grillo vs grillo. RITORNO E TRIONFO TEATRALE DELL’ARTISTA GENOVESE

Grillo vs Grillo
Il manifesto dello spettacolo

ROMA. Beppe Grillo è tornato sul palco con il nuovo spettacolo “Grillo vs Grillo”, recitato per la prima volta a Milano nei giorni scorsi e in scena questa settimana presso lo storico teatro Brancaccio di Roma, in via Merulana.

Due ore esilaranti di monologo, caustico, satirico, ironico, autoironico, provocatorio e riflessivo in cui il poliedrico artista genovese ha spaziato dal proprio percorso autobiografico fino alle sfide e alle difficoltà del mondo moderno e contemporaneo.

L’evoluzione del comico in parallelo all’evoluzione della società, quella italiana; due canali non di rado attraversati da “cigni neri”, momenti catartici, che cambiano il punto di vista e la vita. Non è mancata né poteva mancare la politica: durante la recita di mercoledì 17 febbraio, prima dell’inizio il fondatore del M5s ha offerto al microfono a «qualche contestatore. So che fuori c’è una protesta contro di noi per la Cirinnà; se qualcuno si vuole sfogare lo può fare prima per non interrompere lo spettacolo».

Ha parlato un ragazzo presentandosi come attivista dei diritti per i gay, prestandosi evidentemente al teatrino mediatico che vorrebbe incolpare i 5 stelle per lo slittamento della legge su unioni civili ed estensione della responsabilità genitoriale (stepchild adoptcion), quando invece è stata rinviata proprio dal Pd che ha prima presentato emendamenti e poi rinviato il tutto (vedi Il Corriere: Unioni civili, parla Cirinnà: «Sto pagando le ripicche fatte da certi renziani che volevano un premietto»).

Grillo spettacolo
Lo spettacolo romano

Non ha risparmiato nessuno, né il suo movimento «Ne abbiamo espulsi un centinaio, siamo rimasti in cinque», né se stesso «A tavola chiedo di passarmi l’acqua e mi dicono: uno vale uno te la prendi da solo», spesso scagliandosi e interagendo con qualche spettatore, «non si sa mai se qualcuno s’arrabbia e mi mena».

Ha ripercorso la sua formazione a Genova, «era il porto più importante d’Europa» nel popolarissimo quartiere di San Fruttuoso, il cabaret, le canzoni che “rubava” e spacciava come proprie «allora mica c’era la rete, non ti beccavano», il diploma di ragioniere, la passione per la letteratura, le alterne sorti fino al grande successo in Rai e alla fatwa per la battuta sui socialisti, «da allora ho acquisito una valenza politica mio malgrado».

Fuori dagli schermi «mi sono reinventato. Il pessimismo, la disperazione aiuta a sperimentare nuove vie, a evolvere. Ho conosciuto e frequentato a lungo Stiglitz, ha vinto il Nobel per l’asimmetrie informative dei mercati. Non esiste il libero mercato se le informazioni non sono davvero chiare e “uno vale uno” è vero alla stessa condizione. Gunter Pauli ed Herman Daly hanno cambiato il mio modo di vedere il mondo.

L’ecologia e l’ambiente sono la nostra base, dall’economia alla salute. Daniel Goeudevert, presidente dalla Volkswagen dal ’91 al ’93 pensava già a superare l’automobile. Scienziati e istituzioni pubbliche organizzavano dibattiti sui miei spettacoli dall’energia ai rifiuti. La Danimarca esporta mille tonnellate di biscotti all’anno in America e l’America esporta mille tonnellate di biscotti in Danimarca, ma non possono scambiarsi la ricetta? Era una battuta che usavo per la riflessione sulle merci, lo spreco inaccettabile e l’irrazionalità dell’economia».

Grillo al teatro Brancaccio
Grillo al Brancaccio

Ha parlato anche delle nuove tecnologie «ma dobbiamo averne il controllo, non subirle. Saranno pronti centinaia di migliaia di robot che causeranno la disoccupazione, più di quanto fatto dall’informatizzazione e dall’automazione. Il lavoro salariato e la manodopera andranno scomparendo: prendiamone atto e proviamo a sognare, guidati dall’utopia»; dedicando attenzioni non banali al cibo e alla pornografia «due settori specchio della nostra cultura, materialmente determinanti».

Non poteva mancare un finale artisticamente ineccepibile, politico, in omaggio al movimento fondato con Gianroberto Casaleggio, nato come primo blog in lingua italiana e riferimento per un quarto dell’elettorato italiano. Gli eletti presenti sono stati invitati a mangiare un grillo caramellato «liofilizzato, comprato su internet: in Francia va di moda per l’apporto proteico» direttamente dalle mani dal leader che ha ricordato quanto «sia necessario abbandonare l’idea di un che pensa per noi, rimbocchiamoci tutti le mani».

In galleria e in platea si sono contati in tutto 6 o 7 poti liberi e al botteghino hanno fatto sapere che fino alla fine della settimana è già tutto esaurito. Il pubblico di mercoledì ha visto una netta e inaspettata presenza femminile, che evidentemente apprezza l’abilità di personaggio di spettacolo che svaria su ogni tema, dal semplice al concettuale, apprendo continente anche durante i momenti di parossismo verbale.

Un uomo di spettacolo che – almeno per i suoi estimatori – ha riportato onestà, trasparenza, cuore e competenza nella politica, creando le condizioni affinché possa emergere la futura classe dirigente del Paese.

[Lorenzo Cristofani]

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