hitachi. IL VESSILLO PERDENTE

Si entra e si esce solo dalla portineria principale

ECCO L’ARMONIZZAZIONE DEL 2016


L’ingresso principale su via Ciliegiole

 

PISTOIA. Il 27 settembre scorso l’Ugl ha distribuito il volantino che segue ai cancelli dell’Hitachi:

L’azienda Hitachi Rail nel dicembre 2016, con l’introduzione dello sciagurato “piano di armonizzazione”, accordo al quale noi di Uglm Pistoia non abbiamo mai voluto aderire nel rispetto del mandato ricevuto dal 60% dei lavoratori (un no categorico di Pistoia), si è presa la grande responsabilità di aver completamente stravolto in peggio lo stato d’animo giornaliero di ogni singolo suo lavoratore.

I lavoratori sono stati privati dei frutti di lotte sindacali ultradecennali e, di fronte alla generale tendenza delle moderne industrie 4.0, che hanno adottato forme di flessibilità reale e fruibile, maggiori spazi di conciliazione vita lavoro e migliore “agilità” nell’organizzazione del lavoro stesso, da questa Hitachi che, sembra esser più una Ansaldo&tachi, mescolanza ben lontana dunque dai grandi principi ispiratori nipponici, hanno ricevuto una flessibilità (gestione agevolata degli ingressi e delle uscite) riservata non a tutti e si sono visti proporre uno smart working (il cosiddetto lavoro agile detto anche più comunemente telelavoro), che dai primi sentori che arrivano dalle maestranze è percepito come ben poco smart (agile) visto che prevede le stesse identiche modalità e cadenze della normale attività di lavoro svolta in azienda (cibo, acqua, luce e gas a carico del dipendente naturalmente).

Ma, tornando dentro i cancelli, le persone vivono con l’ansia da marcatempo, fra l’altro, “assegnato ad hoc” in luoghi non sempre ben collegati con quelli che dovrebbero essere i servizi fondamentali (mensa, infermeria, portineria etc..), si vive dice qualcuno: “solo per dimostrare quanto si è pronti e scattanti nell’effettuare ben 5 marcature!”.

Il voler proseguire promovendo un clima del genere porterà, come già pare si stia registrando, ad uno sconveniente senso di disaffezione, un sentimento che certamente i lavoratori stessi tendono a voler respingere a tutti i costi.

Ma allora cosa si può fare per cambiare le cose? Non sarebbe il caso di farsi delle domande invece di continuare ad ammirare e gloriarsi di dati statistici rilevati da sterili questionari di soddisfazione?

Hitachi. Veduta aerea di Google Earth

Perché ad esempio non si fa nulla di concreto per riconquistare la fiducia delle “seniorities”, ovvero, quei lavoratori 40-50enni che l’azienda in passato ha sempre bypassato ottenendo come unico risultato, oltre ad un reale e concreto danno economico, quello di radere al suolo completamente la loro disponibilità, esperienza e professionalità?

Viene chiesto al sindacato di guardare al futuro mentre questa “brutta copia” di Ansaldobreda si rende capace solo di “brandire” il vessillo perdente e impopolare dell’armonizzazione del 2016.

Quando faremo in modo che le persone siano, prima di tutto, sicure (abbiamo chiuso questa settimana di fine settembre con 2 infortuni seri a distanza di sole 12 ore) e tranquille sul luogo di lavoro?

E poi, cosa importante, quando cominceremo ad assumere nuove leve che vengano istruite correttamente nel sapersi rendere più disponibili ad apprendere umilmente dai lavoratori più anziani?

Forse, come si dice in quest’ultimo periodo, c’è ancora una speranza che questo clima possa cambiare lasciando che, il sole che nasce, possa realmente illuminarci.

Segreteria Provinciale
Ugl Metalmeccanici


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