godi, popolo! VENITE PURE A QUESTA SANTA MENSA…

Analisi di 15 anni di “Giugno Aglianese” delle Giunte Magnanensi-Ciampolini. Per gozzoviglie e sbronze “a tutta birra” dal 2000 al 2014 l’inceneritore di via Tobagi si è fumato non meno di un milione di €uro, ossia 1 miliardo e 927 milioni delle vecchie lire…
Giugno Aglianese 2019

AGLIANA. «Venite pure a questa santa mensa. Qualcuno pagherà che non ci pensa», diceva una rima popolare che ormai s’è perduta.

Il significato del distico era ed è “quando qualcuno invita alla gozzoviglia gratuita, c’è sempre qualche gonzo (0 coglionazzo) che paga e non ci pensa”, perché, preso dall’euforia dello squalo che azzanna la preda chiudendo gli occhi, crede di godere, mentre alle spalle qualcun lo sodomizza (= la classica inc.cool.8/ inculèit di Crozza).

E tanto per restare in tema, pur se marginalmente, sapete che cos’è un «buco nero»? È un coso che, in appena un centimetro cubo (una cosina piccina picciò) può contenere, per compressione, tutto il sistema solare con stella, pianeti, satelliti, asteroidi e anelli (vi ricordate cosa significa anello) compresi.

Non togliete la storia alla sinistra, altrimenti come fa a urlare contro i fascisti? E noi non gliela togliamo: gliela abbiamo invece confezionata e impacchettata a dovere e a futura memoria, dopo avere faticato come negri (perché in questo caso non si può dire neri, è sbagliato) a raccattare il raccattabile, qua là su e giù. I documenti non sono tutti, ma sono molto abbastanza assai per capire, volendo, tante cose.

Il libro, che abbiamo scritto con gli atti ufficiali dei 15 anni di giunte Magnanensi-Ciampolini, si intitola Giugno Aglianese etc. e non può essere cancellato.

Conoscete questi nomi? Èccone alcuni: Luca Nesti con l’associazione Artigiano; Agorà, con appendice Godi, Popolo!; K. Lab.; Portaperta di don Tofani; e varie altre realtà locali, tutti chiamati a santificare le feste dal 2000,  anno dell’incoronazione di Magnanensi, che cooptò per l’ambiente la vivace e frizzante Eleanna, poi fatta fuori da Mangoni ed oggi ripimpante con Guido Del Fante; un’Eleanna tanto ecologista che varò il raddoppiò dell’inceneritore d’accordo con i suoi compagnucci di parrocchia e con Fragai.

Eleanna Ciampolini

Ora, se pigliate una calcolatrice, ammesso che sappiate fare i conti perché avete studiato prima del 68, e fate le somme dei documenti che vi offriamo da scaricare in linea in formato pdf, vi accorgerete che, da questo caravanserraglio, i signori e le associazioni no-profit sopradette, sono stati capaci di ciucciare, in feste da Godi, popolo!, al Comune di Agliana (cioè da quelli che si siedono e mangiano alla santa mensa senza pensare e che, alla fine, pagano salato) una cifra che si aggira intorno ai 650mila €uro.

Diciamo, ripetiamo e sottolineiamo: 650mila €uro.

A questi 650mila €uro distribuiti per panem et circenses, non scordate di aggiungere i 33mila €uro pagati con determine vergate e sottoscritte dall’ottimo fu-comandante dottor Andrea Alessandro Nesti, l’occhio destro di [nau]Fragai, estensore del piano interregionale dei rifiuti e fautore dell’inceneritore moltiplicato per due.

Ma se l’occhio destro era l’ex-comandante dei vigili, povero Rino perché, onorando il detto latino «beati monoculi in terra caecorum» (= in una terra di ciechi chi ha anche un occhio solo è un re), all’assessore-commissario del Pd per vederci un po’ non gli bastavano due lenti a caso del telescopio del Monte Palomar!

