GRECIA E EUROPA: LA STORIA DA RISCRIVERE

Alexis Tsipras [foto zuma press]
Alexis Tsipras [foto zuma press]
PISTOIA. Analizzando la situazione europea con l’occhio dell’uomo di campagna, senza autorevoli conoscenze profonde in materia economica ma affidandomi solamente ad una logica sicura, fredda, elementare, comprensibile, mi sono persuaso che è la Grecia che mette a rischio l’Europa e non viceversa.

Attraverso semplici e chiari ragionamenti razionali estremamente concreti e l’osservazione di quanto avviene e si dice più o meno chiaramente in seno al Governo europeo e ai suoi cardini fondamentali, appare chiaro come la preoccupazione che un Paese potesse decidere democraticamente di abbandonare l’unione fosse ben superiore a quella che ha mosso i cittadini greci.

Valutate l’affare Grecia seguendo le dichiarazioni, almeno quelle palesate pubblicamente dai mammasantissima europei, dalla troika ecc. e vi convincerete che l’eventuale, possibile uscita di quel Paese dall’euro o dall’Europa spaventava più questi moderni tiranni di quanto dovesse o potesse impaurire il popolo greco che, ha dimostrato di essere maledettamente deciso.

Una Syriza (sibilo) che è diventato un ciclone per i tiranni
Una Syriza (sibilo) che è un ciclone per i tiranni

La riprova sta nelle concessioni larghissime proposte alla Grecia, fatte di dilazioni infinite per ciò che riguarda il pagamento del suo debito (contratto anche con noi) purché essa rimanga in Europa. L’attenzione e gli spauracchi quotidiani, le minacce ventilate verso la Grecia attestano la paura, il terrore, che quel Paese potesse sfuggire alla morsa asfissiante dell’unità europea.

Tutto questo ha confermato la mia convinzione che uscire dall’euro rappresenta un danno maggiore per chi resta nella congregazione europea, più pericoloso di quanto viene sbandierato da tutti circa tragedie economiche che condurrebbero tutti gli italiani alla miseria.

Del resto questa strada l’abbiamo già intrapresa e ne abbiamo percorsa già un bel po’, accettando passivamente il capestro della Merkel. Uscendo dalle grinfie della signora tedesca forse proseguiremmo su questa direttrice, ma avremmo, almeno, la non piccola consolazione di esserne gli unici, coscienti, responsabili.

I greci dimostreranno che essere decisi e ribelli qualche risultato lo porterà.

Vedi anche: E se fosse Atene a salvare l’euro? (Il Sole 24 Ore)

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