hopeless italyett. REATI DI OPINIONE. SE PER RICONOSCERE UN SOLO PEZZO DI PRINCIPIO DEMOCRATICO OCCORRONO 73 ANNI, PER APPLICARE TUTTA LA COSTITUZIONE CI METTEREMO 73 SECOLI?

La chiesa di Roma in 2021 anni non è riuscita a diventare veramente cristiana, che non significa necessariamente solo quello che pensano don Biancalani, don Tofani o il signor Claudio Curreli. Come faremo, allora, ad avere una nazione davvero democratica, equa, legale e costituzionalmente garantita?

Ci sono voluti 73 anni, dalla legge 47 del 1948, per cancellare – con questa pronuncia della Costituzionale – lo spauracchio indecente da mettere dinanzi agli occhi di molti ex-colleghi più fotocopie di don Abbondio che non professionisti alla fra Cristoforo o alla Innominato…

 

LOTTO, LOTTO E ANCORA LOTTO

MA IN REALTÀ ME LA FO SOTTO!

 


Giovannino Guareschi. E ora i giornalisti smetteranno di farsela sotto o continueranno a tremare come le foglie?

 

 

I PRIMI TRE a doversi vergognare ex aequo in questa spudorata “vicenda democratica” della repubblica dell’Anpi, sono: 1. i politici; 2. l’ordine dei giornalisti (che non serve a niente, se non a tenere bordone alla sinistra, e che perciò deve essere cancellato); 3. i magistrati che, fedeli all’applicazione della legge, in molte occasioni (a cominciare dalla storia De Gasperi-Guareschi) hanno dato il carcere ai giornalisti come Scalfaro, giudice della repubblica sociale di Salò, dette l’ultima condanna a morte per ragioni politiche. Poi certa gente diventa anche presidente e ha il coraggio di indignarsi!

Ci sono voluti 73 anni, dalla legge 47 del 1948, per cancellare – con questa pronuncia della Costituzionale – lo spauracchio indecente da mettere dinanzi agli occhi di molti ex-colleghi più fotocopie di don Abbondio che non professionisti alla fra Cristoforo o alla Innominato.

La Costituente – come ho già avuto modo di scrivere – prima varò la “carta più bella di tutte” con cui sono state rinvolte montagne di polpette all’italiana; poi seguì la colata della legge 47/1948: di talché (scriverebbero i Pm di Pistoia) reintrodusse, come tributo al democristianismo di ritorno, filo-catto-conservator-degasperian-vaticano, il sole a quadri per tenere a bada l’informazione.

Ci sono voluti 73 anni per questa decisione della Costituzionale che personalmente considero solo come una specie di pilatesca “norma transitoria” che, data l’impudica bravura di certi Pm nell’inventarsi le norme ad personam, lascia l’uscio aperto per qualche brillantissima capocchiata quando sarà necessario salvare gli amici abbattendo un nemico.

È l’Italia che è povera e marcia. Povera di moralità (la questione di Berlinguer fu un oppio del popolo ben congegnato) e marcia di personaggi che esercitano il potere come credono e non pagano mai.

L’Ordine dei Giornalisti, quello stesso che non ha pronunciato parola sui miei 104 giorni di arresti domiciliari per reati di opinione (ma tutti rigorosamente documentati: dunque, che disegni criminosi erano?), ma che ha salvato senza troppo pensare la signora Daniela Ponticelli (più e più volte), Marzio Dolfi, Alberto Vivarelli, Luigi Egidio Bardelli, Luca Frati, Giampaolo Marchini, Laura Pugliesi, Fabrizio Morviducci, Maurizio Gori e chissà quanti altri (non azzardatevi a fare pio perché i documenti che ho sono tutti autentici e rilasciati dal Santo Ordine Ungarico di Firenze!), deve essere abolito.

La pubblica amministrazione ci vede sotto questa forma: pomodori da conserva

Come lo devono essere tutti gli altri organismi autonomi, che servono solo a parare il popò degli unti del signore e a mandare tutti gli altri alle forche caudine. Fra questi – ovviamente e in prima linea – il Consiglio Superiore della Magistratura. Poi le varie associazioni più o meno ungheresi dei magistrati, e la stessa indecente autonomia del parlamento: la vergogna nazionale e internazionale di coloro che si danno gli stipendi da sé – 5 Stelle compresi, come si è potuto vedere.

La società italiana è in crisi. E che pretendete, geni, che veda tutto il marcio con la sottomessa devozione che viene dedicata alla Madonna di Medjugorje? La gente non ha stima della magistratura. Cosa dovrebbe fare? Ringraziare certe capocchie per ogni volta che la gente comune cara a Tommaso Coletta esce dalle aule tribunalizie con le ossa rotte?

La società giusta è quella in cui i primi a dover rendere ragione e a pagare sono i capi stessi, che si sono impegnati al rispetto della legge e del popolo sovrano.

Ma se i capi – come nel mio caso – montano maxiprocessi a suon di bufale senza neppure fare una seria indagine sui documenti sui quali sto parlando da luglio 2020, perché mai il popolo dovrebbe rispettare coloro che non lo rispettano e non provano alcuna vergogna nel metterselo sotto i piedi pestandolo come dei San Marzano da conserva?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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