hitachi pistoia. SIGNORI DEL VAPORE, SIETE PRONTI A GRATTARVI IN TESTA?

Volantini anonimi in azienda e preoccupazioni per i premi a tre rappresentanti sindacali della RSU. Come stanno realmente le cose? Politica e governo, attraverso il Prefetto Zarrilli, non dovrebbero stare in allerta?
Cosa sta avvenendo in via Ciliegiole?

QUALCOSA È CAMBIATO (AS GOOD AS IT GETS)

[film, 1997]


Momenti di gloria: Renzi & C. all’Hitachi di Pistoia

 

PISTOIA. Cosa sta realmente succedendo in Hitachi? Per quello che circola dentro, se fossimo la politica pistoiese – tutta: di sinistra (in affanno) e di destra (affannata dalla sinistra che non ha quasi fiato) – obiettivamente ci preoccuperemmo.

Ci gratteremmo in testa anche se fossimo il prefetto Zarrilli, che comunque tira il suo stipendio, spesso e volentieri alzando la voce (a quanto si dice). Ma nessuno da nessuna parte muove un dito.

La sinistra è lì che ponza e non depone neppure un ovetto Kinder. Eppure l’Hitachi di oggi, Breda di ieri, è sempre stata il suo vivaio di alberini di Natale: ci si è fatta e disfatta, la sinistra pistoiese, con la Breda. La sinistra Pci, ma anche la Dc – da sempre.

Non solo la professione di giornalista è stata creazione e opera di cooptazione: si entrava anche in Breda per cooptazione e solo per essa, per divisione dei pani e dei pesci, per decisione sindacale, per scelta di Dio.

E oggi? Oggi, stando a quel che circola in Hitachi, se fosse vero, ci sarebbe un intruglio di interessi che forse, con la produzione, non hanno un granché a che fare.

Fossimo la politica di sinistra, lasceremmo da parte il Bottegone per un istante e penseremmo a certi pericolosi indizi o crepe (ammesso che il Pd riesca a pensare a cosa che non sia il solo proprio interesse non più in là del suo naso e per giunta locale).

Fossimo la politica della destra, cominceremmo a monitorare da vicino le microvariazioni di clima all’interno di questa sorta di Lager di via Ciliegiole – se non altro (e questo in forma bipartisan) per scongiurare qualsiasi lontana avvisaglia di potenziale delocalizzazione.

Chi si è realmente accorto di cosa sta succedendo in Hitachi? O si parla più volentieri dell’antifascismo, dei migranti a Vicofaro e delle cartoline d’insulti a don Biancalani?

Hitachi. Veduta aerea [Google Earth]
La Toscana sta correndo il concreto rischio di sparire (Rossi e i grembiulini, suoi alleati, hanno svenduto ai francesi il trasporto su gomma e, presto, cederanno anche le Terme di Montecatini, mentre a Pistoia compaiono ormai anche due filiali del Crédit Agricole) e la politica parte col retino a caccia di farfalle, sostenuta anche dalla stampa organica che (vedi qui) appoggia perfino le bufale di Rossi-Fratoni sul glifosate, ma solo per dopo le elezioni regionali del prossimo anno.

Stricchi e ciechi, malfidati e microcefali in economia, i pistoiesi lo sanno che dall’Hitachi dipendono duemila famiglie e le loro sorti? O preferiscono stare a grattarsi come trichechi al sole?

È vero che l’Hitachi premia i sindacalisti della Rsu, come si legge nei fogli anonimi che volano in azienda? È vero che in Hitachi stanno arrivando giapponesi e inglesi a sostituire i dirigenti italiani? È vero che l’Hitachi sta riducendo e sospendendo i contratti di fornitura con le aziende tradizionalmente legate ad Ansaldo-Breda, e sta prendendo altre vie? Che segnali sono, questi? Segnali che dicono «tutto va ben, madama la marchesa?».

Leggete il volantino anonimo che segue e iniziamo tutti, da pistoiesi, a grattarci in testa. La minima scossa che possa esserci nel settore dell’occupazione, farà crollare questa città di “gnocchi fritti”, che pensano solo a raccogliere le briciole e rinunciare al futuro, come il classico castello di carte. E Pistoia tornerà ad essere la città morta di sempre, un “sarcofago”, che è l’unico appellativo che realmente merita.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

E ora provate a pensare, signori del vapore di Pistoia!


IL VOLANTINO

Il volantino distribuito in Hitachi nei giorni scorsi

 

Siamo arrivati a questo… incentivi ai sindacalisti: che sanno tanto di premio fedeltà.

“A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca” (On. Giulio Andreotti)

Qualcuno avrà modo di risentirsi ma questa è la realtà emersa negli ultimi giorni di ottobre:

in Hitachi dove (mentendo spudoratamente) si valorizzano i dipendenti illudendoli con lo smart working (a noi ci basterebbe un “good quality” working), dove i valori di onestà, trasparenza e spirito pionieristico sono valori fondamentali e fondanti

ebbene… sì.

La direzione del Personale in Italia valorizza, con premi di incentivo, delegati sindacali… e delle sigle maggiormente rappresentate Cgil/Fiom e Cisl/Fim (guarda caso).

per diritto di privacy ometteremo i nomi (due Cgil e uno Cisl – n.d.r.), tanto nelle varie sedi italiane tutte le persone sanno di chi si parla… ma devono tacere altrimenti ne pagheranno conseguenze (ci ricorda tanto lo stile del boss malavitoso del quartierino… chissà perché)

Questo fatto può essere letto in due modi e l’uno non necessariamente esclude l’altro: esiste una (prima sospettata adesso alla luce del sole) collusione Azienda-Maggiori sigle sindacali (Fiom/Fim) e incapacità gestionale.

Di entrambe, i dipendenti italiani hanno abbondanti evidenze quotidiane (per la verità non solo dell’Ente Risorse Umane)….

la domanda, anzi le domande, a questo punto sono:

1) ma la Proprietà giapponese e Mr Andrew Barr non hanno ancora avuto le evidenze della incapacità degli attuali Manager italiani?

2) Possibile che nel Top Management di Hitachi accettino un tale autogol da parte del Dipartimento Risorse Umane di Hitachi Rail?

Adesso chiunque, anche chi prima solo sospettava e immaginava, ha le prove (ennesime per la verità) sia di collusione che di incapacità.

Adesso sì che hanno azzerato nelle persone la fiducia e la voglia, di contribuire al business che Andrew Barr vuole creare…

Caro Andrew Barr,

o si cambia rotta o con questo modo di fare Management si affonda… tutti.

How much is enough? Quando sarà abbastanza?


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