giustizia quale? CURRELI, “TERRA APERTA”, “STRADE CHIUSE” E BUFALE DA RAGIONIERI. ECCO COME HA FUNZIONATO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PISTOIA

In tribunale entri con la ragione ed esci col torto, ma alla fine i fatti parlano da soli. In tribunale chi vince perde e chi perde due volte. A questo mondo si sa che la giustizia si compra e si vende come l’anima di Giuda. Molti giudici sono incorruttibili, nulla può indurli a fare giustizia. Il capolavoro dell’ingiustizia è di sembrare giusto senza esserlo (Platone). se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli stati se non delle grandi bande di ladri? (S. Agostino). Non facciamoci intimidire da chi la giustizia la elude ogni giorno e in ogni maniera: non siamo sudditi, siamo il «popolo sovrano»


BRUNA LAPINI dal 2008 non è più potuta tornare nelle sue proprietà. Tra catene, strade chiuse, telecamere sulla pubblica via, impossibilità di parcheggio su piazzole da sempre state libere a tutti e pertinenze con servitù della via vicinale di Lecceto (ma sprangate dal Perrozzi); in mezzo a psicotiche chiusure come “private” di strade pubbliche, lasciate sbarrare e cementificare e incatenare dal Comune di Quarrata; e poi a causa di condoni edilizi nulli, ma rilasciati tranquillamente dal geometra Franco Fabbri; costruzioni di case di legno non a distanza regolare dai confini (sempre con l’avallo del Comune, stavolta con gli occhi foderati dell’ingegner Iuri Gelli), sbancamenti di dorsali di roccia che stanno facendo scivolare una collina a valle e contro una abitazione, ecco che spunta anche la procura che s’inventa un mega-processo per stalking. E quando la chiamavo in aiuto, la procura dov’era? Stava cenando al Calesse o agli Arancini con la sindaca Sergio Gori o il suo successore Okkióne? Roba che solo in Italia. Guardatela bene questa donna: e vergognatevi tutti!

 

IN ITALIA ( E ASSAI MI DUOLE )

I DIRITTI LI HA CHI “PÒLE”?

 


 

Paradosso. Ghettizzata dalle isituzioni, che hanno favorito vicini e confinanti, e da una procura che ha cestinanto sempre ogni segnalazione mentre oggi ci tratta tutti da stalker!

 

CI CHIEDONO di avere la massima fiducia in questi “vincitori di concorso in magistratura”, ma ci lasciano in mano alle cure di gentili signori che spesso fanno di tutto fuorché il loro dovere con la dovuta diligenza e cura stabilite come standard per un «giudice morale».

Diligenza e cura indefettibili, i giudici le esigono invece dai sudditi; da noi che, sulla carta siamo loro datori di lavoro (la giustizia la esercitano, infatti, in nome e per conto del popolo italiano), ma in realtà, non di rado, siamo giocattolini sbeffeggiati, smeleggiati e ammorbiditi con ogni sorta di indegni trattamenti afflittivi.

Non lo dice Edoardo Bianchini, è l’Europa stessa (bella roba, anche quella!) a ricordarlo ai campioni delle garanzie costituzionali; ai nostri custodi che non vogliono essere custoditi da nessuno in nome della loro indipendenza.

Torno al tema Lecceto-strade vicinali/interpoderali chiuse-abusi edilizi e, duclis in fundo, comportamento della procura pistoiese nel permettere un’inchiesta affidata ai signori Claudio Curreli e Patrizia Martucci; un tandem che ha inanellato una serie infinita di bestiali anomalie sotto il profilo delle garanzie dell’imputato; della terzietà; dell’imparzialità e del rispetto dei propri doveri di indagine.

Tutte le (presunte) indagini sono state fatte senza cercare la verità oggettiva, in aperta violazione dell’articolo 358 del codice di procedura penale. Cercate di trovare quante prove a mio favore siano state raccolte dal signor Curreli: e non ne troverete neppure una. vi sembra plausibile?

Claudio Curreli (primo a sinistra) quanti, degli articoli da me pubblicati, ha letto e valutato esaminando i documenti che ho sempre prodotto? Se si parla di neri, lui è per Terra Aperta, con don Tofani, don Biancalani e molti altri. Ma quando ci sono di mezzo i banchi, allora vanno bene anche le Strade Chiuse, pur se legge vuole che restino aperte a prescindere dai ragionieri che le possiedono, ma non in maniera piena ed esclusiva. Perché i Pm non leggono né codici né leggi? Fanno più veloce, forse?

