“GIRLFRIEND IN A COMA”

Bill Emmott, giornalista e saggista britannico, ha girato un film con Annalisa Piras sull’Italia rovinata da Berlusconi
Bill Emmott
Bill Emmott

DOPO CINQUE copertine della prestigiosa rivista inglese “The Economist” dedicate all’ex Cavaliere ad iniziare dal 2001 (di cui la prima con sottotitolo “Perché Silvio Berlusconi è inadatto a governare l’Italia”), sempre innamorato dell’Italia benché meno della sua politica negli ultimi venti anni, adesso Bill Emmott giornalista e saggista britannico ha girato un film assieme all’amica regista Annalisa Piras, documentarista e giornalista da Londra per Rai, La7, Bbc e l’Espresso, dall’eloquente titolo “Girlfriend in a coma”, dove appunto la sfortunata “fidanzata” è l’Italia di inizio terzo millennio.

«Userei la bacchetta magica per far vedere il nostro film a tutti gli italiani, – dichiara – per convincerli che tutti gli ostacoli possono essere superati, che è possibile cambiare le cose. Tutto è cominciato con Berlusconi, all’inizio era più che altro una preoccupazione. Se un imprenditore con così grande potere può arrivare a governare un Paese e a diventare arbitro, farsi le regole da solo per favorire le sue aziende, questo è un pericolo per tutte le democrazie occidentali. Poi è diventata una curiosità, un interesse ed eventualmente un amore. Nel film diamo una risposta: l’anomalia più grossa è l’ignavia, il fatto che nessuno è disposto a prendere le sue responsabilità. È un problema storico – continua – ma forse ha trovato un buon substrato per crescere con la crisi degli anni Ottanta quando una mentalità conservatrice, difensiva, ha creato il sogno di evitare la realtà quando diventa difficile. Senza la responsabilità, senza il senso della realtà, il punto d’approdo diventa l’egoismo, in conflitto con l’interesse pubblico e nazionale».

Emmott, già direttore della rivista “The Economist” dal 1993 al 2006, ritiene che il Belpaese abbia iniziato a sprofondare circa venti anni fa dopo la crisi finanziaria e politica di Mani Pulite: «È stata una grossa opportunità per avviare un cambiamento, – dice – ma ha vinto l’ignavia, grazie a quelle forze che volevano mantenere lo status quo. L’obiettivo era bloccare il cambiamento, ci sono riusciti perfettamente. La Democrazia Cristiana ed i Socialisti hanno in parte accompagnato un rinnovamento graduale della società italiana negli anni Sessanta e Settanta. Poi con Mani Pulite e la caduta della “Prima Repubblica” le istituzioni politiche sono diventate molto meno forti. Il berlusconismo le ha sostituite con politiche di egoismo personale, creando gruppi di tifosi al posto dei partiti organizzati. Berlusconi ha tante connessioni, tradizionali e non, con vari network, anzi ha amplificato questa tendenza del network chiuso».

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

E sul suo Paese invece? «In Inghilterra le istituzioni culturali, anche pubbliche, sono indipendenti ed hanno tutti i diritti di promuovere la libertà di espressione nell’area culturale. I nostri presidenti di istituzioni culturali non sono così legati alla politica».

Ma come vedono oggi gli inglesi lo Stivale italiano? «Come una splendida terra di vacanze, – risponde – fermandosi all’immagine da cartolina. Dal punto di vista politico è un Paese certamente apprezzato assai poco. In questi venti anni di berlusconismo la stampa popolare inglese ha adorato Berlusconi, perché è tutto il contrario di quello che ci si aspetta da un politico inglese e l’ha reso una caricatura, allontanando l’Italia dalla percezione che gli inglesi hanno di un Paese civile, in sintesi non pensano che sia un Paese serio. Prima che economico o politico, il problema italiano è morale. Tutta Europa guarda all’Italia ed ha paura per le conseguenze economiche disastrose che potrebbero essere innescate da scelte sbagliate».

Nella pellicola corruzione istituzionale e criminalità organizzata vengono raccontati con le testimonianze di Roberto Saviano, Umberto Eco, Nanni Moretti, Lorella Zanardo, Sergio Marchionne, Cristina Comencini, Mario Monti, Susanna Camusso, Elsa Fornero, John Elkann e tanti altri. In Italia il film è stato presentato nei cinema “Arsenale” di Pisa e “Maxxi” di Roma.

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