gomorra. QUANDO ANCHE UN “OVOSODO” PUÒ FARE UNA PROFEZIA DA NOSTRADAMUS

Riflettendo sulla mozione anti-omotransfobica della sinistra di Agliana allo sbando dopo la legnata presa da destra. Affermazione dei diritti dei diversi? Prima di tutto nella Piana c’è da ristabilire almeno una parvenza della legalità calpestata da sempre
Un cavalierato e una sigaretta non si negano a nessuno…

AGLIANA. Salvini, che se la prende tanto con quell’ovosodo di Saviano, visto che nel complesso è un fan di Dio e della Vergine (con rispetto parlando) dovrebbe essere grato al dottore napoletano honoris causa o ad honorem che, come Giovanni Battista, grida nel deserto e prepara la via della Lega.

Con la storia gomorrea (ora gli manca però anche quella sodomita e siamo a posto, ma per questo ci pensano i sostenitori delle diversità ad ogni costo), Salvini è arrivato al quasi 40% battendo tutti i Di Maio/Hotel 5 Stelle grazie soprattutto alla sinistra radical PerDonateci (per tutto il male che s’è fatto all’Italia con l’aiuto anche del povero Cavaliere Donnaiolo liberal-Cristiano-Democratico, amen!).

Saviano (voce dal verbo latino saviare = baciare [ma cosa?]; o sinàfia dell’aggettivo savio e del sostantivo maschile indicante il lato B masculo-femminino, oggi comunque santo e sdoganato dalla sinistra progressista e tollerante, ma punto nei confronti di chi non ama mischiare, per così dire, il culo con le quarant’ore?), Saviano – si diceva – con la sua opera che sfiderà i secoli ben più delle Odi di Orazio (gay, ma senza troppo sventolato pride) o della Divina Commedia di Dante, omofobo quanto basta per mettere il suo amato maestro Brunetto Latini fra i gay infernalizzati, Saviano nel rappresentare Scampia, ha descritto grandiosamente l’Italia intera partendo da un puntino sulla «i» della periferia napoletana o (de Sica, in uno dei suoi migliori film da maresciallo) «’na cacatièll’ e mosca».

Aglia…, Scusate: Scampia

Gomorra non è, infatti, solo Scampia. Gomorra è qui, nel Mont-Ana, come in ogni angolo d’Italia; in ogni paese, comune, provincia, comunità montana, associazione di comuni e regioni, scuole, ferrovie e ospedali comunque amministrati da centro-destra-sinistra «sodomizzati» da una sinistra intellettualmente culattona, così da noi definita non a spregio dei gay (che, con il loro, sono liberi di fare ciò che vogliono: basta che ci lascino in pace senza pretendere che noi li veneriamo come Buddha, Jaweh, Allah, Manitù o chi altri), ma perché pronta a inchinarsi davanti (ma rigorosamente “di schiena”) a chiunque possa darle il voto o anche un solo voto. Una sinistra ruffiana e accattona.

Gay pride a sinistra? No: gay in-pride, cioè – a nostro parere – uso del popò con il riprovevole fine di voto di scambio. E così è stato anche ad Agliana con la richiesta della sinistra filotutto (anche filobus) pur di accattivarsi elettori che la cultura radical, alla fine, non solo non ama, ma, più o meno nascostamente, ha sempre preso per il fondello – pur avendo farcito ogni cosa di gay (vedi Tv e spettacolo) al pari di un panino di McDonald’s.

No di Agliana alle lezioni nelle scuole

Caso eclatante, la sinistra del Mont-Ana di Agliana che crede di salvarsi il lato B inneggiando all’istituzionalizzazione delle lezioni di anti-omotransfobia nelle scuole, magari – come ha pensato qualcuno – mandando in classe qualche “gay pedofilo” (è bellissimo certo sincretismo espressivo!) senz’altro accoltissimo dalle tante maestrine della Cgil che operano sotto la frusta (spellante/spallante) di dirigenti scolastici illuminati i quali, se fossero stati dei veri educatori, non avrebbero rinunciato alla funzione docente per starsene chiusi dietro una scrivania a promulgare, come despoti o czar, norme del cavolfiore con il solo scopo di “rieducare” il cervello di docenti e ragazzini al pensiero unico. Ma chiariamo: unico non in senso di unificante nel pluralismo, ma di uno e uno solo aritmetico, cioè PD e basta.

Scagliava fulmini, ma fu detronizzato dal figlio Giacomo come lui stesso aveva fatto col padre Crono…

Questi Potentissimi Dèi dell’Olimpo in riva d’Ombrone – Vannuccini, Tonioni (stavolta assente al consiglio: ha preso il vizio di Massimo?), Romiti & consociati (Guercini e Bartoli) – non avrebbero il dovere, prima ancora di difendere la diversità, di salvare le tasche dei contribuenti (anche omo & trans) autodenunciandosi per tutti i malestri che hanno permesso di compiere alla precedente amministrazione e che sono stati ben segnalati nei famosi libri scoperchiatori del pozzonero del malaffare piddino ad Agliana dall’epoca di Magnanensi fino agli ultimi giorni di Mangoni ancora sotto la ferrea tutela di Rino Fragai?

La cura e la pulizia della persona, a nostro avviso, non iniziano dal lavarsi il viso e dal truccarsi come delle sacre prostitute di Corinto, ma dallo stare seduti mezza giornata almeno sul bidet con tanto di sapone Sole e bruschino, se non addirittura con un mezzo secchio di insostituibile soda caustica!

Ma ce l’hanno l’onestà e il coraggio per farlo?

PS. Un pensiero per la Luisa Tonioni, Io, tu e le rose di Orietta Berti.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
@Tutti i diritti riservati dalla Costituzione

Vedi anche: https://www.linealibera.info/corsi-anti-omotransfobia-agliana-non-vuole-essere-rieducata-dalla-sinistra/


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