Non più pregevole il comportamento del signor Tommaso Coletta dopo aver bastonato il suo sostituto Curreli, titolare dell’inchiesta-Lecceto/Bianchini.

Il capo lo richiama all’ordine insieme a tutti gli altri; dice a tutti di starsene fermi e zitti e di non scatenare polveroni mediatici; e solo due giorni dopo aver mandato i suoi ordini a tutta la provincia, il tandem Curreli-Martucci rompe tranquillamente il trotto e passa al galoppo con rivelazioni di notizie di ufficio riservate, evidentemente soffiate all’orecchio accogliente del dottor Massimo Donati del Tirreno: il Bianchini è agli arresti domiciliari.

Godete tutti, ora sta più buono! Questo il segnale. Gli ordini di servizio del Coletta sono del 10 dicembre; la notizia dei domiciliari è di due giorno dopo.

Mi chiedo se i Pm e la polizia giudiziaria siano in grado di saper leggere e comprendere ciò che leggono (sempre ammesso che leggano…).

Sbagliano tutti. Poiché il Bianchini è – come comunemente si dice – matto, il folle di Pistoia; noto come professor Neretti in un racconto giallo di Jacqueline Monica Magi – conosciuta in procura, ma ora a far gianduiotti a Torino –, o presto identificato come il malvagio professor di musica alle medie con una macchina verdolina (così uscito dalla penna di altra scrittrice), il folle di Pistoia continua imperterrito: dà retta alla sua coscienza; quella che non ha quasi più nessuno; né il sindaco Mazzanti, né il suo armigero falsario Bai, né il suo factotum falsario Iuri Gelli; né gli altri dipendenti falsari degli uffici tecnici di Quarrata, ma neppure procura, prefettura, Pg-carabinieri, questura etc. etc.).

Il professor Neretti, alla guida della sua macchina verdolina, dopo l’esecuzione della Pastorale alla scuola media, conosce e segue solo la sua coscienza e, soprattutto, quando parla, pubblica documenti ufficiali come pezze di appoggio: tutta roba che dal signor Coletta in giù viene snobbatamente appesa al chiodo del bagno. Vi sembra serio?

Se il pazzo deve essere condannato in aula per aver chiesto il proprio, la legalità e il rispetto della legge, vorrà dire che il Bianchini-Neretti-macchinaverdolina ci andrà a testa alta, dal giudice Luca Gaspari; e fra gli applausi di chi, come la procura pistoiese, da decenni, non ha ascoltato né lui, il matto, né i suoi familiari, che di essere ascoltati avevano chiesto avendone pieno e costituzionale diritto.

A non ascoltare – come nel caso di innumerevoli femminicidiate d’Italia – iniziò il signor Giuseppe Manchia; proseguirono i suoi successori; diede gran prova di sé il signor Renzo Dell’Anno, prima come giudice civile e poi come pubblico ministero dei bassi profili (ovviamente apprezzato e obbedito, anche se non si dice, dal suo entourage – tipo il signor Emiliano Raganella –; o da altri del ramo civile, tipo la signora Daniela Garufi, oggi a Firenze – e non voglio commentare).

Oggi siamo alla direzione del signor Tommaso Coletta, che ha permesso al tandem Curreli-Martucci – nonostante le sue allarmate disposizioni impartite per iscritto – di giungere fino agli arresti domiciliari, smentiti, in maniera non certo onorevole (sia pure con una soluzione pilatesca di colorazione catto-italiana) dal Tribunale del Riesame di Firenze.

Prudenza avrebbe voluto che il nuovo capo della procura, per evitare il caos che ha invece lasciato fermentare e lievitare, avocasse subito a sé un impianto accusatorio nato storto e legato col fildiferro come le radici di un bonsai: un treno per Auschwitz di 16 locomotive a vapore – le cosiddette persone offese – con una massa di 35-40 querele, ridicole, esondanti, scodazzanti fra capi d’imputazione fantasiosi come lo stalking; improbabili come la tentata estorsione; inammissibili come la violenza privata; incredibili come la diffamazione aggravata a mezzo stampa.

