homo moralis. IL GIOCO DELL’OCA: PUBBLICANI E FARISEI

La vera storia del «potenziamento» dell’Ospedale Pacini di San Marcello e dell’esimio avvocato Luca Cei direttore amministrativo della fu-Asl 3 di Pistoia
Abati, Ponticelli, Cei Rossi. Tutto torna all’inizio e riprincìpia

SAN MARCELLO-MONTAGNA. La dura lotta ingaggiata, da ormai quasi dieci anni, dalla gente della Montagna Pistoiese contro la democrazia sanitaria della corte del Granduca Rossi, un altro personaggio di assoluto spicco con il suo valletto Marroni e la sua governante Saccardi, evoca il binomio neotestamentario del pubblicano e del fariseo: il primo rannicchiato in fondo al tempio, testa bassa, a chiedere perdono al Signore Dio degli eserciti; l’altro in prima linea, pettoruto come un gallo cedrone in amore, dinanzi alla cella sacra, a testa alta, mentre ripete orgoglioso ad alta voce «Signore, come me non c’è nessuno. Io son l’unico al mondo».

Ed è proprio così, perché mentre massacravano la sanità toscana e costruivano miliardate di ospedali nuovi sprecando risorse che sarebbero dovute servire al benessere dei cittadini, noi, poveri pubblicani di Quarrata/news e Linee Future, pubblicavamo pezzo su pezzo, notizie e critiche che colpivano direttamente al cuore la mistificazione del trionfalismo neosovietico con cui volevano farci credere, e/o ingoiare, l’assunto che “meglio di così, in sanità, non saremmo mai potuti stare”.

Tonnellate di veline maledette uscivano dall’ufficio stampa dell’Asl 3-Pistoia e precisamente dal pulpito di carta della Dott.ssa Daniela Ponticelli, «addetta stampa», ma al tempo stesso «portavoce del Direttore Generale», l’illustre Dottor Dulcamara, alias Roberto Abati (cioè: controllata e controllora di se stessa, ma con esplicita connotazione politica e, pertanto, dotata di attendibilità-zero in quanto portavoce/alter ego del Direttore Generale!), che, alla fine, non riusciva a respirare perché, a forza di stargli noi sul collo, l’aria gli veniva a mancare.

Erano in apnea. Dovevano liberarsi del “delirante direttore Bianchini”. Eh sì, perché anche noi, perdìo, siamo quel possiamo essere, dato che in fronte non ci abbiamo scritto – come vorrebbero loro – «Sale & Tabacchi»!

La Dott.ssa Ponticelli (di cui pare che non esista alcun curriculum in linea, tanto per parlare di trasparenza), oggi vertice responsabile del Politburo dell’Asl-Rossi/Centro Toscana, acquisì così la medaglia al valore di Lenin sul campo e, con essa, la sistemazione a vita perché, lamentandosi di essere definita velinara dell’Asl e – molto più probabilmente, forse, istigata dai vertici dell’Asl 3 a cui eravamo odiosi in quanto fortemente critici –, fu lanciata come un macigno da catapulta contro chi sta scrivendo in questo momento, e finì col trovare facile consolazione e pacata accoglienza fra le braccia di una commissione di disciplina quanto meno farisea.

Regione Toscana, Ordine di Rossi

La difesa della Dott.ssa Ponticelli – che scriveva cazzate su cazzate circa il potenziamento dell’Ospedale di San Marcello – fu sagacemente patrocinata da un illustre Azzeccagarbugli, avvocato del Foro di Nullonia, l’esimio Avv. Luca Cei, direttore amministrativo dell’Asl 3-Pistoia: peccato, però, che il Cei non fosse affatto avvocato, pur se tal si firmava da sempre e anche in data 2 ottobre 2014, dato che costui si iscrisse all’albo Avvocati di Livorno soltanto più di un anno dopo i fatti qui narrati, e cioè solo in data 18 dicembre 2015. Magari il perché ve lo racconto un’altra volta.

Chi erano, quindi, gli attori in scena? Erano dei pubblicani che s’arrabattavano a contrastare le palesi menzogne dell’ufficio stampa&propaganda dell’Asl-3; e dei farisei, duri e puri (un po’ alla Di Maio), che volevano affermare solo la loro verità, unica degna di apprezzamento da parte del popolo muto, cornuto, allineato e scoperto.

Chi cerchereste, lettori, per essere difesi in tribunale? Cerchereste un millantatore che si spaccia per avvocato o un avvocato vero? E a chi dareste fiducia? A giornalisti liberi che dicevano – dati alla mano – che l’Ospedale di San Marcello veniva smantellato (reparti chiusi, cucine chiuse, pronto soccorso chiuso) o a chi, con sviolinate e squilli di tromba – o, tutto insieme, tromboviolinate – pretendevano di darvi a intendere che questo terremoto era un «potenziamento» del Pacini?

Ecco: questa è la vera storia del perché, pur dicendo noi la verità, pur presentando noi i fatti per quelli che sono nella loro sostanzialità come legge impone, siamo stati colpiti da censura, mentre la “velineria di stato” ha acquisito ancor più meriti di carriera e potere.

Luca Cei, Avv. speciale, iscritto il 18.12.2015

La regola è una con i democratici del Pd: non metterti di traverso e (com’è successo per il Sindaco Mangoni di Agliana) ti sistemeremo a vita. Altrimenti è pronta la Siberia e il Gulag.

Peccato che il tempo scorra comunque e che, alla fine, porti alla luce la verità! L’ospedale di San Marcello è ancora lì, sempre più sbrindellato, ancora in mezzo alle polemiche, a dimostrare che il suo non fu un «potenziamento», come asseriva saccentemente la Dott.ssa Ponticelli, ma un misero, ignobile, volgare «smantellamento» imposto dalla politica di Rossi & C. a danno dei cittadini, e sostenuto dalla politica e dal «portavoce politico» che, dai Pinocchi della Regione, carduccianamente parlando, «tirava quattro paghe per il lesso». Anche l’Ordine dei Giornalisti deve chiarirsi bene le idee riguardo ai colleghi degli uffici stampa e alle loro funzioni.

Ora, se non siete d’accordo con quello che ho detto, continuate a sostenere Rossi e i suoi Arlecchini: vedrete che, alla fine, otterrete grandi funerali di stato e una bella marcia funebre con le trombe che suonano la famosa aria: «È morto un bischero». Anche sottofondo di sviolinate, ad archetto o con pizzicato.
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PS – Svolgere la professione di giornalista non significa dover rispettare i colleghi proteggendoli ad ogni costo quando sbagliano, ma correggerli e aiutarli a capire quando infrangono le regole basilari della professione stessa.

Ed è pacifico che nessun giornalista può essere tale, e perciò credibile, se confonde i princìpi basilari dell’etica e se scrive ben consapevole di essere portatore di una funzione politica che inquina e avvelena la limpidezza e la purezza della sua voce di usignuolo.

A proposito, si può esaminare il curriculum della Dott.ssa Ponticelli o è un segreto di stato come quelli previsti dell’art. 24 della legge sull’accesso agli atti (troppo spesso impuri) della Pubblica Amministrazione?

Edoardo Bianchini
direttore@linealibera.info
[Diritto di critica]


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