giustizia per i “cani”. NON PIÙ PERSEGUITATI

La Corte di Cassazione recepisce e applica la giurisprudenza garantista della Corte Europea dei Diritti dell’uomo (Cedu) che protegge i giornalisti dalle querele intimidatorie
La condanna al collega Parovel è stata cassata

STRASBURGO-ROMA. Numerosi articoli pubblicati hanno salutato le sentenze della Cedu sulla tutela dei “social watchdog” (i cani da guardia della democrazia, dice Mark Twain) e questa che presentiamo, è l’ennesima, ma non l’ultima di una lunga serie di sentenze liberatorie.

Proprio ieri ci è giunta notizia che la Corte di Cassazione ha ulteriormente pronunciato (sentenza 19694 del 8/5/19) in favore del diritto di cronaca e di critica (articolo 21 Costituzione), sancendo così la crescita e l’attuazione degli indirizzi di garanzia dei giornalisti, stabiliti in modo progressivo dalla Cedu di Strasburgo.

Il Presidente garantista della S.C. di Cassazione, dott. Gerardo Sabeone

In democrazia – dicono i giudici europei – a maggiori poteri corrispondono maggiori responsabilità e l’assoggettamento al controllo da parte dei cittadini è esercitabile anche attraverso il diritto di critica che deve essere graffiante e supponente.

Quando lo capiranno i vari potenti sindaci, capibastone e istrioni della piazza che si riempiono la bocca di minacce di querela con il solo intento intimidatorio?

Noi, quando abbiamo deciso di svolgere questa professione, sapevamo di dover incontrare qualche spina (o cucchiaino di cacca, come diceva l’ottimo Cecconi) e non ci faremo certo intimidire dalle minacce verbali dei potenti di turno che ricercano il chilling effect.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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