«HO IMPARATO A STARE SEMPRE DA UNA PARTE SOLA, QUELLA DEI LAVORATORI»

Pagliai si rivolge a Bertinelli con alcune considerazioni sui caduti dell’amianto
Giampaolo Pagliai e Claudio Martelli
Giampaolo Pagliai e Claudio Martelli

PISTOIA. Caro Sindaco,
oggi sono più triste del solito e voglio spiegarti perché. Il Presidente del Consiglio riceve proprio in giornata le famiglie delle vittime dell’amianto di Casale Monferrato.

Tu hai scritto nei giorni scorsi una bella lettera di solidarietà al Sindaco di quella città; evidentemente gli oltre duecento lavoratori pistoiesi già morti (ed ahimè, quelli che dovranno morire) sono figlio di un dio minore.

Il vecchio grande Sindaco Francesco Toni guardandomi con la sua espressione fanciullesca mi avrebbe detto: “Non capisco”; anche io non capisco. Evidentemente qualcosa mi sfugge. Per l’amianto, come per il colesterolo, ci deve essere un tipo buono ed un tipo cattivo.

A Pistoia abbiamo quello di tipo buono, a Casale hanno quello di tipo cattivo. Sta così? Ma se non è così, e mi rivolgo a te, che sei stato consigliere comunale, ed anche capogruppo del partito più forte, più democratico e più di sinistra dal 1998 al 2007, per chiedere perché a Casale Monferrato il Comune si è costituito parte civile contro i presunti responsabili dei reati commessi verso gli operai ed a Pistoia non è stato mai fatto? Del resto una forza politica, ormai scomparsa, Rifondazione Comunista, dichiarò all’epoca che non sarebbe entrata in maggioranza se il Comune non si fosse costituito parte civile, per poi entrare di corsa in maggioranza ed in giunta, senza che l’ importante pregiudiziale fosse accolta.

Quello che, a pensarci bene, fa orrore è sapere che mentre il direttore della Breda era rinviato a giudizio per omicidio colposo, fu ugualmente nominato a presiedere importanti partecipate comunali da un Sindaco che era espressione del più grande partito di sinistra (non indico la sigla per paura di sbagliare) che oltretutto era un operaio della Breda in aspettativa. Da noi purtroppo non abbiamo avuto un magistrato Guariniello, ma altri, che talvolta hanno esagerato, più che emettendo sentenze, rilasciando inopportune interviste alla stampa, giustamente stigmatizzate dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il povero Marco Vettori all’epoca, insieme a me, rimase molto male, purtroppo era poco tempo prima della sua drammatica morte.

Sicuramente la tua sensibilità sarebbe stata maggiormente apprezzata se fosse stata manifestata nei nove anni, dal 1998 al 2007.

Pazienza, ma comunque possiamo rimediare se alla prima morte che si verificherà a causa dell’amianto l’amministrazione comunale denuncerà per omicidio colposo gli ignoti responsabili e poi si costituirà finalmente parte civile, oppure anche le morti future si prescrivono? Quello che non ho mai ben compreso è perché perfino la Marco Vettori in passato non abbia reagito nei modi più adeguati: scioperi, occupazioni… forse perché i panni sporchi era bene lavarli in casa.

Caro Sindaco, ho imparato da Pietro Nenni e da Giacomo Brodolini a stare sempre da una parte sola, quella dei lavoratori; quindi a suo tempo apprezzai senz’altro che fosse intitolata una via a Ugo Schiano, però quella che porta allo stabilimento Breda forse sarebbe stata intitolata più opportunamente ai caduti sul lavoro per amianto e magari potevate intitolare ad Ugo Schiano l’attuale via dei Caduti sul lavoro.

Anche io scriverò al Sindaco di Casale Monferrato sperando che in futuro si costituisca parte civile anche per i caduti pistoiesi che a te e a me sono molto cari.

[*] – Ospite

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