile 2014 nelle Sale Affrescate del Palazzo comunale, ha testimoniato quanto puntualmente sottolineato nelle parole di Gurrieri.

Mentre in Michelucci il disegno rappresenta la forza espressiva della ricerca di nuove spazialità, attraverso il tratto della china a sottolineare la dimensione dello scavo interiore, in Bassi il disegno è un approdo ad un’idea architettonica già desiderata, sognata, immaginata nel cuore e poi nella mente.

Chiave di volta
Chiave di volta

Nei disegni di Bassi non c’è incertezza ma un susseguirsi di fasi di approfondimento dalla grande scala al dettaglio, portate avanti con una coerenza formale degna dei grandi maestri dell’architettura. Bassi non delegava ad altri la definizione di un’idea architettonica e il disegno del particolare rappresentava la conferma dell’intuizione iniziale.

Non conosciamo ancora il numero dei disegni custoditi nello studio dalla figlia Elena, ma senza ombra di dubbio questo vasto patrimonio rappresenta una testimonianza sul percorso architettonico di Bassi in relazione allo svolgersi della cultura architettonica del corso del Novecento.

Occorre non rimandare ulteriormente un’accurata opera di catalogazione con la digitalizzazione di ogni disegno, al fine di poter organizzare un archivio tematico sull’intera opera dell’architetto pistoiese. Sorprende, non positivamente, che l’Ordine degli Architetti di Pistoia non abbia fatto propria questa iniziativa al fine di valorizzare una delle figure che hanno contribuito a dare dignità al mestiere di architetto e all’Ordine stesso.

Una serie bellissima di disegni e un plastico del progetto utopico “la città sulla collina” sono da lungo tempo conservati nel Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma diretto da Arturo Carlo Quintavalle.

Pistoia, nell’anno della capitale della Cultura nel 2017, può dare un impulso e una collocazione dignitosa all’intera opera grafica del grande architetto?

Dato che la città è stata in passato avara nel ricambiare la generosità e l’amore che Bassi ha avuto per lei, si presenta un’occasione irripetibile per colmare almeno in parte questa lacuna.

Alessandro Suppressa

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