giustizia/pistoia. DEPUTATI E SENATORI DI PISTOIA, LO VEDETE COSA VI STA ACCADENDO INTORNO?

«Da questa Repubblica nata marcia ci saremmo aspettati, nel tempo, una lenta, doverosa e naturale catarsi, ma al contrario assistiamo a una politica parassita che partorisce vagabondi che non conoscono il termine “lavoro” e che, una volta assaggiata la greppia, ci si tuffano»


Non si salva proprio nessuno


 

Bini, La Pietra, Vescovi e Masini

indi Carrara: tutti “morticini”?

Senatorate e deputate in massa

o state lì soltanto a batter cassa?

 


 

Non capite che la giustizia nella città di Vanni Fucci è una realtà tragica?

 

Da Il Conte di Carmagnola, primo coro: S’ode a destra uno squillo di tromba; a sinistra risponde uno squillo…

Proprio così, stiamo parlando di squillo, non del Manzoni ma quelle che ai miei tempi si chiamavano anche puttane, quelle che non facevano politica e che erano molto meno pretenziose e molto più oneste.

Qualcuna di loro, non una rarità, arrivò anche in Parlamento, ma essendo la ganza del migliore, tutti “zitti e buci”. Anche perché dall’altra parte, addirittura Presidente del Consiglio, come nell’uovo di colombo, sedevano ubriachi, pederasti e cocainomani conclamati.

Da questa Repubblica nata marcia ci saremmo aspettati, nel tempo, una lenta, doverosa e naturale catarsi, ma al contrario assistiamo a una politica parassita che partorisce vagabondi che non conoscono il termine “lavoro” e che, una volta assaggiata la greppia, ci si tuffano.

Atteso che il popolo non conta niente, che la politica è marcia, almeno ci attenderemmo che la magistratura potesse fare da bilancino fra questi due immondezzai; invece, niente da fare.

Anche lì, Palamara a iosa e schifezze quotidiane che il “popolino” non comprende per i motivi succitati.

A Pistoia abbiamo un caso eclatante sul quale i giornalucoli chiamati Nazione e Tirreno hanno sempre sorvolato: il caso di un direttore di quotidiano online chiamato Linea Libera che sta combattendo un’impari battaglia contro la mafia, un magistrato pro-clandestini, un prete volgare e villano ed altri personaggi di cui solo per alcuni conosco la perizia: scrivere le veline del loro dante lavoro che, però, paghiamo noi.

Come paghiamo noi i magistrati che favoriscono i clandestini e i politici locali, vagabondi conclamati, fino a prova contraria.

I politici pistoiesi, già; prima o poi dovremo pure parlarne. Allora, tralasciando quelli locali che certamente non si arricchiscono con il loro incarico, uno sguardo vorrei lanciarlo a livello regionale e nazionale e poiché la politica impone di essere controllati e vigilati perché, come dice una giudicia, le «autorità costituite» vanno rispettate e onorate, anche chi queste istituzioni rappresenta, deve passare al vaglio del giudizio popolare.

Pistoia ha partorito – meglio abortito – vari deputati. A sinistra, una Bini della quale è opportuno forse chiedere al vigile urbano che, si narra, la multò per divieto di sosta…

Nel nostro Paese democratico-progressista sono le Procure a graziare e a punire. La Costituzione? Non c’è più. La legge? Si interpreta per gli amici: per i nemici si applica il CPP opportunamente manipolato e corretto dagli inquisitori. Ma quanto ancora potrà e dovrà durare questa inconcepibile pacchia dei giudici?

A destra troviamo un non pervenuto Carrara, una Masini che ha portato sulle cronache nazionali Pistoia per il suo essere lesbica – cosa che a noi non frega niente – e un La Pietra che dovrebbe rappresentare una “destra” che procede di pari passo con la “mancina”, quanto a produttività politica per il territorio.

Quest’ultimo lo comprendiamo più degli altri; se perde la seggiola è un casino! Siamo partiti dallo “squillo” e siamo arrivati al “casino” bypassando i consiglieri regionali locali, anche loro morti politici di fame che si aggrappano alla seggiolina da non perdere perché la Caritas è dietro l’angolo.

A questi “signori” regionali e nazionali vorrei rivolgere una domandina semplice, semplice: vi siete accorti che un galantuomo è vessato ingiustamente solo perché applica l’art. 21 della “vostra” Costituzione, ovvero il libero diritto di opinione?

Vi siete accorti che nel “vostro” territorio si sta facendo strame del diritto e del buon senso?

Vi state interessando dei vostri elettori oppure, con le facce retroverse che possedete, pensate che tanto un voto in meno non conta nulla?

Fate bene a dichiararvi di destra e magari cattolici; perché la destra non sappia mai cosa fa la (magistratura) sinistra.

Occhio, perché presto qualcuno dovrà trovarsi un nuovo lavoro. E non è finita qui.

Felice De Matteis
[redazione@linealibera.info]


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