giustizia & politica. «… TACI E NON TI INTROMETTERE»

Berlusconi
Berlusconi

PISTOIA. Piero Ostellino, maestro del giornalismo italiano, ex editorialista del Corriere della Sera e attuale editorialista del Giornale, è stato condannato al pagamento di centoquarantamila euro di risarcimento a due magistrate del collegio giudicante del processo Ruby, per aver scritto nel 2013 che la sentenza di primo grado che condannava Berlusconi (sette anni di reclusione: uno per prostituzione minorile e sei per concussione) era dovuta a motivi politici.

In pratica sosteneva che quei magistrati condannarono l’ex premier per estrometterlo una volta per tutte dalla politica, facendo così ciò che la sinistra non era mai riuscita a fare dal 94 ad oggi.

Due riflessioni importanti vanno fatte. La prima riguarda la fondatezza o meno dell’accusa di Piero Ostellino nei confronti di quelle magistrate.

A tal proposito, salta all’occhio che in Italia numerosi magistrati sono entrati in politica, fondando partiti che facevano dell’antiberlusconismo la propria bandiera, e addirittura uno (Antonio Ingroia), dopo aver clamorosamente perso le elezioni del 2013, è tornato a fare il magistrato in Valle d’Aosta (unica regione in cui non era candidato) battendo i piedi per terra perché, evidentemente, il luogo non era di suo gradimento.

Senza dimenticarci di Magistratura democratica, una corrente della magistratura apertamente di sinistra, e non stupisce questo, piuttosto il fatto che ciò sia noto e non desti ormai più scalpore. Il potere giudiziario, insomma, si intreccia con la politica.

Seconda questione. Il processo Ruby (ma soprattutto la condanna in primo grado a sette anni di reclusione) che impatto ha avuto sull’Italia e come è poi finito? La risposta alla prima domanda è semplice: il processo Ruby è finito nel niente più assoluto, poiché Berlusconi è stato successivamente assolto in Appello e in Cassazione.

Antonio Ingroia
Antonio Ingroia

Riguardo alla prima domanda, invece, potremmo parlare a lungo, ma è sufficiente ricordare che il nostro Paese venne messo in ridicolo a causa non tanto del processo in sé (l’azione penale è obbligatoria, e ci mancherebbe altro), piuttosto a causa dei pettegolezzi che ne derivarono, delle montagne di intercettazioni finite casualmente sulla scrivania di certi giornalisti, del processo in forma televisiva, dei talk show in cui le amiche di Berlusconi venivano presentate come prostitute, delle manifestazioni grottesche a difesa del corpo delle donne “Se non ora, quando?” e, infine, a causa della rappresentazione dell’allora premier come un magnaccia che intimoriva poliziotti al telefono e costringeva minorenni a prostituirsi. Tutti fatti destituiti di fondamento dalle due successive sentenze che assolsero Berlusconi.

Un giornalista può chiedersi se, in effetti, la condanna in primo grado non fosse un’esagerazione, vista poi la fine che ha fatto l’intero processo penale? Secondo le magistrate che hanno querelato Ostellino e secondo il magistrato che lo ha condannato, a quanto pare no.

Difatti una condanna al pagamento di una somma simile, tradotta in italiano, significa “taci e non ti intromettere”. Bene, a chi tenta di zittirti mettendoti paura, puoi rispondere solo continuando ad esprimere la tua opinione.

Lorenzo Zuppini

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One thought on “giustizia & politica. «… TACI E NON TI INTROMETTERE»

  1. Ostellino ha scritto che la sentenza era condizionata da motivi politici; il processo ha stabilito che di fregnaccia si trattava e giustamente è stato condannato in sede civile. Niente di anormale, così come non è incredibile scoprire che Ostellino abbia scritto un’altra fregnaccia. Che l’occasione sia poi il pretesto per attaccare Ingroia – che è criticabilissimo, per carità – fa un po’ ridere. Ancora più divertente è finire per attaccare la narrazione mediatica del processo Ruby. Gli aspetti evidenziati dall’autore sono gli stilemi dell’infotainment simil-berlusconiano che nascondono il vero problema emerso dallo scandalo delle escort: la ricattabilità del presidente del Consiglio nei confronti di personaggi come Tarantini e gli yesman in parlamento. Il dipingere il premier come un magnaccia ha spostato il dibattito pubblico sulla vita sessuale di Berlusconi quando il problema era la sua carriera giudiziaria: chi aveva un po’ di sale in zucca rifletteva sull’opportunità politica delle azioni del premier, i figli di Drive In, Colorado e Avvenire pensavano alla statuetta di Priapo e ai suoi eventuali usi.

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