giustizia-spettacolo. COLPEVOLI E CASSAZIONE, MA NON C’È NIENTE DI CUI FAR FESTA

La lettera del procuratore Grieco richiama all’ordine il mondo elettrizzato dei successi avvocateschi che hanno ottenuto la riduzione delle sanzioni e delle pene: Pistoia, insomma, è e resta una “degna tana” secondo la famosa definizione dantesca
L’intervento di Grieco su La Nazione

PISTOIA. Parliamoci chiaramente: chi scrive non ha grande stima nella magistratura nel suo complesso.

Non perché sia un sostenitore di Cesare Lombroso, vista la vicenda e soprattutto le foto del giudice Palamara, ma perché provenendo da una famiglia che mi aveva insegnato il rispetto “comunque e a prescindere” verso questa istituzione-ministero, laico e civico, ho dovuto constatare negli anni della mia esistenza che questi signori hanno annidati nelle loro file, figli degeneri del 68 ed ex sovversivi che operano secondo un’ideologia istituzionalizzata al loro interno dallo scandalo di poter appartenere a sigle sindacali (inutili per chi è già di per sé indipendente) e non solo e solamente alla legge ed alla sua applicazione.

Stavolta, però, non posso non plaudire all’intervento che il procuratore facente funzione, dott. Giuseppe Grieco, ha – direi – “dovuto” dare alla stampa a seguito della sentenza sui fatti corruttivi avvenuti in Pistoia e provincia fra il 2008 ed il 2012 e che gli avvocati difensori di vari imputati hanno celebrato sulla stampa locale come vittorie professionali loro e non, come decenza avrebbe imposto, con dichiarazioni sobrie e “scolastiche”.

Insomma, gli avvocati hanno di fatto ridotto l’esercizio investigativo, le sanzioni e le pene inflitte dal Tribunale a loro semplice vittoria mediatica e non, pure, alla riconosciuta loro bravura nell’aver saputo tutelare i loro assistiti nella forma e nei modi migliori. La giustizia-spettacolo, appunto. Con e sulla pelle di attori, imputati, assolti o condannati, che di questo spettacolo, ne siamo certi, avrebbero fatto volentieri a meno.

Il procuratore Grieco ricorda però a tutti che “possiamo quindi dire che il lungo procedimento penale, ha consentito di accertare, in via definitiva ed irrevocabile, che negli anni fra il 2008 e il 2012 (epoca di svolgimento delle gare di appalto oggetto del processo), presso il comune di Pistoia le aggiudicazioni di molti appalti di lavori pubblici sono state oggetto di turbativa e, in alcuni casi, di corruzione tra gli imprenditori e il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune”.

Non c’è proprio niente da esultare, se non per le parcelle che sicuramente saranno state commisurate alla posta in gioco. In questo caso gli avvocati interessati saranno rimasti soddisfatti e questo sarebbe stato il giusto vanto a livello personale. Non altro.

Ma la lettera del Procuratore Grieco è meritevole di essere attentamente letta e meditata.

Buona lettura.

Felice De Matteis
[redazione@linealibera.info]
Ma il cielo è sempre meno blu…


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