Patrizia Martucci [dal Tirreno]. Le è sfuggito (e non solo a lei) che di stalking giornalistico la Cassazione non vuole sentirne parlare
Peccato solo che lo stalking giornalistico non esista; le estorsioni e le violenze private siano semplici invenzioni di sindaci con problemi gastroenterici e di fin troppo facile facile evacuazione; le diffamazioni (stupenda quella del prete-bestemmiatore don Piergiorgio Baronti del Bottegone!) siano mere stupidaggini, dal momento che, rispettata la verità storica e/o putativa dei fatti, e non essendovi se non qualche battuta ironica (decapitiamo i comici con Grillo in prima linea, allora…?), non si vede quale possa mai essere l’offesa a gente che, tutto sommato, è una vivente “caricatura di se stessa”, come la Paola Nanni o don Ferdinando Betti di Montale.

Al contrario, guardate attentamente la carta d’identità di mia madre, ben nota anche a Marco Okkióne Mazzanti e, ancor prima, alla sindaca inutile di Quarrata Sabrina Sergio Gori – quella che faceva finta di non sapere che i suoi vigili, in orario di servizio, andavano ad amoreggiare in quel di Prato, coperti e protetti dal grande Oliviero Billi, il madonnaro di Spedalino con velleità di sindaco alle prossime.

E prendete atto dello sconcio amministrativo, lesivo dei diritti costituzionali, che questa signora, nata a Lecceto di Montorio, a causa del Comune di Quarrata (per non fare nomi: geometri Franco Fabbri, Giorgio Innocenti, architetta Nadia Bellomo; comandanti dei vigili Oliviero Billi e Marco Bai; geometra ingegner Iuri Gelli, architetta Caterina Biagiotti, ingegner Andrea Casseri, geometra Emanuele Gori) ha dovuto subire dal 2008 e fino alla sua morte. Capito, procura di Pistoia?

Se il signor Tommaso Coletta avesse voluto veramente ascoltare la gente comune – come aveva dichiarato al dottor Massimo Donati in una gongolosa intervista al Tirreno – non mi avrebbe messo in mano a un Claudio Curreli, ma – come più volte gli avevo chiesto o fatto capire – mi avrebbe chiamato e sarebbe stato ad ascoltarmi; avrebbe letto, uno a uno, i pezzi che gli ho mandato per quasi un anno; li avrebbe analizzati uno a uno e si sarebbe posto le giuste domande:

  1. Perché a una certa signora Bruna Lapini dal 2008 non è più stato consentito di poter entrare nelle sue case e nelle sue proprietà?
  2. Se stalking c’è stato, se qualcuno ha dovuto mutare le proprie abitudini e il proprio stile di vita, chi è? La Lapini e i suoi familiari oppure il signor ragionier non-dottor Ctu del Tribunale, Romolo Perrozzi e, in fila, i signori: Mara Alberti, Dainelli Gionni, Margherita Ferri, Sergio Luciano Giuseppe Meoni (con il superbo patrocinio dell’avvocato Roberto Ercolani) salvo se altri?
Le vedete o no? Le zone arancioni, strade vicinali/interpoderali, devono restare aperte. E se son chiuse devono essere riaperte. Il Mazzanti ha dato troppo retta al Gelli e al Bai, che il vero non dicono mai. Avete fatto sventrare il Montalbano, amministratori democratici! Vergognatevi: e anche con le vostre opposizioni che vi hanno sempre coperto!

A questo punto mi chiedo: come potrà giudicare serenamente il dottor Luca Gaspari – che pure conosco e stimo come persona assai seria e prudente –, quando a luglio sarà chiamato ad ascoltare il “mercato delle anatre” del maxi-processo, affastellato in maniera a dir poco impudica dal dottor Curreli? Il Pm che, nelle sue molteplici attività di tipo sociale, annovera anche quella di essere coordinatore di Terra Aperta, ma sostiene – al contempo – il nobile progetto Strade Chiuse sul Montalbano a favore del ragionier non-dottor Ctu del Tribunale, Romolo Perrozzi: il quale – e lo sottoscrivo nuovamente, potendolo dimostrare nei fatti e con documenti – ha cementificato e cancellato (da cancello e cancellata) pezzi di Montalbano/area protetta; e degli altri signori, più su rammentati, che hanno sbancato e cementificato (senza titolo alcuno e quindi illecitamente) altrettanta terra protetta ma non aperta, sprangata e incatenata da ogni parte.

Nell’analizzare tutta questa operazione di effettivo stalking giudiziario, si è posto o no, il signor Coletta, i quesiti che seguono?

