hitaci & amianto. E IL BALDI PRIMO AL TRAGUARDO…

L'ingresso della Breda
L’ingresso della Breda “ai tempi del colera”

PISTOIA. Ogni volta che qualche politico pistoiese si piazzava davanti ai cancelli della Breda significava che un evento si stava avvicinando. In genere si trattava di elezioni, congressi, o di altre occasioni, ovviamente tutte funzionali al mantenimento del potere nelle salde mani del Partito.

Cambiano i tempi, cambiano i nomi dei Partiti, passano le generazioni, e muta perfino il nome dell’azienda, ma le abitudini restano le stesse. E infatti stamani erano lì la Bini, il Fanucci, il Trallori, i due fratelli Grasso (entrambi lavoratori Hitachi, uno dei quali Segretario del Circolo Pd aziendale) e l’immarcescibile Paolo Bruni, che – sempre uguale a se stesso nella sua tuta blu – ha attraversato indenne il passaggio da Pci a Pds, e da Ds a Pd. Sempre vicino al potere (peraltro, a onor del vero senza mai servirsene a titolo personale).

Dicevamo che stamani erano tutti lì. Il pretesto era l’ennesimo volantinaggio che il Pd aveva organizzato, stavolta per celebrare il #notaxday (proprio nel giorno in cui a molti sono arrivate alcune sonore “scoppole” da pagare).

In realtà, il motivo del volantinaggio ce l’ha chiarito il nostro eroe: il baldo-Baldi, che fulmineo, e bruciando tutti in scioltezza, è passato all’immediata capitalizzazione di una notiziona, a lui stesso fatta trapelare ad una parte della stampa: i lavoratori di Hitachi avranno finalmente i riconoscimenti che consentiranno loro di andare in pensione anticipatamente per essere stati esposti all’amianto.

Mentre le trombe squillavano, e le Gramigna di tutto il mondo si univano al giubilo facebukkiano del baldo-Baldi, la Caterina, il Fanucci e i loro accoliti volantinavano gioiosi.

Gli Onn. Bini e Fanucci
Gli Onn. Bini e Fanucci

Ad un osservatore distratto potrebbe apparire un grande gioco di squadra.

Ma chi sa delle cose in casa Pd può dirvi altro.

Si sussurra infatti, nei corridoi del Partito, che oggi è soprattutto un participio passato, siano risuonate piuttosto stridule le grida di disappunto della Caterina e dei suoi boys. Perché il baldo-Baldi, giovane e rampante come e più di sempre, ha urlato ai quattro venti la notizia sostanzialmente in splendida solitudine. Anticipando la Bini e tutti gli altri, senza alcun passaggio, senza nulla concordare.

E infatti, il baldo-Baldi cita, nell’ordine, forse primus inter pares, Roberto Bartoli, e poi Edoardo Fanucci, la Bini, Matteo Renzi, Luca Lotti, Dario Parrini, e le rappresentanze dei lavoratori. Certo, per carità di patria ha nominato anche la Bini, ma per il resto, come dire, tutto è riconducibile all’area dei renziani doc. Quelli più renziani di Renzi, insomma…

Ovviamente, nessuna parola per il Sindaco, che aveva scritto a Finmeccanica e al Governo, chiedendo un impegno diretto a tutela dei lavoratori.

Riccardo Trallori ridens
Riccardo Trallori ridens

E infatti c’è chi racconta che anche il merito del provvedimento entusiasmi soprattutto una parte dei seguaci del Presidente del Consiglio, ossia i duri e puri del renzismo pistoiese, mentre lascia l’amaro in bocca ai cosiddetti renziani della seconda ora.

Anzi, si narra di scambi di battute al vetriolo, di un vero e proprio nervosismo fra le due aree renziane. Perché?

Probabilmente perché questo provvedimento lascia a bocca asciutta proprio quelli che di amianto ne hanno respirato tanto, tanto e ancora tanto. Ossia coloro che sono già in pensione.

Sì, incredibilmente questo trapela dalla stampa: i riconoscimenti saranno destinati a chi è stato esposto dagli anni Novanta fino al 2001, ed è ancora attivo, ma non ci sarà nessun riconoscimento economico per chi oggi non lavora più, ma ha respirato davvero l’amianto. E ha visto morire tanti colleghi di lavoro. E si è sentito la malattia lambire i polmoni.

E vive ogni giorno con l’ansia di sapere se qualche medico gli comunicherà che c’è un problema…

Baldi con Suor Etruria
Massimo Baldi pensa a Suor Etruria…

Pur volendo sorvolare sul buon gusto di affannarsi davanti ai cancelli della fabbrica guarda caso il giorno stesso in cui il Baldi comunica a tutti la lieta novella, ci sarebbe da chiedersi se sia giusto tutto questo.

È davvero giusto negare un riconoscimento – seppure solo economico – a chi se l’è assorbito tutto, l’amianto, in anni in cui gli operai lavoravano con un fazzoletto davanti alla bocca?

Viene il dubbio che l’operazione non sia molto diversa da quella messa in campo negli ani Novanta, quando l’allora Breda scelse di procedere a un po’ di prepensionamenti, “utilizzando” i riconoscimenti per l’esposizione all’amianto come strumento per ridurre l’organico.

Ciò che sta accadendo oggi. Tutte operazioni legittime, certo, che consentono in parte un ristoro dall’ingiustizia subita.

Però ci sarebbe bisogno di più sobrietà. Sia davanti ai cancelli della fabbrica, sia su facebook. E magari un po’ più di equità.

[*] – Confidente, ospite

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