Tra ninnoli e nannoli, tenuto anche conto che non abbiamo trovato tutte le pezze di appoggio, ma solo quelle pubblicate nel nostro libro, andiamo sul sicuro se diciamo che le spese per il Giugno Aglianese, nel quindicennio suddetto, hanno toccato (e quasi certamente superato) i 700mila €uro. Tutti dindi di chi mangia e si sollazza, trinca e ride nella piazza, e si siede a santa mensa, ma poi paga e non ci pensa.

È ancora poco, signori? Calma. Avanti, c’è posto! Per ora avete superato il secondo, dopo aver mangiato, magari con estremo gusto, paccheri e braciole alla livornese. Ora arrivano il dolce e la frutta.

Paolo Magnanensi

A questi oltre 700mila €uro, gettati da Paolo & Eleanna (e dai loro co-amministratori) sul carro funebre di Agliana, come i petali di rosa lanciati dall’elicottero sulla bara del padrino dei Casamonica a Roma, vanno aggiunti tutti gli ulteriori €uroni che il Comune di Paolo e Frances… (ooops… Eleanna, pardon!) non hanno fatto incassare al Comune stesso: suolo pubblico a gratis; uso di palchi, panche, seggiole e attrezzature, sempre a gratis; succhiamento luce elettrica, se del caso; straordinari dovuti ai dipendenti per stare dietro all’ambaradan preparatorio del tutto, dagli impiegati ai vigili impegnati in ronde e servizi di sicurezza: addirittura anche dietro al trenino che, per un certo periodo di tempo e finché non fu omologato, non sarebbe potuto uscire su strada, ma pure ci girò e con due vigili di scorta.

Ecco perché quando vediamo che Mattarella spinge a largo la «Nave della Legalità» (secondo noi è una semplice Costa Crociere a pago – ovviamente del cittadino che non ci pensa), ci piglia il nervoso; infatti dov’è la legalità? In un Comune (e qui è il caso di chiedere un autorevole parere all’ottimo ex comandante Nesti) che mi multa un privato cittadino, ma permette che vada in strada un mezzo non omologato e manda per giunta due vigili (a spese mie) dietro a un trenino che non deve circolare? Ci siamo spiegati? E ora la frutta, il grappino, caffè.

Il Giugno Aglianese, macina€uro a tutto spiano, nacque e si sviluppò, nell’intenzione del Prof. Paolo e dell’Eleanna (quando furono Sindaci), per promuovere gli «aspetti culturali» (e non già sollazzatorii e goderecci) a favore del popolo: ma leggete attentamente, nei programmi ora messi a disposizione, per quali tipi di «alta cultura» e manifestazioni di piazza erano finanziati a babbo morto e con quali modalità.

Tanto per dire: 2004, Festa Brasiliana incentrata su cibo e ballo (sì, cultura, ma ballereccia e pappatoria, ritagliata sulla prova del cuoco); 20 giorni di festa della birra (promozione, forse, della cultura e delle fabbriche di birra locali, come se il paese non si trovasse nel Mont-Ana ma al posto di Monaco in Baviera?); 6 giorni di Gallo Nero più 14 di Bier Fest di Godi, popolo! (magnare e bere, ancora! E prendere anche qualche sbronza); e una volta c’era anche la jeune fille del Paolo che presentava sul palco: o, forse, lavorava con Tvl per una parte di quei 33mila €uro liquidati e pagati dal Nesti?

È ancora poco. Perché a Godi, popolo! dopo il caffè, solitamente c’è l’ammazza-caffè. Tutto questo avveniva a spese di chi non ci pensava, ma alla mensa si sedeva e di tasca sua pagava.

Panem et circenses

Già. Perché le pizze, le pazze, le pezze (magari al culo) e anche le puzze (le pozze erano optional nelle buche dell’asfalto quando pioveva) dovevano essere pagate da chi pappava e ciucciava birra come Homer Simpson, a gargana, e richiedevano un ulteriore esborso da parte del popolo mangione e beone, ma gaudente e contento: fiero di aver dato soldi a scialo per far organizzare Giugni che non erano a entrata libera, ma che alla fine producevano la seconda entrata – cioè un secondo guadagno – per gli organizzatori: il primo era già stato il sacchetto dei dollari sganciati dal Comune per la realizzazione di manifestazioni di… alta cultura.

