giovedì jazz. ULTIMO APPUNTAMENTO ALLA FONDAZIONE TRONCI

L’11 maggio sarà protagonista “Jacopo Fagioli Jazz 5tet”, il nuovo della musica colta che avanza
Jacopo Fagioli Stet

PISTOIA. Dopo i successi del Michele Marini organic Trio, Voci Jazz di Lorenzo Cioni, Bob Jay Abc Swing Band, Devoto Swing Trio, ancora grande musica alla Fondazione Luigi Tronci giovedì 11 maggio ore 21.30 (ingresso 5 euro).

Sullo stesso palco calcato da Mauro Grossi, Nico Gori, Alessandro Fabbri, Franco Nesti, Jacopo Martini, Riccardo Tesi, Maurizio Geri, Claudio Carboni, Piero Borri e moltissimi altri grandi artisti giovedì 11 maggio sarà la volta di un gruppo di giovanissimi: “Jacopo Fagioli Jazz 5tet”. Questo gruppo sarà nel cartellone del Serravalle Jazz Festival il prossimo 28 agosto.

Il quintetto, che diventa sestetto con l’ospite Matteo Fagioli (sax contralto) è composto da Francesco Panconesi (sax tenore), Alessandro Mazzieri (basso elettrico), Luca Sguera (pianoforte, tastierone), Jacopo Fagioli (tromba, flicorno), Mattia Galeotti (batteria, percussioni, nacchere).

Il quintetto frequenta il Conservatorio Siena Jazz e per la parte teorica di armonizzazione ed improvvisazioni è molto influenzato dagli scritti del noto Fulgenzio Frittelloni.

Giovedì la band delizierà il pubblico con proprie composizioni e arrangiamenti originali di brani noti del repertorio jazz, facendosi forza nel vincere l’emozione di suonare in un luogo come la Fondazione Luigi Tronci che vanta una così prestigiosa tradizione musicale alle spalle.

I musicisti, nei giorni scorsi, si sono anche preoccupati di andare a visitare la produzione di strumenti a percussione U.F.I.P. che tanto della sua storia lega a quella della Fondazione come prosecuzione ed attualizzazione di una tradizione di costruttori di strumenti vecchia di trecento anni.

Jacopo e Matteo Fagioli con Luigi Tronci

La famiglia Tronci, come è noto, era costruttrice si organi da chiesa e collaboratrice di maestri come Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni per la fonica.

La scelta di associazione Culturidea e Fondazione Tronci di dare spazio ai giovani nel proprio Festival è molto chiara. In momenti di crisi come questo, sia per quanto riguarda l’industria discografica sia la creatività degli artisti, sembra scontato che l’interesse verso il jazz, genere non certo tra i più adatti al largo consumo, sia molto basso, soprattutto nei giovani.

Le cose non stanno proprio così, o meglio, la questione è più complessa di quanto non si creda. La musica definita jazz è la più istintiva che possiamo reperire nel mondo attuale; le sue caratteristiche d’improvvisazione e, nello stesso tempo, armonicamente evolute, la rendono una musica malleabile e contemporaneamente di livello superiore a qualsiasi altro genere di musica che vive una sua dimensione evolutiva all’impronta.

Così Fondazione Luigi Tronci e Associazione Culturidea per il loro Giovedì Jazz hanno scelto di coniugare l’esperienza dei grandi nomi del genere con le nuove proposte al fine di dimostrare che questa musica ha un passato, un presente, esattamente come un futuro.

[culturidea]

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