Èccoli:

  1. Curreli e Perrozzi si conoscevano o no sin da prima, datoché il Pm si occupa anche di pseudo-fallimenti e il Perrozzi è Ctu del Tribunale di Pistoia?

  2. Quante curatele ha avuto, e da chi, il Perrozzi nella sua attività di Ctu del Tribunale di Pistoia?

  3. È o no conflittuale, sotto il profilo dell’interesse, il fatto che il signor Claudio Curreli lavori nello stesso tribunale con la moglie (la dottoressa Nicoletta Curci, salvo errori) che, in civile, ricopre anche incarichi di pignoramenti, esecuzioni e cose simili?

  4. La dottoressa Nicoletta Curci si è mai avvalsa dell’opera del ragionier non-dottor Ctu del Tribunale, Romolo Perrozzi?

  5. Claudio Curreli su Tvl di Luigi Egidio Bardelli. Oltre che capo scout è anche coordinatore della rete Terra Aperta. Nessun conflitto in tutto questo?

    Come può un Pm della repubblica essere, in maniera indolore, coordinatore di una rete (Terra Aperta) che favorisce i clandestini? Non collide, ciò, con il preciso obbligo dell’azione penale del Pm ex art. 112 Cost.?
    E Curreli agisce o no nei confronti dei migranti di Vicofaro e di Santomato, di cui ha evidente contezza?
    E se non agisce e non ha mai agito, non dovrebbe essere incolpato, con ipotesi di omissioni e abuso d’ufficio, sia sotto il profilo disciplinare che sotto quello penale? O Pm è unicamente colui che, grazie a dio, manda insindacabilmente a giudizio soltanto altri, mentre lui ne è esentato?
    È questa la giustizia in cui noi, gente comune, dovremmo aver cieca fiducia, e di cui dovremmo andare fieri?

  6. Perché tutte le segnalazioni di Bruna Lapini, di Edoardo Bianchini e di altri, sono state sempre mandate al macero da parte della procura; mentre anche le più insulse e confuse contro di loro (tipo: Ferdinando Betti, Paola Nanni, Andrea Alessandro Nesti, Milva Maria Cappellini, Roberto Fabio Cappellini, Augusto Iossa Fasano – quesi ultimi quattro rispettivamente marito, moglie, cognato, psichiatra curante) sono state tutte accolte a prescindere, e opportunamente spedite a giudizio?

  7. un Vice Pretore Onorario (Andrea Alessandro Nesti) che ha lavorato per anni in procura, è compatibile con il trattamento civile e penale nel medesimo ufficio in cui ha prestato servizio; in cui è noto; in cui ha, come amici, forse anche molti della polizia giudiziaria che erano tenuti, a suo tempo, a svolgere indagini da lui commissionate?
    Nessun dubbio ha sfiorato la solida terzietà e la rocciosa imparzialità del Pm?

  8. Perché, infine ma non solo, la procura non ha aperto indagini vere e serie sugli abusi edilizi – e non solo di Lecceto, ma anche della Piana quarratina e degli assessori di Quarrata… – e perché tende sempre ad affidare indagini e rapporti alla Pg-carabinieri?
    Questa sezione di polizia giudiziaria pistoiese stranamente consiglia sempre ai Pm (che evidentemente a fascicolo non hanno letto nulla o quasi) di archiviare perché non rileva niente di anomalo.
    Peccato che il più delle volte la Pg-carabinieri si limiti a fare indagini o per telefono o per mail o interrogando i presunti indagandi.
    Vi sembra serio? Che vi aspettate? Che chi può aver fatto pasticci si metta a piangere a dirotto e chieda, ai marescialli Panarello, di accettare compassionevolmente una loro piena e collaborativa confessione?

Onestamente (a battuta: si può o mi prendo un’altra querela?) se fossi un capo, inizierei a grattarmi in capo…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Un ordine di servizio ignorato alla grande da tutti. 1

Le direttive del Procuratore Capo, disattese in pieno dal signor Curreli. 2

Non vi pare che qui il procuratore fosse un capellino arrabbiato?


 

NON PRAEVALEBUNT

 

Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio…

 

Oh, non sarà di certo un mal trapélo
a gettarmi in galera, giù dal cielo!

Ancora guiderò la macchinina
che qualcun vede tutta verdolina,
dello stesso colore della rana
che nella mòta gràcida ad Agliana.

E se in sedici pure sono pronti,
l’odio si spunterà di don Baronti:
ché scenderà di corsa giù dal cielo
lo stesso Padreterno col trapélo.

 


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