Torna in mente il Medioevo del Boccaccio e il famoso paese di Bengodi-Cuccagna, il gusto ci guadagna, dove tanta era la ricchezza e così abbondante il cibo che le vigne si legavano «con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta», cioè se compravi un’oca, ti regalavano un papero, sempre nella novella di Calandrino il fessacchiotto.

Tutto questo brulicare schiumeggiante di birra in mezzo a suoni, risate e rutti, si svolgeva all’ombra dell’inceneritore scaricacacca del Mont-Ana.

Pater noster, qui es in cenis…

L’Eleanna si ripresenta oggi con il Del Fante e con l’idea di continuare a bruciare… a tutta birra; il Vannuccini invece (dicono perfino che sia andato a pregare dalla Vergine di Valdibrana, ma forse avrebbe fatto meglio ad andare a Medjugorje con il Bardelli e Tvl), non è riuscito a intercettare un €uro di fondi europei per l’ambiente e solo il Nerozzi parla seriamente di riconvertire l’inceneritore perché – pensa –, se l’Europa dei popoli (o dei polli?) spende per misurare cetrioli e zucchine e promuove la salvaguardia della sardina, non darà fondi anche per un progetto serio di risanamento dell’ambiente?

Non ci resta che piangere, dunque? A chi non pensa e paga a occhi chiusi sì: presto la sbornia a birra oltre che far pisciare, farà sciogliere le sacche lacrimali e da ultimo non resteranno neppure gli occhi per piangere.

A qualcuno l’effetto si starebbe già avvicinando se è vero che il Mazzetti (come dicono) sta girando come una trottola preoccupato per il rischio della chiusura di un inceneritore che intasca soldi a palate e restituisce merda gratuita nell’aria e (ma sarà vero?) promettendo posti di lavoro.

Nel frattempo Pierfrancesco sarà lì ad arrotare coltelli per le braciole alla livornese di domani sera, lui che è Chef e che – secondo una leggenda metropolitana assai diffusa – recatosi a imparare da uno Chef vero e di chiara fama, si sentì dire: «Ma che sei venuto a fare qui? Tu sei meglio di me!». Scherziamo, eh, Mazzetti (ma visto il cognome avresti dovuto  preparare, forse, anche qualcosa con gli asparagi).

Alfredo Fabrizio Nerozzi: riconvertire l’inceneritore

Tiriamo infine le somme SE&O, salvo errori e omissioni: fino al milione di €uro ci arriviamo di pedina tra somme non riscosse e somme devolute per il supporto organizzativo offerto a gratis (straordinari etc.), su cui la Corte dei Conti tirò le orecchie al Comune.

In più l’Eleanna, undicesima in graduatoria per un posto all’Alia, prima di andarsene, e nonostante il suo mandato fosse comunque finito, impegnò tutte le spese del Giugno Aglianese per i successivi tre anni: e caricò il tutto sul groppone del suo competitor Mangoni, senza che lui ne sapesse una beata Valeria Mazza. Vi sembra corretto, lettori?

Possibile scenario di lunedì prossimo: l’Eleanna torna a casa (a proposito: Lassie ci sarà tornata?), raddoppia il “termovalorizzatore”, fa contento il Fragai e i suoi compagni e continua far ubriacare il popolo della sera e della notte che beve e paga contento. Del resto la via della birra l’aveva aperta il Prof. Magnanensi, novello Marco Polo, lui docente e magari favorevole alle campagne anti alcool nella scuola – sembra logico, no?

Conclusione: Venite pure a questa santa mensa, qualcuno pagherà che non ci pensa! Poi, sapete il che? L’essenziale è che respiriate profondamente l’aria pura di via Tobagi. Vi aprirà certamente le vie respiratorie. E altro…

Edoardo Bianchini
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