“GLI OMINI” SUL MARCIAPIEDE DEL BINARIO 1

Omini al binario 1
Omini al binario 1

PISTOIA. Qualcuno, Gli Omini, li ha visti stamattina, mercoledì 3 giugno, intorno alle 8:30, sul marciapiede del binario 1 della Stazione ferroviaria di Pistoia, megafoni alla mano, blaterare cose senza senso alcuno, luoghi comuni della peggior fatta, rumori che vorrebbero essere il remake sonoro di alcune celebri colonne sonore, quelle firmate Leone-Morricone. E di ritorno da Firenze, dopo una giornata di lavoro, studi o decidete voi, ritrovarli, nello stesso identico punto, dire le stesse identiche cose.

Qualcuno si è fermato, visto che stamattina non aveva tempo di farlo; altri li han guardati con gli occhi strabuzzati e parecchi han pensato ad un’improvvisata campagna elettorale, perché non è da escludere che nel giro di breve ce ne sia un’altra, di consultazione.

È Grazie per la tensione, front office del Progetto T., l’originalissima idea dell’Associazione teatrale pistoiese che sta tentando, con un escamotage degno delle migliori sit teatrali, di riattivare la moribonda montagna pistoiese, alla quale non crediamo, purtroppo, che il sarcasmo politicamente scorrettissimo degli Omini possa dare una boccata d’ossigeno, prima che di credibilità, o rinascita turistica.

Effetto Omini al binario 1
Effetto Omini al binario 1

“Nelle due performance di stamani – racconta Francesca Sarteanesi, la donnina – ci siamo divertiti: le ripetute acquistano puntualmente nuove sfumature, perché va da sé che la gente che popola i marciapiedi sono quelli che fanno la differenza”.

Alla chirurgica follia delle 8:30 c’erano Daniela Sanesi e altri dell’Atp; a quella delle 13:45 è arrivato il direttore artistico, del Manzoni, Saverio Barsanti. A quella delle 17:30, della quale vi stiamo raccontando, per il teatro c’erano Francesca Marchiani, l’addetta stampa, intenta al volantinaggio e Rodolfo Sacchettini, il Presidente, divertito.

Il pubblico, però, è quello che fa la differenza e anche stasera, nella terza performance, parecchi passeggeri alterati per il solito ritardo del treno hanno deciso di mettere da parte l’inutile acredine e lasciarsi trasportare dalle facezie degli Omini, che non sono certo dei cauti intrattenitori. Anzi. Le sparano giù grosse, ma si divertono, per vedere l’effetto che fa.

Omini al binario 1
Omini al binario 1

Il copione è appoggiato sui leggii che hanno di fronte: il cono dei megafoni con i quali amplificano le loro riflessioni a voce bassa coprono parzialmente la partitura. Ma le loro provocazioni non sono altro che il resoconto spiato e scritto di una giornata qualsiasi trascorsa in una stazione qualsiasi.

Molto italiana, però e parecchio maschile; con disquisizioni cromatiche sulla pelle degli altri e l’osservanza, radiografica, dei culi, che sono quelli che fanno girare la testa, senza assunzioni di alcuna sostanza. Ce n’è anche per i controllori, per i cani senza museruola, per i ritardi, per le attese snervanti, per i baci che hanno sempre il sapore di un arrivederci ma che spesso si trasformano in addii, per le scarpe.

Ogni volta che l’altoparlante ufficiale della stazione annuncia qualcosa, però, Gli Omini sollevano il braccio non impegnato dal megafono e tacciono: solo ad avviso terminato, Gli Omini riprendono il loro percorso claudicante e alcolico e rinvigoriscono le delicate accuse. Arriva un treno da Viareggio diretto a Firenze, sul binario 1: sul 5, invece, da Firenze a Pistoia, termine corsa, un altro convoglio. Anche sul 3 c’è un treno in transito, ma nessuno capisce da dove venga e dove vada. Alle 19:45, quarta e ultima performance, poi, tutti in carrozza, o a casa, o dove credete meglio.

Gli Omini, in compenso, lo sanno benissimo, dove stanno andando. E per noi, senza sapere a che ora, arriveranno pure.

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento